SCENARI/ Nato, così i missili promuovono i valori democratici

- Paolo Alli

Giovedì 24 agosto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sarà in Italia, ospite del Meeting di Rimini. Come funziona l’alleanza atlantica (1). PAOLO ALLI

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Giovedì 24 agosto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sarà in Italia, ospite del Meeting di Rimini. Ma, effettivamente, quanto è conosciuta, davvero, la Nato? Chi sa come è nata, come si è evoluta, quali attività svolge? Ebbene, nella mia attività di presidente dell’assemblea parlamentare della Nato sto riscontrando una diffusa e confusa generalizzazione sull’Alleanza atlantica: ho pensato dunque di offrire una serie di contributi su vari aspetti che riguardano la Nato, sperando di fornire quei riferimenti essenziali per poter comprendere fino appieno l’evento del 24 agosto, e — soprattutto — acquisire consapevolezza di un mondo sottovalutato ma sempre più essenziale per la nostra sicurezza.

È opinione diffusa che l’Alleanza atlantica sia stata fondata in risposta alla minaccia sovietica. Certo, fu una variabile, ma ci sono altri due elementi che portarono alla firma del Trattato Nord Atlantico il 4 aprile 1949: la necessità di contrastare qualsiasi rinascita e sviluppo dei nazionalismi militari in Europa, assicurando una forte presenza statunitense nel continente; e incoraggiare l’integrazione politica europea. Il principio cardine della Nato fu da subito quello racchiuso nell’articolo 5 del Trattato fondante: “Un attacco contro uno o più Alleati […] sarà considerato un attacco contro tutti gli altri”.

Negli anni Cinquanta l’Alleanza consolidò la propria struttura militare e di comando, creando un quartier generale in Francia a Rocquencourt, e venne scelto il generale statunitense Eisenhower come primo Supreme Allied Commander Europe. Fin da subito la Nato accolse nuove adesioni: ai 12 Stati fondatori (Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti d’America) si unirono nel 1952 la Grecia e la Turchia, e nel 1955 la Germania Ovest. Negli anni Sessanta, con l’uscita della Francia dall’Alleanza, il quartier generale si spostò a Bruxelles, dove tuttora risiede.

Pochi anni dopo la Nato si dimostrò un’alleanza di natura politica oltre che militare, accompagnando nel 1975 le principali potenze mondiali, compresa l’Urss, alla firma dell’Atto di Helsinki, che imponeva la tutela del rispetto per le libertà dei propri cittadini. Poco dopo, tuttavia, l’invasione sovietica dell’Afghanistan ricordò all’Alleanza il pericolo militare degli avversari e, in risposta ai missili sovietici schierati nella regione, furono dispiegati missili balistici nell’Europa Occidentale, pur nella continuazione di un dialogo politico.

Pochi anni dopo, nel 1989, la caduta del muro di Berlino constatò la sconfitta dell’Unione Sovietica, che si sciolse due anni dopo. La Nato, a partire dal 1991, ribadì la sua politica della “porta aperta”, creando nuove partnership ad est e ribadendo il suo carattere puramente difensivo a livello militare. A seguito degli attentati dell’11 settembre, l’Alleanza ha invocato per la prima volta l’articolo 5 sulla Difesa collettiva in supporto degli Stati Uniti.

Oggi la Nato fornisce un collegamento essenziale tra l’Europa e il Nord America, sia a livello di sicurezza e difesa, che politico.

Sul piano politico la Nato promuove i valori democratici e abilita i membri a consultarsi e cooperare sui temi di sicurezza e difesa allo scopo di contrastare le minacce, acquisire la fiducia dei cittadini e, nel lungo periodo, prevenire i conflitti.

Sul piano militare l’Alleanza è impegnata nella risoluzione pacifica dei conflitti. Qualora gli sforzi diplomatici falliscano, essa ha il potere di avviare operazioni o in base al principio della difesa collettiva (art. 5) o grazie ad un mandato delle Nazioni Unite. Le missioni possono essere in collaborazione con altri paesi partner o con altre organizzazioni internazionali.

