ISIS/ Sedicenne tedesca voleva fare la terrorista ma si pente: rischia comunque la pena di morte

- Paolo Vites

Una ragazza tedesca di sedici anni fuggita da casa per unirsi all’Isis, arrestata a Mosul, rischia la condanna alla pena di morte. Ecco di cosa si tratta e la sua storia

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La ragazza tedesca al momento della cattura

L’hanno trovata fra le rovine di Mosul, dopo la riconquista della città irachena da parte dell’esercito, una battaglia durata mesi e costata migliaia di morte. Girava con un bambino tra le braccia chiedendo disperatamente aiuto, sanguinante e affamata. Si chiama Linda Wenzel, è una ragazza tedesca di 16 anni che lo scorso anno, come diverse altre ragazze europee, era fuggita di casa per unirsi all’Isis. Adesso si trova in carcere a Baghdad (insieme ad altri cittadini europei provenienti dal Belgio, dalla Francia che si sono uniti alle milizie dell’Isis) e rischia la pena di morte. Il primo ministro iracheno ha fatto sapere chiaramente che nonostante l’età, se si è colpevoli di aver ucciso persone innocenti, la legge irachena prevede anche la pena di morte. La giovane sta chiedendo di poter tornare in Europa, ma il suo destino è in mano ai giudici locali. Secondo le autorità locali la ragazzina avrebbe lavorato con la polizia dell’Isis, nota per le sue atrocità e i crimini contro i civili.

I diplomatici tedeschi si dicono quasi sicuri che la morte le sarà risparmiata, ma che comunque rischierà una pesante condanna al carcere. Secondo la ricostruzione del suo caso, Linda sarebbe stata convinta a lasciare la sua famiglia per unirsi all’Isis grazie a un miliziano ceceno dell’Isis conosciuto online che in seguito avrebbe sposato e da cui avrebbe avuto un figlio. Non è chiaro se la ragazzina abbia preso parte alle pratiche omicide dell’Isis, secondo le ricostruzioni faceva parte del corpo speciale che controllava che le donne di Mosul rispettassero la sharia. Parlando con alcuni giornalisti tedeschi, Linda ha detto di essere pentita e di voler tornare in Germania mentre i genitori hanno avuto in questo modo la possibilità per la prima volta dalla sua fuga di sapere che la figlia era ancora viva, non avendone avuto più notizie. Secondo la stampa tedesca, la ragazzina viene definita una studentessa brillante, diventata solitaria e depressa dopo la separazione dei genitori e finita per questo nella rete dell’Isis.



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