USA, stop all’oleodotto Keystone voluto da Trump/ Corte Federale dice no: il Presidente, “Decisione politica”

USA, stop all’oleodotto Keystone voluto da Trump: la Corte Federale blocca il progetto, esultano ambientalisti e nativi americani. Il Presidente attacca: “Una decisione politica”

09.11.2018 - Raffaele Graziano Flore
Donald Trump durante la conferenza stampa dopo il voto di midterm (LaPresse)

USA, arriva lo stop all’oleodotto Keystone XL voluto fortemente da Donald Trump: con una decisione un po’ a sorpresa, che ha molto irritato l’inquilino della Casa Bianca, la Corte Federale ha bloccato il progetto motivando la sentenza col fatto che l’opera violerebbe la legge; accolte dunque le istanze non solo delle associazioni ambientaliste contrarie all’opera ma pure dei nativi americani della zona e che avrebbe dovuto collegare il Canada alle raffinerie statunitensi. Infatti, il giudice distrettuale del Montana, Brian Morris, avrebbe scoperto che le analisi di fattibilità in merito all’oleodotto avrebbero violato la legislazione in materia ambientale, non tenendo volutamente conto del possibile pericolo per l’ecosistema animale e la messa in pericolo di alcune specie in via di estinzione. Non solo: pare che il Keystone XL avrebbe avuto pericolosi effetti pure sull’effetto serra, a detta degli ambientalisti, mentre dal punto di vista dei nativi americani dello Stato l’oleodotto li avrebbe costretti ad andare via e rinunciare a i propri possedimenti nell’area.

TRUMP NON CI STA, “DECISIONE POLITICA”

Va ricordato che era già stata l’amministrazione democratica guidata da Barack Obama ad osteggiare la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL, laddove invece il suo successore Donald Trump aveva voluto un’accelerata tanto da essersi speso in prima persona a favore dell’opera di cui avrebbero beneficiato le raffinerie del Paese: infatti, nel marzo 2017 era stata proprio la Casa Bianca ad emettere un permesso speciale per favorire la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, sconfessando proprio Obama e non tenendo conto delle proteste di comitati nati dal basso e degli stessi nativi che vivevano in quel territorio. E commentando la decisione della Corte Federale, un vero e proprio schiaffo alla sua amministrazione, The Donald ha parlato senza mezzi termini di una vergogna, tacciando la sentenza come una “scelta politica” e dunque fatta contro la sua persona. La revoca del permesso che lui aveva un anno e mezzo fa concesso a TransCanada dunque non è più valido e (per adesso) l’oleodotto tra lo Stato canadese dell’Alberta e il Nebraska non si farà.