BULGARIA, VIKTORIA MARINOVA GIORNALISTA STUPRATA E UCCISA/ Il blog Bivol: “Non si occupava sempre d’inchieste”

- Niccolò Magnani

Bulgaria, giornalista picchiata, stuprata e uccisa in un parco sul Danubio: ultime notizie su Victoria Marinova, è il terzo delitto di reporter in Europea. “Lavorava su abusi fondi Ue”

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Victoria Marinova uccisa in Bulgaria (Twitter)

Con la sua inchiesta sui Fondi dell’Unione Europea, Viktoria Marinova si è ritrovata probabilmente al centro di un intrigo che l’ha tragicamente portata ad essere aggredita, violentata ed uccisa in un parco. “Non era una giornalista d’inchiesta a tutti gli effetti, ma aveva seguito il caso sui fondi europei ignorato dai maggiori media, che solitamente restano molto prudenti quando si tratta di alti profili investigativi”, ha affermato Atanas Tchobanov, direttore del blog d’inchiesta Bivol che si è occupato della questione. Dunque, la Marinova si sarebbe addentrata in un terreno minato in un paese come la Bulgaria che negli ultimi tempi ha spesso convissuto in maniera scomoda la presenza del giornalismo investigativo. Si sta cercando di comprendere quali potrebbero essere i personaggi arrivati ad ordire un omicidio per zittire la voce di Viktoria Marinova. (agg. di Fabio Belli)

NUOVI DETTAGLI

Emergono nuovi dettagli in merito alla morte violenta di Viktoria Marinova, 30enne giornalista e conduttrice tv molto nota in Bulgaria, vicenda che sta destando notevole scalpore: la donna è stata aggredita e violentata mentre stava facendo jogging in un parco e, nonostante nel Paese dell’Est i casi di violenza di genere e i femminicidi siano in notevole aumento negli ultimi anni, la lettura che danno i media al caso è che potrebbe essersi trattato di un gesto volto a colpire una figura scomoda in patria per via delle sue numerose inchieste, non ultima una che verteva sul legame esistente tra casi di corruzione e gestione dei fondi europei. Secondo quanto si apprende dalla Procura di Ruse che si sta occupando delle indagini, la polizia bulgara avrebbe comunque alcuni indizi su cui indagare, rilevati sul luogo del crimine, e pare che proprio dal suddetto luogo siano scomparsi gli occhiali e il telefono della Marinova. (agg. R. G. Flore)

SCOMPARSI CELLULARE E OCCHIALI

Non sarebbe un caso la morte della giornalista bulgara. Secondo l’Associazione dei giornalisti europei che ha sede in Bulgaria, molti i casi di minacce, i più esposti sarebbero quelli che lavorano nei media regionali e locali. La Bulgaria a livello europeo è il paese dove si registra il maggior caso di pressioni e intimidazioni nei confronti dei giornalisti. Accusati sarebbero gli oligarchi che hanno un monopolio mediatico e sono sospettati di corruzione e legami con la criminalità organizzata. Allo stesso tempo è alto anche il numero delle violenze contro le donne, nel caso di Viktoria Marinova le due cose potrebbero essersi sommate. Dall’indagine in corso intanto si viene a sapere che il suo cellulare, le chiavi della macchina, gli occhiali e parte dei vestiti sono scomparsi. (Agg. Paolo Vites)

SI INDAGA SUL DNA

Secondo il primo ministro bulgaro l’esame del Dna permetterà di risalire all’aggressore, mentre la polizia che indaga sul caso non ha ancora chiarito i motivi della morte della giornalista, stuprata, colpita con un colpo alla testa. Sul corpo anche segni di tentativo di soffocamento. “Scioccato dall’orribile assassinio in Bulgaria della giornalista investigativa Victoria Marinova. Chiedere urgentemente un’indagine completa e approfondita. I responsabili devono essere chiamati a renderne conto”, ha twittato il rappresentante dell’Osce per la libertà dei media, Harlem Dèsir. La giornalista conduceva un programma di inchiesta, Detector, e nell’ultima puntata andata in onda il 30 settembre si era occupata di uno scandalo legato all’affidamento di fondi europei scoperto da due centri di giornalismo di inchiesta, Bicol e Rise Moldovia (Agg. Paolo Vites)

