HUAWEI, MENG WANZHOU LIBERATA/ Ultime notizie, Tim “Rapporti con i cinesi? Per ora nessuna indicazione”

Huawei, Meng Wanzhou liberata su cauzione. Ultime notizie, ora potrebbe essere estradata negli Usa per commercio illecito con l’Iran

12.12.2018, agg. alle 17:24 - Davide Giancristofaro Alberti
Meng Wanzhou, figlia del boss Huawei
Meng Wanzhou (foto presa dal web)

E’ stata rilasciata la numero due di Huawei, Meng Wanzhou, figlia del boss della multinazionale cinese. La manager era agli arresti dal primo dicembre scorso, per presunti affari con l’Iran, cosa invece vietata dal blocco USA. Ora la Meng potrebbe essere estradata negli Stati Uniti, e gli stessi americani avranno sessanta giorni di tempo per un eventuale processo o meno. Intanto si moltiplicano in tutto il mondo le nazioni che hanno deciso di bloccare i prodotti Huawei, non tanto gli smartphone, quanto le loro reti, per il rischio alla cyber sicurezza. A riguardo, Francesco Russo di Telecom, ha parlato così durante un’audizione alla Camera: «Stiamo seguendo le cronache – si legge sull’edizione online de La Stampa – Huawei è un fornitore importante con cui collaboriamo. Siamo il principale operatore di rete del Paese, collaboriamo gomito a gomito col governo sui temi della sicurezza e dell’infrastruttura. Il dialogo è in corso anche in queste settimane, a oggi non c’è nessuna indicazione formale circa specifici fornitori». Quindi Russo ha aggiunto e concluso: «Laddove dovessimo ricevere delle indicazioni dovremmo adeguarci». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

HUAWEI, MENG WANZHOU LIBERATA: FELICITA’ IN CINA

Il rilascio della numero due di Huawei, Meng Wanzhou, ha provocato un’ondata di sostegno sui social, a cominciare da quelli cinesi, con milioni di persone che si sono espresse in favore della stessa manager nonché della multinazionale. Zeng Yuan, uno studente universitario di Pechino, è stato uno dei tanti che ha espresso il proprio parere sulla vicenda, commentando anche la decisione del governo cinese di detenere l’ex diplomatico Michael Kovrig: «È una sorta di dichiarazione al governo canadese – le parole dello studente all’Associated Press questo ha senso. La Cina non può sedersi e attendere il proprio destino, e soprattutto lasciare che vengano mosse accuse ambigue contro i cittadini cinesi». Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha invece confessato che «ogni persona, specialmente se è leader degli Usa o figura di alto livello, che desidera sostenere sforzi positivi per portare la situazione verso la giusta direzione, merita di essere benvenuto». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

HUAWEI, MENG WANZHOU RILASCIATA: IL COMMENTO DI TRUMP

E’ stata rilasciata nelle scorse ore la numero due di Huawei, la figlia del boss, Meng Wanzhou. Subito dopo il rilascio la manager 41enne ha pubblicato su WeChat alcune parole, aggiornando la propria situazione: «Sono a Vancouver, di nuovo con la mia famiglia. Sono orgogliosa di Huawei e sono orgogliosa della mia patria. Grazie per le vostre preoccupazioni». Sulla vicenda si è espresso anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che attraverso l’agenzia Reuters non ha escluso di poter intervenire: «Qualsiasi cosa è positiva per il paese. Interverrei sicuramente se lo ritenessi necessario». La questione Huawei non si è comunque ancora conclusa, visto che il prossimo 6 febbraio si aprirà il processo per l’estradizione negli Stati Uniti, qualora gli USA dovessero richiederlo, e il dibattimento potrebbe durare mesi se non addirittura anni nel caso in cui venissero presentati appelli. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MENG WANZHOU RILASCIATA: LIBERA SU CAUZIONE LA NUMERO 2 DI HUAWEI

E’ stata rilasciata la numero due di Huawei, la Ceo Meng Wanzhou, figlia del presidente della stessa multinazionale cinese. La manager era stata arrestata lo scorso primo dicembre a Vancouver, in Canada, su mandato degli Stati Uniti, e nelle scorse ore è stata liberata su cauzione. Ma la questione non è ancora risolta, visto che Meng Wanzhou rimarrà in Canada in attesa di una sua possibile estradizione negli Usa, dove è accusata di frode in merito a dei presunti commerci avvenuti con l’Iran, aggirando i blocchi. Come riferisce l’edizione online di Rai News, gli americani hanno 60 giorni di tempo per chiedere l’estradizione della figlia del boss di Huawei, presentando delle prove concrete. La Meng è stata liberata dopo il pagamento di una cauzione fissata dal giudice William Ehrcke, pari a 7.5 milioni di dollari (circa 6.5 milioni di euro), e la stessa 46enne direttrice finanziaria è stata costretta a consegnare i passaporti cinesi e di Hong Kong, e ad indossare un dispositivo Gps per controllare gli spostamenti.

HUAWEI: RILASCIATA MENG WANZHOU

La decisione è arrivata dopo due giorni di udienze e dopo che il giudice ha ascoltato quattro ex colleghi e amici di Meng, che chiedevano appunto una libertà su cauzione. La donna, arrestata mentre si stava imbarcando da Vancouver su un volo per il Messico, è accusata di aver violato le sanzioni che gli americani hanno imposto all’Iran, ma secondo gran parte dell’opinione pubblica il suo arresto va iscritto nella lotta commerciale sulla tecnologia fra gli Stati Uniti e Huawei, con Donald Trump che poche settimane fa aveva invitato a boicottare i prodotti della multinazionale cinese, perché ritenuti pericolosi per la sicurezza e la privacy. Una notizia, quella della libertà su cauzione, che arriva a poche ore dalla ripresa dei negoziati proprio fra Cina e Stati Uniti, che hanno iniziato a trattare concretamente per arrivare ad un’intesta commerciale entro 80 giorni.

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