QUEL BIMBO DEVE MORIRE/ La Corte suprema ha deciso: staccate tutto entro 24 ore

- La Redazione

Anche la Corte suprema inglese dopo due processi ha sentenziato che che Charlie Gard, il bambino nato gravemente malato, debba morire, nonostante il parere contrario dei genitori

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Immagine di repertorio (Pixabay)

La famiglia Gard, incredula per il verdetto, è devastata. Connie Yates, la madre, e Chris Gard hanno lasciato il tribunale in lacrime dopo che il ricorso che avevano presentato, a fronte di due processi già persi, ha convalidato la decisione di sospendere i trattamenti che tengono in vita il figlio Charlie, malato grave sin dalla nascita. Anche qui ha prevalso la motivazione che lasciarlo morire “è l’interesse migliore per il bambino”. Non tenendo però in minimo conto la decisione dei genitori che non vogliono farlo morire e che anzi hanno raccolto con donazioni private oltre un milione di sterline per portarlo in America a farlo curare. Ma i medici si rifiutano di farlo espatriare perché “troppo pericoloso rimuoverlo”, che è l’ipocrisia massima: se hanno deciso che deve morire, qual è il problema se morirà nel viaggio? Inoltre i medici inglesi dicono che la terapia proposta da un medico americano è solo sperimentale e non garantisce la guarigione, ma anche qui: se hanno deciso che deve morire, che differenza fa se muore dopo almeno un tentativo?

Almeno i poveri genitori avranno fatto un tentativo. Molta stampa inglese critica la decisione: si tratta di condanna a morte decisa dallo stato contro il volere dei genitori, si legge. La Corte suprema ha lasciato 24 ore di tempo affinché i genitori possano appellarsi alla Corte europea dei dritti umani. Inutile la linea difensiva degli avvocati della coppia: “I genitori di Charlie hanno preso una decisione, non si tratta di un desiderio, ma di una decisione precisa, di tentare tutte le opzioni possibili per tenere in vita il figlio” aggiungendo che “lo stato non ha il diritto di decidere di porre fine alla vita di un bambino”. Per quanto riguarda i giudici, la risposta è stata che “i genitori pensano sempre di sapere cosa è giusto per i loro figli, ma non è così”. L’unico interesse superiore in questo caso, hanno aggiunto, è quello del bambino. Ma in una società dove si uccidono milioni di bambini con l’aborto, l’unico interesse migliore è la morte, evidentemente. E liberarsi delle spese mediche per tenerelo in vita. Le condizioni del bambino lo rendono cieco, sordo, non può muoversi o ingoiare da solo, ma i genitori insistono che invece è ricettivo. Alcuni medici dicono che Charlie soffre dolori fisici, altri invece no. Restano 24 ore di tempo per decidere il futuro del neonato.



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