Donald Trump / Water d’oro per lui: statua per il direttore del Guggheneim per il popolo della rete

- Annalisa Dorigo

Donald Trump chiede al Guggenheim di New York un quadro di Vincent Van Gogh da poter esibire alla Casa Bianca. Ma al suo posto arriva un water dorato…

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Guerra in Siria, Donald Trump (LaPresse)

Nancy Spector, la curatrice del Guggenheim Museum di New York, è ormai la vera e propria eroina di questo fine gennaio. La sua risposta a Donald Trump e l’offerta del water d’oro al posto dell’opera chiesta dall’inquilino della Casa Bianca è ormai sulla bocca di tutti e assume sempre più il sapore della vendetta dopo quello che si dice su lei e Trump e gli screzi avuti in passato. Il popolo della rete chiede a gran voce una vera e propria statua per la Spector che adesso sembra ormai essere la portavoce di un anno di polemiche dopo l’elezione di Trump a Presidente. In rete i commenti si sono sprecati in questi giorni per quello che sembra essere un vero e proprio smacco soprattutto in confronto con quello che è successo con gli Obama o i Kennedy negli anni scorsi. Cosa ne sarà adesso del water d’oro offerto dal Museo al Presidente? Il magnate accetterà il dono? Lo scopriremo nei prossimi giorni.

Paesaggio come neve diventa il nuovo pomo della discordia

Sta facendo discutere molto il water d’orato inviato a Donald Trump che per la Casa Bianca aveva chiesto al Guggenheim di New York il quadro di Vincent Van Gogh ”Paesaggio con neve”. I responsabili del museo hanno voluto sottolineare come il prezioso quadro richiesto dal Presidente degli Stati Uniti d’America fosse già destinato a Bilbao. C’è chi sottolinea però come il precedente Presidente Barack Obama abbia ricevuto negli anni del suo operato opere di Rothko e Jasper Johns mentre i Kennedy avevano potuto esporre addirittura un Delacroix. Come l’avrà presa Donald Trump? Ovviamente questo sta regalando sempre e comunque punti interrogativi anche in Europa da dove spesso muovono la loro origine questi splendidi dipinti. Vedremo quale sarà la risposta di Donald Trump che non si lascerà di certo intimidire e dirà come sempre la sua fuori dalle righe. (agg. di Matteo Fantozzi)

Il Van Gogh richiesto in un primo momento

Forse non si avvicina allo stile del celebre “Landscape With Snow”, il quadro dipinto da Van Gogh nel 1888 in un primo tempo richiesto da Donald Trump al Guggenheim Museum di New York (qui il link per visualizzarlo), ma l’opera d’arte “America”, nata dallo scultore Maurizio Cattelan, racchiude in sé un intento assai più nobile rispetto a ciò che comunica la sua forma. La creazione, esposta nel celebre museo, è infatti accompagnata da una nota descrittiva che rivela che “come tutte le opere più complesse di Cattelan, questa scultura è carica di possibili significati”, dal momento che, si legge sulla descrizione, “l’equazione tra escrementi e arte è stata a lungo sfruttata dai pensatori neo-marxisti che mettono in discussione lavoro e valore”. Sempre dalle note, così come rivela The Independent, “espandendo su questa prospettiva economica, c’è anche la divisione sempre crescente nel nostro paese tra ricchi e poveri che minaccia la stessa stabilità della nostra cultura”. (Agg. di Fabiola Iuliano)

L’ironia dei social

La notizia del water d’oro offerto a Donald Trump ha rapidamente fatto il giro del mondo. Oltre a scatenare reazioni contrastanti da parte degli addetti ai lavori, ha portato gli utenti dei social a commentare l’accaduto anche con un pizzico d’ironia. Sono tanti, infatti, i messaggi che è possibile leggere su Twitter sula vicenda e da tutti traspare la voglia di vedere nella provocazione di Nancy Spector, anche l’ironia di cui, spesso, molte persone peccano. “Secondo il #WashingtonPost, #Trump chiese al #Guggenheim un #VanGogh per abbellire lo studio ovale, ma essendo indisponibile gli fu offerto in alternativa il water d’oro ‘America’ di #Cattelan. Quanto sarebbe piaciuta a Dante questa versione moderna di legge del contrappasso?!” – scrive un’utente mentre un altro aggiunge – “Trump chiede in prestito per la Casa Bianca un Van Gogh al Guggenheim. Il museo dice no e in cambio gli offre un cesso d’oro. Decisamente più adatto al personaggio” (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