Nel 2010 l’Alleanza ha pubblicato il suo attuale Strategic Concept, che sottolinea l’insieme di valori, obiettivi e strategie per il decennio. Questo ha delineato tre obiettivi fondamentali per la Nato: difesa collettiva, gestione delle crisi e cooperazione per la sicurezza. 

Le minacce alla sicurezza internazionale sono in continua evoluzione. Per questo motivo è essenziale che l’Alleanza si aggiorni continuamente: a tal fine risultano fondamentali i summit che periodicamente permettono agli Alleati di delineare la direzione strategica ed il processo decisionale della Nato.

Fino a questo momento gli incontri sono stati 27. I due recenti più importanti sono stati quello del Galles (Newport), del settembre 2014, e quello di Varsavia del luglio 2016.

Durante il primo si è deciso di rafforzare le capacità difensive dell’Alleanza, prevedendo un impegno maggiore degli Stati membri alle spese militari (in misura pari ad almeno il 2% del proprio Pil) e la strenua condanna contro la Russia per l’annessione della Crimea. 

Nel secondo si sono evidenziati due pilastri: il rafforzamento della difesa e della deterrenza della Nato e la pianificazione della stabilità regionale oltre i suoi confini. Sono state rafforzate la difesa informatica e la presenza ad est. Si è inoltre deciso per una più netta attività di raccolta di informazioni a supporto della coalizione anti-Isis in Siria ed Iraq ed è stata ribadita la vicinanza all’Ucraina e la cooperazione con l’Unione Europea, a seguito della Brexit.

La struttura della Nato si divide in due grandi aree, quella politica e quella militare, a cui si aggiunge la figura del segretario generale.

Struttura politica — 1) Delegazioni: ogni Stato membro ha una delegazione permanente di natura politica all’interno del quartier generale di Bruxelles. Ogni delegazione è guidata da un “ambasciatore” che rappresenta il suo governo all’interno del processo di consultazione e legislativo dell’Alleanza. 2) Consiglio Nord Atlantico (Nac): Il Consiglio Nord Atlantico è il principale corpo politico e legislativo della Nato. Ogni Paese membro ha un seggio al suo interno. Il Nac si riunisce ogni settimana o qualsiasi volta ne sorga la necessità e lavora su diversi livelli. E’ mediato dal Segretario Generale che supporta i membri a raggiungere un accordo sulle questioni chiave. 3) Nuclear Planning Group: Il Gruppo di pianificazione nucleare ha le stesse funzioni del Consiglio Nord Atlantico sugli aspetti relative alle politiche nucleari dell’Alleanza. 4) Comitati Subordinati: La Nato ha una rete di comitati che hanno ha che fare con tutti gli aspetti e le attività che riguardano l’Alleanza, sia a livello tecnico e militare che politico. Al loro interno si riuniscono regolarmente rappresentanti ed esperti provenienti da ogni Stato membro.

Struttura militare — Quando le decisioni politiche comportano un intervento militare, gli attori chiave coinvolti sono: il comitato militare, composto dai capi della difesa degli Paesi alleati, dallo staff internazionale militare, dal corpo esecutivo del comitato militare e dalla struttura di comando militare composta dall’Allied Command Operations e dall’Allied Command Transformation. La Nato ha poche forze militari permanenti. Quando il Consiglio Nord Atlantico decide di lanciare un’operazione, i membri contribuiscono alla stessa impiegando forze militari su base volontaria, che rientrano nel proprio Paese al termine della missione. Il comitato militare della Nato è attualmente comandato dal generale ceco Petr Pavel.

Segretario generale — Il segretario generale è il responsabile civile della struttura. Egli è responsabile del processo di consultazione e legislativo all’interno dell’Alleanza e assicura l’implementazione e la messa in funzione delle decisioni. Il segretario generale è anche il portavoce della Nato e supervisiona lo staff internazionale dell’organizzazione che fornisce consigli, guida e supporto amministrativo alle delegazioni nazionali al quartier generale di Bruxelles. Attualmente il ruolo è ricoperto Jens Stoltenberg, leader del Partito laburista norvegese.

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