INCHIESTA SU FONDI UE

Potrebbe essere legata alle inchieste condotte in Bulgaria la morte di Victoria Marinova, la giornalista stuprata e uccisa mentre faceva jogging in un parco di Ruse, sulle sponde del Danubio. La reporter, come spiegato da TPI, nelle ultime settimane aveva messo nel mirino la  GP Group Joint stock company, un colosso industriale bulgaro, accusato dalla Marinova e dai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi. La compagnia, implicata nella la distribuzione di gas e petrolio, nella realizzazione di infrastrutture, edilizia residenziale ed industriale, gestione di strutture alberghiere, comunitarie e pubbliche, secondo le accuse dei giornalisti avrebbero consentito ad alcuni partner di trarre illecito beneficio dai cosiddetti “soft projects”, quelli caratterizzati da assistenza tecnica affidata ai privati per centinaia di migliaia di euro. Importi che vanno a condizionare anche gli “hard projects”, relativi ad opere di ingegneria e costruzione ben più redditizie. Secondo i due giornalisti, la GP Group si sarebbe sdebitata “gestendo le assegnazioni, manipolando i termini degli appalti ed alterando la documentazione così da predeterminare i risultati delle commissioni di valutazione comunque compiacenti”. Un sistema consolidato di truffa ai danni dell’erario che garantisce una “fatturazione parallela per mascherare l’effettivo impiego di consulenze, manodopera e materiali giustificando sovrafatturazioni e stime gonfiate. Con questo sistema sarebbero stati bruciati in sprechi e tangenti tra un terzo e metà delle centinaia di milioni di euro recentemente erogati dalla UE”, spiega TPI. (agg. di Dario D’Angelo)

VICTORIA MARINOVA STUPRATA E UCCISA

Un nuovo orrendo caso di giornalista che lavorando per la ricerca della verità viene eliminato: dopo la maltese Daphne Caruana Galizia e lo slovacco Jan Kuciak, si piange oggi il delitto di Victoria Marinova nel parco di Ruse in Bulgaria. Era una giovane giornalista-reporter della televisione locale Tvn ma stava indagando – dopo un servizio choc del 30 settembre scorso – su di uno scandalo legato all’affidamento di fondi europei scoperti in un inchiesta congiunta Bivol e Rise Moldovia. La fine che le è stata imposta fa accapponare la pelle: mentre stava facendo jogging ieri, riportano i media di Sofia, la bella giornalista è stata aggredita, menata, stuprata e infine uccisa per soffocamento sulle rive del Danubio. La Marinova conduceva il programma di inchiesta Detector e nell’ultima puntata aveva “puntato in alto” le ricerche e i presunti scandali nella gestione dei fondi europei in Bulgaria; basti pensare che, come riporta Il Fatto Quotidiano, lo scorso 10 settembre due giornalisti di Detector che hanno lavorato al servizio sono stati arrestati dalla polizia bulgara mentre cercavano di salvare dei documenti in fiamme contenenti le prove dello scandalo.

IL TERZO DELITTO DI GIORNALISTI UE

Secondo il ministro dell’interno bulgaro Mladen Marinov il delitto e stupro non sarebbero da collegare all’attività professionale della giornalista, che era direttore amministrativo del canale televisivo privato Tvn di Russe: ma in pochi ci credono per davvero, con il caso che rischia seriamente di “raggiungere” il clamore per le tragiche morti di Galizia e Kuciac, anche loro mentre stavano indagando sui rapporti poco chiari tra i proprio Paesi (Malta e Slovacchia) e l’Unione Europea. L’OSCE stamattina ha espresso orrore e choc per la morte di Viktoria, auspicando che le indagini facciano luce al più presto sul responsabile e sul movente del suo omicidio. Il mistero resta tutt’altro che risolvibile in breve, specie se le indagini sono già un giorno dopo il tragico ritrovamento alquanto “in alto mare”. L’International Press Institute ha inviato una lettera al premier bulgaro, Boyko Borissov, di «garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano in Bulgaria»: per il giornalista della Bild Julian Ropcke, che ha twittato un appello per la libertà di stampa in Ue, «sono scioccato per quanto successo nel brutale omicidio di un’altra giornalista europea. I Governi e le autorità Ue dovrebbero fare di più per proteggere la libertà di stamp e la sicurezza di chiunque vi lavora, non solo ma soprattutto in Europa. Rip Victoria Marinova».

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