STANLEY ROTHER/ Chi è il primo martire americano riconosciuto dalla Chiesa Cattolica

- Paolo Vites

Viene proclamato oggi in Oklahoma il primo santo moartire nato negli Stati Uniti, un sacerdote missionario in Guatemala ucciso dagli squadroni della morte, ecco chi era

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Stanley Rother

Di santi americani ne esistono già, ma erano tutti missionari, giunti qui dall’Europa a predicare il vangelo. Adesso, per la prima volta, gli Stati Uniti hanno un santo (e martire) nato in questo paese. Un avvenimento storico naturalmente, un grande segno di speranza per un paese difficile, diviso tra razzismo, carrierismo spietato, militarismo e violenze quotidiane nei ghetti dove milioni di persone vivono in stato di estrema povertà. Inoltre i cattolici sono una minoranza. Stiamo parlando di Stanley Rother, nato nel 1935 a Okarche, nell’Oklahoma, uno stato contadino nel cuore dell’America. Ordinato sacerdote nel 1963, cinque anni dopo chiese di andare in missione nel Guatemala, dove la sua diocesi aveva aperto un centro di cura per i poveri, in uno dei paesi più poveri dell’America centrale. Qui fece un lavoro enorme, traducendo vangeli e preghiere in spagnolo, dedicandosi all’educazione dei bambini e sostenendo le famiglie più disagiate. A partire dall’inizio degli anni 80, come in altri paesi vicini, il Salvador e il Nicaragua ad esempio, scoppiò la guerriglia dei gruppi marxisti contro le dittature locali di stampo fascista sostenute dagli Stati Uniti. In Guatemala ci fu un autentico sterminio delle popolazioni indigene che chiedevano maggior diritti. Un genocidio: 200mila persone uccise, oltre 600 villaggi degli indiani maya rasi al suolo, un milione e mezzo le persone costrette ad abbandonare i propri campi e le proprie terre.

E tra i morti anche i sacerdoti, visti come amici degli indios. Davanti a queste violenze Rother rimase sempre al suo posto, scrivendo a un amico: “Che cosa possiamo fare davanti a queste violenze? Fare il nostro lavoro, andare avanti a testa bassa, predicare il Vangelo dell’amore e della non violenza. Dio si prenderà cura di noi: non succederà niente se non ciò che deve accadere”. E successe quello che doveva succedere: il suo nome apparve nella lista degli squadroni della morte. Fu richiamato per sicurezza in America ma lui volle tornare dai suoi poveri: fu ucciso durante la settimana santa del 1981. Oggi a Oklahoma City con la presenza del cardinale Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, viene proclamato beato, un martire in odium fidei, ucciso per la sua fede cristiana. Non è l’unico missionario americano ucciso: le religiose Maura Clarke e Ita Ford, missionarie di Maryknoll (il maggiore istituto missionario Usa), la suora orsolina Dorothy Kazel e la laica Jean Donovan, che svolgevano il loro ministero tra i poveri nella città di La Libertad, furono violentate e uccise da un gruppo di militari. Il caso più recente è quello di suor Dorothy Stang, uccisa il 12 febbraio 2005 in Brasile da due killer pagati da proprietari terreni. Prima di essere uccisa, si era messa a leggere il vangelo delle beatitudini.



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