Terza Guerra Mondiale/ Siria, milizie Usa-curdi entrano a Raqqa: attacco finale all’Isis (ultime notizie)

- Fabio Belli

Terza Guerra Mondiale: Corea del Nord rifiuta le sanzioni. Secondo Pyongyang impedire lo sviluppo nucleare, come imposto dall’Onu, è un colpo al cuore dell’economia del paese

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Siria, nuovo attacco chimico a Ghouta? (Foto: LaPresse)

La Terza Guerra Mondiale, con base siriana, potrebbe non essere molto lontana: è cominciata la battaglia “finale” contro l’Isis a Raqqa, con le milizie curdo-siriane a guida Usa entrate oggi nella parte urbana della città-roccaforte di Daesh, secondo le ultime fonti di Ansa Med che cita familiari di attivisti anti-Isis rimasti nella città assediata su tre lati dai curdi. La sconfitta che nei prossimi mesi dovrà avvenire dello Stato Islamico, almeno sul campo militare, potrebbe infatti aprire il futuro immediato poi per la Siria, con il regime di Assad che resta in grande pericolo stretto nella morsa di Usa e Russia. Un accordo al momento pare impossibile e la sfida per tutto il Medio Oriente (con la situazione sul Golfo da non  sottovalutare) potrebbe non risolversi per forza in una pace consolidata.

Intanto, secondo Ansa Med, «l’avanzata dell’ala siriana del Pkk sostenuta dagli Usa si muove nel quartiere di Mashlab in direzione della città industriale e dell’antico recinto murario di Raqqa oltre il quale si apre il centro storic». Sarà un’avanzata molto lenta, accorta, con l’Isis pronta a reazioni durissime che potrebbero costare purtroppo un alto numero di vite umane. (agg. di Niccolò Magnani)

Passaggio di testimone nel Mar del Giappone: la notizia di giornata vede due portaerei Usa lasciare il possibile campo di battaglia, con l’arrivo della nuova USS Nimtiz che darà il cambio alle USS Vinson e USS Ronald Reagan, nelle acque di fronte alla Corea del Nord da ormai due mesi. Le esercitazioni sono state completate e fanno dunque ritorno in California la prima e in Giappone la seconda; Trump però non rinuncia ad avere una portaerei e possibile base per reagire alle continue minacce di Pyongyang con la guerra mondiale purtroppo sempre solo sfondo.

Come riporta Sputnik.news, «La USS Carl Vinson sarà rimpiazzata dalla USS Nimitz, che a luglio sarà impegnata un’esercitazione congiunta con il Giappone e l’India nell’Oceano Indiano». In queste ore il Ministero degli Esteri giapponese ha inoltre aggiunte come in caso di improvvisa escalation militare nella penisola coreana, la Nimitz è pronta a riprendere posizione di guerra nel Mar del Giappone. (agg. di Niccolò Magnani)

Se il fronte della Corea del Nord offre la continua provocazione di Pyongyang e i mancati dietrofront degli Stati Uniti, la situazione potenzialmente da guerra mondiale in Siria purtroppo non è da meno. Anzi, il livello dello scontro qui è in atto da anni con la guerra civile che sta devastando una terra dilaniata anche dalla presenza dell’Isis. Torna in forte evidenza la Russia che nelle scorse ore, tramite il portavoce di Putin, ha fatto sapere di avere informazioni molto importanti rispetto a probabili nuovi attacchi nelle prossime settimane: allo Spief 2017 lo steso presidente russo ha cominciato e divulgato la notizia di pianti specifici di guerriglieri anti-Assad per ripetere nuovi attacchi con armi chimiche in modo da accusare ancora una volta il governo centrale. Come già avvenuto negli scorsi mesi, che aveva portato il clima da terza guerra mondiale tra Stati Uniti e Russia, rischia dunque di ripetersi anche ora.

«L’informazione di possibili provocazioni con armi chimiche non è una novità. E senza dubbio la sua pubblicazione ha aiutato a evitare tali provocazioni. Sapete che su accordo del presidente Putin e Obama fu condotta la distruzione dell’arsenale di armi chimiche siriano. Come ha detto il presidente russo nel suo discorso, nell’ambito dell’organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) è stato constatato che questo arsenale è stato distrutto e che la Repubblica Araba Siriana non è in possesso di queste armi», sono le parole di Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino. Le mosse ora della Comunità Internazionale sono attese per cercare di verificare tali notizie, visto che come noto Putin appoggia Assad, ormai rimasto l’unico, contro l’Onu che invece ha già già volte sanzionato la Siria per crimini contro l’umanità. (agg. di Niccolò Magnani)

Continua ad essere alta la tensione a livello internazionale, soprattutto perché il regime di Pyongyang non ha nessuna intenzione di mollare la presa e fare concessioni agli Stati Uniti e all’ONU. Anzi, è di queste ore la nuova presa di posizione della Corea del Nord che ha affermato con fermezza di rifiutare le sanzioni internazionali, in particolare quelle decise dalle Nazioni Unite venerdì scorso. Decisioni che Pyongyang ha definito come un vero e proprio “atto ostile”, teso non a risolvere le incomprensioni tra le parti ma solo a voler indebolire e colpire i cittadini nordcoreani. Per questo il documento avanzato venerdì dall’ONU non sarà nemmeno preso in considerazione dal regime di Kim Jong Un, che ha preannunciato una controffensiva che riguarderà principalmente l’aspetto più temuto dalla comunità internazionale. Ovvero, lo sviluppo di nuovi armamenti di tipo nucleare.

Pyongyang infatti non fa passi indietro ma rilancia sul nucleare: le sanzioni, secondo la Corea del Nord, sono tese proprio a bloccare lo sviluppo nucleare della nazione, ritenuto dal regime come l’unica possibile arma di autodifesa di fronte all’ostilità degli Stati Uniti e di altri paesi come il Giappone con il quale la tensione sta crescendo settimana dopo settimana, con Tokyo che si sente particolarmente a rischio vista la vicinanza per un possibile attacco nucleare nordcoreano. Pyongyang ha inoltre ribadito come i tentativi della comunità internazionale di soffocare la propria crescita nucleare siano a tutti gli effetti tentativi di colpire i cittadini, il cuore della nazione stroncando di fatto sul nascere la crescita dell’economia nazionale. Posizioni tutt’altro che concilianti che sicuramente provocheranno ulteriori risposte da parte degli Stati Uniti, soprattutto se alle parole seguiranno i fatti, visto che Washington ha a più riprese sottolineato come ulteriori test nucleari da parte della Corea del Nord non faranno altro che gettare benzina sul fuoco sull’attuale scenario da Terza Guerra Mondiale.

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