CINA/ La nuova legge del Governo: “le religioni sono la peste dei popoli”

- Paolo Vites

Nuovo giro di vite in Cina contro le religioni, in particolare contro i fedeli cattolici. O si abiura la Chiesa di Roma o si rischia il carcere ecco di cosa si tratta

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Lapresse

Padre Bernardo Cervellera, responsabile dei sito di informazione AsiaNews, spiega oggi in un articolo in cosa consiste in modo dettagliato la nuova legge sulle attività religiose in Cina. Quanto si era già letto nelle bozze di legge, spiega, che già era inquietante, si rivela adesso meno grave di quanto appare ufficialmente. In sostanza una autentica persecuzione e controllo di ogni attività religiosa già riconosciuta o non ufficiale. In particolare sono i cattolici quelli messi più a rischio in quanto come si sa in Cina esiste una Chiesa ufficiale di Stato che però non ha niente a che fare con quella vaticana. In questo modo i cattolici fedeli a Roma sono considerati appartenenti a comunità sotterranee che devono cessare di esistere.

IL MONITO DI PAPA RATZINGER

I funzionari di stato addetti alla questione religiosa stanno già incontrando fedeli e sacerdoti dicendo loro di registrarsi nelle comunità ufficiali, il che significa diventare membri della Chiesa di stato che “è inconciliabile con la dottrina cattolica” come già disse Benedetto XVI. Per chi non si iscrive sono previste multe altissime il che facilmente porterà alla detenzione per l’impossibilità di pagarle. Un articolo in particolare, spiega padre Cervellera, indica il divieto di pregare nelle scuole e nelle università, per impedire il proselitismo. In realtà già oggi risultano espulsi dalle università studenti che si trovavano a pregare in alcune aule. Infine telecamere e sorveglianza con cani addestrati saranno messi negli edifici religiosi per tenere sempre sotto controllo i fedeli di ogni religione. Nonostante questa nuova legge restrittiva, conclude il sacerdote, “il risveglio religioso in Cina è in continua crescita e ormai incontrollabile”.



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