Cristiano torturato e ucciso/ “Ghulam ha scelto la morte invece che convertirsi all’Islam”

- Fabio Belli

Pakistan, morto prigioniero cristiano a Lahore. L’arresto di Indaryas Ghulam era avvenuto dopo il linciaggio di due musulmani in seguito a un attacco terroristico a Youhanabad

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Pakistan, morto prigioniero cristiano a Lahore

Protesta cristiana in Pakistan dove i manifestanti hanno protestato in maniera veemente dopo aver saputo della morta di Indaryas Ghulam, uomo di religione cristiana che era stato imprigionato a Lahore, deceduto a 38 anni. La more di Ghulam è avvenuta proprio alla vigilia della celebrazione per i 70 anni di indipendenza del Pakistan, il 13 agosto scorso. L’arresto dell’uomo era avvenuto in seguito all’attacco dei talebani contro le chiese cristiane in un quartiere di Lahore, Youhanabad, dove la reazione era stata veemente con il tentativo di linciaggio di due musulmani che erano sospettati di essere i terroristi, che avevano causato le 19 vittime cristiane nel terribile attacco. Tentativo di linciaggio che a sua volta aveva portato la polizia ad arrestare 42 cristiani, le cui condizioni in Pakistan sono sempre molto difficili, venendo a mancare spesso le condizioni fondamentali di libertà religiosa, ma la morte di Ghulam rappresenta senz’altro un picco preoccupante e le proteste stanno crescendo di ora in ora.

GHULAM ERA GIA’ MINATO DALLA TUBERCOLOSI

Ghulam era stato condannato a morte perché considerato responsabile del linciaggio dei due musulmani, ma si era sempre professato innocente. Le proteste dei cristiani si riferiscono a presunti maltrattamenti che Ghulam avrebbe subito in carcere e che l’avrebbero portato alla morte, anche se l’uomo, secondo fonti della prigione, sarebbe arrivato già sofferente per la tubercolosi. La moglie Shabana e la figlia Shumir hanno però denunciato le pessime condizioni nelle quali versava il cadavere, che presentava segni di tagli e bruciature, prova della brutalità alla quale l’uomo sarebbe stato sottoposto, senza considerare che proprio a causa della tubercolosi, avrebbe dovuto ricevere cure e non essere abbandonato al suo destino, se non peggio. Il presidente della British Pakistani Christian Association, Wilson Chowdhry, ha affermato: ““Indaryas Ghulam è un martire cristiano, il cui sacrificio deve ricordare a tutti noi il bisogno di lottare per la giustizia. Nonostante fosse innocente e le atroci sofferenze patite, egli ha scelto la morte piuttosto che la libertà offerta in cambio della conversione all’islam”

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