Gli screzi del passato tra Nancy Spector e Donald Trump

Nancy Spector, la curatrice del Guggenheim Museum di New York, al posto di un Van Gogh, a Donald Trump ha offerto un wc d’oro massiccio, opera dell’artista italiano contemporaneo Maurizio Cattelan dal titolo “America”. Dietro quel gesto, come scrive Panorama, ci sarebbero gli screzi passati tra l’attuale presidente degli stati Uniti e la Spector. Quest’ultima, infatti, è spesso stata critica nei confronti di al punto da definire la sua presidenza “segnata dallo scandalo e definita dalla riduzione volontaria di innumerevoli libertà individuali”. Panorama, inoltre, spiega che ad agosto, nel suo blog, Nancy Spector aveva spiegato che l’opera di Cattelan poteva essere “il riferimento a Trump ad aver trovato il maggior eco“. La direzione del museo si è poi scusata con Donald Trump ma la notizia ha ormai fatto il giro del mondo (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

Le scuse a Donald Trump

Email di scusse dal Guggenheim e silenzio dalla Casa Bianca per quello che potrebbe essere diventato un vero e proprio water gate. Non è di certo una notizia da ridere e, magari, si fosse trattato di un altro Presidente non saremo nemmeno qui a parlarne. Rimane il fatto che Donald Trump, tra discussioni e polemiche, ha ormai segnato un anno insieme agli americani come Presidente e che questo venga festeggiato con un water tutto d’oro e tutto dire. La Casa Bianca tace sul “regalo” del Guggheneim di New York mentre la direzione si dice dispiaciuta per quello che è successo e, secondo quanto rivela il Washington Post, la stessa curatrice Spector avrebbe scritto via email: “ci spiace non poter soddisfare la sua richiesta iniziale, spero che la nostra offerta sostitutiva sia di suo gradimento: l’opera America [….] installata in uno dei nostri bagni pubblici: un meraviglioso atto di generosità“. Solo una provocazione o davvero qualcosa di innocente? (Hedda Hopper)

Donald Trump ripagato con la sua stessa moneta?

Che Donald Trump non sia amato da molti artisti americani, è fatto noto. Ma che al Presidente degli Stati Uniti sia stato proposto di esibire alla Casa Bianca un water dorato anziché un quadro di Van Gogh sorprende anche i più scettici. Non si tratta di un film, nè tanto meno di una battuta pubblicata in qualche vignetta satirica. È questo ciò che è accaduto davvero al miliardario americano, che ha inviato una chiara richiesta al Guggenheim di New York: ricevere un capolavoro dell’arte moderna da esibire nella White House come già accaduto per i suoi illustri predecessori. A Obama furono infatti riservate alcune opere di Mark Rothko e Jasper Johns, ma il desiderio di Donald e Melania di poter ammirare un quadro di Vincent Van Gogh non ha sortito il risultato sperato. Nancy Spector, curatrice del prestigioso museo, ha infatti rilanciato l’offerta, proponendo al Presidente e alla sua distinta consorte niente meno che la ‘tazza d’oro’, del valore di circa un milione di dollari, disegnata dall’artista italiano Maurizio Cattelan.

Donald Trump riceve il water dorato di Maurizio Cattelan?

Nancy Spector ha risposto alla richiesta di Donald Trump, propondo il water dorato di Maurizio Cattelan: “La toilette è disponibile qualora il presidente e sua moglie siano interessati a installarla alla Casa Bianca. L’artista sarebbe lieto di offrirle in prestito per una un lungo periodo, noi forniremmo tutte le indicazioni per installarlo e per provvederne alla manutenzione”. Parole che non nascondono una certa polemica nei confronti dell’uomo più potente al mondo e che hanno trovato anche il riscontro dello stesso Maurizio Cattelan: “Qual è il senso della nostra vita? Tutto sembra assurdo finché non moriamo e quando poi inizia ad avere un senso”. Resta ora il grande punto interrogativo in merito alla risposta di Donald Trump a questa evidente provocazione del museo newyorkese: accetterà di esibire una simile opera d’arte, funzionale sotto ogni punto di vista, in uno dei suoi bagni presidenziali?

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