Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord, la risposta della Russia: bombardieri sorvolano il Pacifico

- Fabio Belli

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie. Corea del Nord, allarme armi chimiche: il processo per l’omicidio del fratellastro del leader Kim Jong Un potrebbe svelare particolari inquietanti

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Kim Jong Un (LaPresse)

Esercitazioni militari anche per la Russia, che ha deciso di alimentare il clima di tensione che finora aveva caratterizzato principalmente i rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord. Il ministro della Difesa russo ha annunciato che i bombardieri Tupolev-95MS, denominati “Bears” dalla NATO, hanno volato su acque neutre dell’Oceano Pacifico, del Mar di Giappone, del Mar Giallo e del Mare cinese orientale. Si tratta di mezzo in grado di trasportare bombe termonucleari. Le manovre però hanno innervosito Giappone e Corea del Sud, che hanno monitorato l’esercitazione. I jet sono stati accompagnati anche da aeri da combattimento Sukhoi-35S e da velivoli di avviso e controllo. La Russia non ha fornito dettagli sul numero di aerei che hanno partecipato all’operazione, né ha spiegato quando e per quale ragione ha avuto luogo questa missione, ma ha spiegato che i bombardieri TU-95MS sono stati riforniti a metà della loro missione. La Russia, che ha espresso spesso le sue preoccupazioni per le crescenti tensioni sulla penisola coreana, non sta di certo contribuendo a livello diplomatico il lavoro di chi vuole scongiurare lo scoppio della Terza guerra mondiale. (agg. di Silvana Palazzo)

“ARMI NUCLEARI GARANTISCONO PACE E SICUREZZA”

Nonostante il pericolo sempre più imminente di una Terza Guerra Mondiale all’orizzonte, la Corea del Nord ha voluto tranquillizzare i turisti che giungono nella penisola. Lo ha fatto attraverso il consigliere dell’ambasciata in Russia Kim Sung-Hun il quale, come riporta Sputnik news, ha asserito come attualmente l’industria del turismo sia in una fase di forte sviluppo. Per questa ragione, anche dopo le sanzioni avallate dagli Usa, la Corea del Nord non può assolutamente fare passi falsi sotto questo punto di vista. “La Corea del nord è uno dei paesi più sicuri del mondo. All’interno del paese il popolo è molto unito e la situazione è politicamente calma”, ha dichiarato il diplomatico, lasciando qualche dubbio intorno alle sue parole. “Nella situazione attuale, per ragioni politiche e militari contro e per la penisola coreana, c’è una complessa situazione politica, ma le armi nucleari e le forze armate garantiscono la pace e la sicurezza nella penisola. Penso che sia la principale garanzia per la sicurezza dei turisti e delle attività turistiche”, ha aggiunto durante la presentazione dell’agenzia di viaggio Nkorean a Rossja Sevodnja. L’ambasciata ha fatto sapere di aver ridotto i tempi di rilascio del visto, ora ottenibile nel giro di 3-5 giorni dalla presentazione della domanda. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

USA: INSTALLAZIONE DI RADAR A PALAU

Venti di una Terza Guerra Mondiale ormai imminente soffiano da tempo, incrementati da minacce reciproche tra Usa e Corea del Nord. Per far fronte ad un possibile attacco paventato da Kim Jong-un gli Stati Uniti hanno deciso di installare nuove stazioni radar a Palau, nel Pacifico. Sono le ultime novità che emergono dall’agenzia di informazione AFP che, come rivela Sputnik news, ha citato la dichiarazione congiunta del Pentagono e del governo di Palau. Questa stazione radar permetterebbe di ampliare le proprie difese marittime e nel frattempo garantire la sicurezza aerea. “L’accordo è obbligatorio per la sicurezza delle strutture aeree e marittime della Repubblica di Palau, nonché per mantenere la sicurezza dalle forze armate statunitensi”, si legge. Non avendo proprie forze armate, il piccolo stato nel Pacifico è sotto la responsabilità degli Stati Uniti, sebbene al momento i militari americani non si trovino sul suo territorio. Lo stato si trova esattamente a 1300 chilometri da Guam, nel mirino del regime di Pyongyang. Proprio sull’isola gli Usa deterrebbero due basi militari che rappresentano per la Corea del Nord la più grande minaccia per la propria sicurezza e che per questo intende abbattere al più presto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

USA: “NUOVO MISSILE DA CROCIERA”

