NINJA IRANIANE/ ‘Kunoichi’’, le acrobatiche soldatesse nel deserto si allenano a sgozzare il nemico

- Niccolò Magnani

Ninja iraniane, le “Kunoichi” e il loro studio: le acrobatiche soldatesse nel deserto si allenano a sgozzare il nemico ma anche a praticare la calma serafica tipica delle arti marziali

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Le ninja in Iran (Twitter)

Sono soldati, sono acrobati e sono allenate ad uccidere il nemico senza farsi vedere; e soprattutto… sono donne! Con un articolo sul Mail online viene spiegato un fenomeno in corso negli ultimi mesi nel deserto dell’Irana, con le guerriere dette “kunoichi” che si allenano per divenire una sorta di ninja del nuovo millennio. Chiamate a difendere il proprio Paese, si allenano in condizioni estreme nel deserto per poter un giorno intervenire in Guerra (si spera di no, visto che già il Medioriente è una polveriera di suo…) a fianco dell’Iran: «sono circa 4000, iscritte al club di arti marziali Ninjutsu, si allenano a mezz’ora da Teheran. Sono acrobate, forti, agilissime», si legge sul Mail in questi giorni, con il caso delle ninja iraniane ritornate in auge dopo che nel 2012 l’Iran aveva ritirato gli accrediti stampa ad alcuni giornalisti Reuters per aver definito il grippo di ninja soldatesse una comitiva di “assassine”. «le donne ninja vengono effettivamente addestrate “per difendere” il loro paese, ma non sono assassine», si scatenò all’epoca il ministro degli Esteri iraniano.

All’epoca erano quasi 3mila, oggi sono aumentate e si arriva fino ai 5mila componenti, stando ai dati forniti dai colleghi inglesi: l’allenamento come vere e proprie soldatesse di arti marziali, prevede il forte studio del Ninjutsu, una disciplina introdotta in Iran nel 1989. Da allora questo particolare esperimento di un comparto dell’esercito completamente femminile, ha preparato 24.000 donne suscitando spesso qualche dubbio o polemica sul loro lato molto efferato e intransigente con il nemico. Secondo il Mail Online lo “studio” del «Ninjutsu» permette di seguire un obiettivo meno orientato alla “battaglia”, bensì «queste donne apprendono innanzitutto la calma, la pazienza, la forza morale.

La considerano un’arma spirituale più che un’arma letale. Possono fare molto male ma usano le loro abilità solo nelle ore di lezione», spiega la traduzione di Dagospia. L’allenamento prosegue, anche se si spera davvero che possa non servire mai vedere queste “ninja” in azione,, specie vedendo il livello consueto e complesso che le varie guerre fratricide in Medioriente stanno provocando tra Iraq, Yemen e ovviamente anche la Siria, principale alleato dell’Iran.

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