FEMMINISTE SUL TRAM/ Donne spagnole contro uomini seduti con le gambe larghe: da oggi è vietato!

- Paolo Vites

A Madrid è partita la campagna lanciata da una associazione di donne sostenuta dal comune contro gli uomini che sui mezzi pubblici siedono a gambe larghe

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Un caso di meanspreading

“Donne sull’orlo di una crisi di nervi” si intitolava un celebre film del regista spagnolo Almodovar. E certo che in Spagna di problemi ne devono avere, se è nata una associazione il cui nome più o meno fa così: “Donne in lotta e madri stressate”. Una nuova organizzazione femminista che si batte contro la violenza sulle donne e i femminicidi? No, a Madrid i problemi per le donne sono più seri. Ad esempio l’abitudine degli uomini a tenere le gambe larghe quando sono seduti. Questo provoca uno stress indicibile per le madri, ovviamente. Specialmente sui mezzi pubblici dove gli uomini spagnoli – che, detto fra noi, devono essere dei gran cafoni perché in Italia a dire il vero non si vede così spesso – hanno questa tendenza, schiacciando le donnine in mezzo a loro.

Forse in Italia non succede perché le nostre donne sono più sgamate e basta un bel colpo assestato alla gamba del vicino molesto per farlo spostare? A Madrid invece l’associazione ha ottenuto dal comune il divieto per i maschiacci di sedere a gambe allargate. Inutile far notare che si tratta di un comportamento anche dovuto all’abito: la donna in gonna terrà sempre le gambe strette, perché non si veda al di sotto, ma donne in pantaloni a gambe aperte se ne vedono molte. E’ comunque un attacco orgoglioso e deciso al cosiddetto “manspreading”, parola entrata nel dizionario di Oxford da un  paio di anni e che indica la tendenza degli uomini “ad allargarsi”. Ora, tale tendenza, il cosiddetto maschilismo, esiste da sempre e soprattutto sui luoghi di lavoro, nel senso che gli uomini fanno maggior carriera delle donne e hanno stipendi più alti. Concentrarsi su quello magari? Per l’associazione femminista, gli uomini sono stati educati a una idea di supremazia e quindi ad allargarsi sul territorio, sedili della metro compresi. Mah.

Il comune ha stampato dei bei cartelli che sottolineano il divieto a sedersi a gambe aperte, ma le femministe sono rimaste deluse che non sia stato incluso anche nella metro. Intelligentemente, l’azienda dei trasporti ha spiegato che “Il regolamento della metropolitana invita già a usare civilmente lo spazio comune”. In realtà la stessa cosa è successa anche a New York, in Turchia, in Giappone. Per dire della sostanza di questa battaglia che renderà la nostra società un mondo senz’altro migliore, il post di un membro dell’associazione: “Anche noi abbiamo una protuberanza nel corpo, la chiamiamo tette. Ma non per questo andiamo in giro tutto il giorno con le braccia aperte”. Siamo quasi certi che nessun uomo si lamenterebbe e chiederebbe il divieto.

Ma di quelli che mettono le scarpe sul sedile o di chi si stende a dormire su tre sedili non se ne occupa nessuno? Lanciamo il “cafonspreading”?

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