L’ipotesi di una Terza Guerra Mondiale non appare così campata in aria, per questo, vista l’intenzione della Corea del Nord di sviluppare il proprio arsenale nucleare, anche gli USA non resteranno a guardare. Si spiega così la decisione del governo americano, anticipata dal servizio stampa dell’aviazione USA di sviluppare un “nuovo missile da crociera in grado di trasportare testate nucleari per equipaggiare i bombardieri a lungo raggio”. La produzione sarà affidata alle corporazioni USA Lockheed Martin e Raytheon. Il segretario dell’aviazione USA Heather Wilson si è detto certo che “Questi armamenti ci permetteranno di aggiornare la potenza aerea della nostra triade nucleare”. Wilson ha chiarito che la disponibilità di questa potenza di fuoco potrebbe essere in realtà un aiuto per la pace:”La strategia della deterrenza funziona contro i nemici degli Stati Uniti, i quali possono valutare la gravità del rischio”. (agg. di Dario D’Angelo)

COREA DEL NORD SVILUPPA NUOVO MISSILE

Terza guerra mondiale? L’aumento delle tensioni con gli Stati Uniti ha spinto la Corea del Nord ad avviare lo sviluppo di un nuovo missile balistico, chiamato Pukguksong-3. Il processo di fabbricazione delle testate balistiche e dei razzi a combustibile solido è stato supervisionato da Kim Jong-un, secondo KCNA. Pare che il leader della Corea del Nord abbia dato incarico all’Istituto dei Materiali Chimici dell’Accademia della Difesa di produrre più motori a razzo carburante solido e testate per razzi. Pyongyang sta però cercando anche di sviluppare un missile a lungo raggio alimentato da motori a razzo a carburante solido, che sono più difficili da individuare dai satelliti prima del lancio. Una risposta alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump e del segretario di Stato americano Rex Tillerson, i quali si erano mostrati contenti dell’abbassamento delle provocazioni della Corea del Nord. Uno scenario prontamente smentito. (agg. di Silvana Palazzo)

LA COREA DEL NORD HA UN ARSENALE DI ARMI CHIMICHE

Sono a processo nella capitale della Malesia, Kuala Lumpur, le due assassine del fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong Un, ovvero Doan Thi Houng e Siti Aisyah. Due ragazze di 28 e 25 anni che pensavano di dover far parte di uno scherzo televisivo, cospargendo di olio in aeroporto la faccia di Kim Jong Nam, fratellastro del leader di Pyongyang. Altro che burla: il liquido utilizzato si è rivelato essere un’arma chimica a tutti gli effetti, il misterioso Agente VX che è riuscito ad uccidere in pochi secondi il malcapitato Kim Jong Nam, e che secondo gli esperti sarebbe un agente chimico in grado di uccidere anche molte persone, grazie alle sue capacità tossiche, in pochi istanti. L’omicidio, avvenuto al 13 febbraio scorso, porterà ad una sentenza per le due ragazze che si sono rese ignare di tutto, ma che potrebbero essere state le prime ad utilizzare il terribile arsenale di armi chimiche che sarebbe a disposizione di Pyongyang, e che rappresenta uno dei motivi per cui gli Usa si dicono pronti alla guerra.

5000 TONNELLATE DI ARMI CHIMICHE PER PYONGYANG 

In base a quanto si deciderà in Malesia, si arriverà a capire le reali responsabilità e soprattutto le disponibilità di armi chimiche di Pyongyang, con la tossina VX che potrebbe essere solo un assaggio del temuto arsenale della Corea del Nord. Le armi nucleari sono lo spauracchio della comunità internazionale, ma le armi chimiche potrebbero aprire una frontiera estremamente preoccupante in un’eventuale guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord. I servizi segreti americani hanno messo sul tavolo numeri estremamente preoccupanti, con l’arsenale chimico e batteriologico di Pyongyang che potrebbe arrivare fino a 5000 tonnellate di armi. Agente VX o Sarin, si tratterebbe di armi micidiali che sarebbero state testate proprio per l’eliminazione di Kim Jong Nam, sul cui corpo gli effetti dell’agente VX sarebbero stati a dir poco devastanti. Particolare centrale nel processo, anche capire come l’arma chimica sia arrivata in Malesia, se in una valigetta diplomatica, dunque col consenso di Pyongyang, oppure se introdotta clandestinamente via mare.

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