CAOS MIGRANTI/ “L’ultima carta di Gentiloni è dichiarare guerra ai trafficanti”

- int. Gian Micalessin

Dal vertice di Tallin, a fronte di un contentino di 35 milioni dati all’Italia arriva il no di Avramopoulos alla nostra proposta di modifica di Triton. GIAN MICALESSIN

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Lapresse

Com’era prevedibile, ieri Corriere e Repubblica hanno taciuto le dichiarazioni di Emma Bonino a Radio radicale. Parole che suonano come una mazzata sull’Italia e frustrano ogni sforzo di venire a capo dell’emergenza migranti. “Il fatto che nel 2014/2016 abbiamo chiesto che il coordinatore fosse a Roma alla guardia costiera — ha detto la Bonino — e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia lo abbiamo chiesto noi”. Proprio così: l’arrivo fuori controllo di migranti nei porti italiani porta la firma di Renzi e del suo governo. In sintesi: 31 ottobre 2014, fine dell’operazione Mare nostrum a guida italiana; richiesta di aiuto all’Ue e avvio della nuova operazione Triton, con la quale le navi di 15 paesi Ue a partire da novembre 2014 pattugliano il Mediterraneo trasportando (con l’aiuto delle Ong) i migranti illegali nei nostri porti.
Questo il quadro. Una situazione preoccupante che non solo mette il nostro paese in un vicolo cieco, ma condanna all’inutilità gli sforzi tardivi del governo. La conferma è venuta dal vertice di Tallin, dove a fronte di un contentino di 35 milioni dati all’Italia il commissario europeo Avramopoulos ha detto un no secco alla nostra proposta di modifica di Triton: “Il mandato della missione è ben definito. Si tratta di migliorare l’attuazione di quanto già concordato. Fanno già un lavoro molto buono”. Il commento di Gian Micalessin, inviato di guerra de Il Giornale, per il quale ora l’Italia deve fare da sola. Ecco come.

Emma Bonino ha detto una cosa che fino ad ora non si era mai sentita in modo così esplicito. I migranti? Li abbiamo chiamati noi. Ora i conti tornano, ma si stenta a crederlo.

Invece bisogna capire non solo come uscirne, ma anche quali sono le responsabilità e gli sbagli commessi. La prova provata di quello che la Bonino dice è proprio l’operazione Triton, nella quale per la prima volta si è contravvenuto a quel principio del diritto internazionale vigente dal 1865 per il quale qualunque persona che salga su una nave battente bandiera di un paese straniero è sotto la responsabilità di quel paese. Triton lo dobbiamo a Renzi e Alfano.

Renzi ha usato i migranti per avere da Bruxelles la flessibilità cui l’Italia non avrebbe avuto diritto. Le risulta?

Certo, Renzi chiese lo sconto già nel settembre 2016 all’indomani del terremoto nell’Italia centrale. Solo che c’è una bella differenza, perché il terremoto è un evento drammatico e imprevisto, mentre l’invasione di migranti è un evento artificiale procurato dal governo Renzi e utilizzato per fare più deficit e alimentare l’economia dell’accoglienza.

Il filantropo Bill Gates è stato molto duro con la logica dell’accoglienza senza se e senza ma: “più sei generoso, più il mondo se ne accorgerà e questo motiverà più persone a lasciare l’Africa”. Perché lo ha detto solo ora?

Perché evidentemente si è accorto anche lui che non siamo di fronte ad un fenomeno transitorio, facilmente gestibile nell’ambito delle economie occidentali. C’è ancora chi dice che queste economie potessero usufruire o addirittura beneficiare dei flussi migratori. Nella realtà siamo di fronte ad un esodo mai visto prima che non possiamo più assorbire. E qualsiasi persona di buon senso, come lo è sicuramente Bill Gates, ha capito che non ci si può più cullare nell’utopia.

Perché un magnate come lui, impegnato in Africa con finanziamenti che superano quelli di interi stati (la sua fondazione dona il doppio dell’intera Ue, 2,4 miliardi contro 5,1 secondo quanto riportato dal Corriere) ha fatto una scelta opposta a quella di Soros.

Gates ha capito che svuotare i paesi africani delle loro risorse umane migliori, illudendole che in occidente c’è un lavoro per tutti, è un’altra forma di rapina ai danni di quei paesi e dei loro popoli. Significa esporre sempre di più intere nazioni allo sfruttamento da parte della Cina, che fa operazioni di neocolonialismo senza portare né sviluppo né diritti civili. Evidentemente Soros ha fatto un’altra scelta.

I paesi europei hanno detto no (confermando la chiusura dei porti) alla cosiddetta regionalizzazione degli sbarchi chiesta dall’Italia. Un’altra misura italiana è il codice di condotta delle Ong, in via di definizione. Cosa pensa in generale del piano Ue discusso a Tallin?

La cosa più insultante sono i 35 milioni che ci hanno promesso subito per farci stare zitti. Una vergogna. L’Ue, e dunque anche l’Italia, ha sottoscritto con la Turchia un accordo da 6 miliardi (di cui 3 versati, ndr) per chiudere la rotta balcanica, che era ed è un problema tedesco. In quel momento Renzi non ha voluto capire che quello era il momento opportuno per esigere un accordo analogo che riguardasse la sponda sud del Mediterraneo e comportasse degli hotspot in Egitto e Tunisia per l’identificazione e il respingimento dei migranti economici nei paesi d’origine. Non attraverso degli accordi fatti con l’Italia ma con la Ue. Niente di tutto questo è stato fatto. Dobbiamo esigerlo. Ma c’è un fatto ancora più grave che il nostro governo fa finta di non sapere.

E sarebbe?

C’è uno strumento in grado di colpire direttamente i trafficanti di uomini. L’operazione Sophia fa parte del piano europeo di cui è competente la Mogherini e prevede di operare nelle acque territoriali libiche e sul territorio delle coste libiche per colpire i centri di smistamento dei migranti in mano alla criminalità organizzata. Attualmente abbiamo sei navi e sette unità aeree che vengono impiegate per raccogliere migranti invece di fare quello che dovrebbero.

Avremmo mano libera?

Un governo serio lavorerebbe per ottenere la risoluzione Onu che ci consentirebbe di attaccare militarmente, come previsto dal piano Ue, le basi degli scafisti e dei trafficanti. 

Ieri Alfano ha dichiarato che bisognerebbe mettere i migranti in condizione di non arrivare in Libia. 

Dire che non devono arrivare in Libia è la scoperta dell’acqua calda, ma ci vogliono vent’anni per scaldarla, cioè per creare condizioni minime di sviluppo economico. In questo momento stanno arrivando in Libia migranti dal Marocco e dal Senegal, i paesi più sviluppati nel Nordafrica. Oltre che con i voli charter dal Bangladesh. Fenomeni che non hanno nulla a che fare con lo sfacelo dell’Africa, ma con la potenza e l’avidità dei trafficanti di uomini.

Cosa ci resta da fare?

Pretendere che l’operazione Sophia diventi realmente operativa. 

Esiste la possibilità che Gentiloni e il suo governo assumano una linea più autonoma rispetto a Renzi?

Per la prima volta in tre anni abbiamo visto un ministro, Marco Minniti, fare una proposta concreta come quella della chiusura dei porti e venire platealmente smentito poche ore dopo dal renzianissimo ministro Delrio, di fatto privando di qualsiasi consistenza la proposta dell’Italia.

(Federico Ferraù)

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