STRAGI DI MANCHESTER E LONDRA/ Duecento imam inglesi rifiutano i funerali ai terroristi

- Paolo Vites

Un grande numero di imam inglesi hanno rifiutato di celebrare secondo la tradizione islamica i funerali degli autori degli attentati di Manchester e Londra, per la prima volta

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LaPresse

E’ forse la prima grande presa di posizione del mondo islamico inglese dopo attentati terroristici, quelli di Manchester e Londra. Di solito i vari leader musulmani hanno pronunciato frasi di circostanza denunciando le stragi, ma questa volta si tratta di una presa di posizione di massa di circa duecento leader religiosi, gli imam, i capi spirituali e religiosi, autorità massime nel mondo islamico. Non solo hanno definito le azioni dei terroristi contrarie ai principi islamici, ma hanno aggiunto che non meritano le preghiere tradizionali dei funerali islamici. Il che significa escluderli automaticamente dalla loro religione.

Il Consiglio islamico del Regno Unito conta circa 500 aderenti fra organizzazioni, scuole, moschee ha rilasciato questo documento ufficiale: “Preghiamo Dio che gli autori di queste azioni siano giudicati per i loro crimini nell’aldilà. I loro atti li alienano da ogni associazione con la nostra comunità per la quale l’inviolabilità della vita umana è il principio fondatore. Di conseguenza, e alla luce di altri principi etici che sono essenziali all’Islam, non eseguiremo la preghiera funebre tradizionale pe invitiamo altri compagni e autorità religiose a ritirare tale privilegio. Questo è perché tali azioni indifendibili sono completamente in contrasto con gli insegnamenti elevati dell’Islam“.

La preghiera funebre islamica consiste in un momento di preghiera verso mezzogiorno o nel pomeriggio prima che ill defunto venga portato nel cimitero, si chiama Salat al-Janazah e viene eseguita da una congregazione di fedeli per la pace dell’anima del trapassato. 

Quanto dichiarato apre l’ennesimo dibattito all’interno dell’Islam, i cui principi contengono diverse contraddizioni: chi muore  per Allah infatti è normalmente considerato un martire la cui via al paradiso è immediata. Quanto dichiarato dal Consiglio islamico inglese forse per la prima volta mette in chiaro che il martirio per Allah non è la via del paradiso.

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