TERZA GUERRA MONDIALE/ Usa e Russia al G20: Papa Francesco, “basta inutili stragi, non sono la soluzione“

- Fabio Belli

Terza Guerra Mondiale: Siria, Aleppo liberata dall’Isis. Fonti militari russe confermano la vittoria delle forze governative, i soldati di Daesh ricacciati nelle zone desertiche

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LaPresse

Papa Francesco ha mandato un messaggio chiaro e netto al G20 di Amburgo in corso oggi con il primo incontro storico tra Trump e Putin: in un clima da terza guerra mondiale continuo, tra la Siria, il Medioriente e la Corea del Nord, Bergoglio insiste nell’affermare come la guerra e il conflitto sia tutt’altro che la soluzione alle crisi e alle fragili dinamiche tra i maggiori Paesi nel mondo. «Bisogna rigettare i conflitti armati, per frenare la corsa agli armamenti e questa scia dolorosa di esclusione e di scarto, e anche di morte, dando la priorità ai poveri, ai profughi, ai sofferenti, agli sfollati e agli esclusi, senza distinzione di nazione, razza, religione o cultura», scrive il Papa nella lettera inviata alla Merkel in vista del G20 di Amburgo. Facendo riferimento ai valori dei grandi padri dell’Europa, Francesco si dice “obbligato a chiedere al mondo di porre fine a tutte queste inutili stragi, la guerra non è mai una soluzione”, ribadisce con forza Papa Bergoglio. (agg. di Niccolò Magnani)

Se la situazione in Siria non vede ancora una soluzione a breve termine, nonostante la liberazione ad Aleppo, l’altra parte del globo dove la tensione mondiale è ancora tutt’altro che risolta è di certo la Corea del Nord. Al Consiglio di Sicurezza Onu non è stata trovata una quadra tra Cina, Russia e Usa, ma con il G20 in corso ad Amburgo è il primo vertice in cui Trump e Putin si ritroveranno faccia a faccia e potranno di certo provare a discutere del destino immediato di Pyongyang e della minaccia missilistica. Il test con il lancio del missile intercontinentale balistico viene visto intanto dal Pentagono come l’ennesima ed enorme provocazione: il capo della difesa Usa, Jim Mattis, ha spiegato che gli Stati Uniti cercano una soluzione diplomatica da mesi ma davanti al programma nucleare di Kim Jong-un l’escalation è davvero «molto seria, una provocazione, un affronto alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». (agg. di Niccolò Magnani)

Ancora un importante sviluppo nella guerra all’Isis in Siria. Lo scacchiere di quella che è stata definita una Terza Guerra Mondiale a pezzi va avanti su più fronti, ma per il sedicente Stato Islamico questi sono giorni di pesanti sconfitte. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri in Russia, ha comunicato ufficialmente come, da fonti militari russe particolarmente affidabili, sia arrivata la notizia che Aleppo è stata definitivamente liberata dall’influenza dell’Isis. Un annuncio simbolicamente importante in maniera particolare, visto che in queste settimane l’Isis sta subendo gli assalti decisivi per le città che erano state considerate gli emblemi dell’occupazione da parte di Daesh. Aleppo è ormai in mano delle forze governative, ed importantissimi risultati si stanno ottenendo anche a Mosul in Iraq e ad Al Raqqa in Siria, città considerata la capitale formale dell’Isis.

Secondo Maria Zakharova, l’intervento delle forze russe è stato determinante per garantire alle forze governative siriane la completa riconquista della città di Aleppo, dopo mesi in cui l’Isis era stata sul punto di capitolare in città, ma in cui aveva sempre controbattuto in qualche modo agli attacchi subiti. I raid russi hanno ricacciato via i soldati di Daesh in campo libero, nel deserto, costringendo alla resa le forze di occupazione. La zona di Khanasir era rimasta l’unica sotto l’influenza dell’Isis nella città di Aleppo, ma il sostegno russo ha permesso ai soldati del Governo di ricacciare le forze ostili indietro, in zone disabitate. Difficile pensare che l’Isis possa riorganizzarsi, almeno nel breve termine, per la riconquista di Aleppo. I fronti di Mosul e Al Raqqa sono infuocati e sulla capitale di Daesh l’offensiva delle forze curde si sta facendo estremamente pressante, anche se manca ancora la spinta decisiva per mettere a punto quella che sarebbe una definitiva, storica riconquista della città.

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