Madonna di Kibeho profetizzò Genocidio in Ruanda/ Apparizioni e avvertimenti 12 anni prima della strage

Genocidio in Ruanda, la Madonna di Kibeho profetizzò il tutto 12 anni prima della strage: avvertimenti, apparizioni e visioni mistiche. Il racconto di chi è sopravissuto

17.12.2018 - Niccolò Magnani
Genocidio in Ruanda
Genocidio in Ruanda, bambini imprigionati (LaPresse, 2018)

Dal 6 aprile 1994 alla metà luglio dello stesso anno furono 800mila i morti uccisi “ufficialmente” (circa un milione e mezzo secondo alcuni studi più recenti) e la Madonna di Kibeho lo aveva profetizzato 12 anni prima: il Genocidio in Ruanda del ’94 è una di quelle grandi tragedie dell’età moderna che è stata “nascosta”, poco denunciata ed emersa solo grazie al coraggio dei pochi sopravvissuti al massacro contro la popolazione civile dei tutsi (se non l’avete visto, il consiglio è l’ottimo film “Hotel Ruanda” che prova a ricostruire un briciolo del dramma avvenuto in quei pochi mesi nel pieno dell’Africa nera). Ebbene, secondo chi è sopravvissuto a quel massacro – Don Jean Bosco, sacerdote e rettore del seminario minore dell’Arcidiocesi di Kigali in Ruanda, intervistato oggi da CristianiToday.it – quella strage non solo era evitabile ma ben 12 anni prima era stata “annunciata” da un fenomeno ancora oggi inspiegabile, in alcuni passaggi, per la stessa Chiesa Cattolica: diverse apparizioni della Madonna di Kibeho vennero riconosciute e approvate dal Vaticano nel 2001 ma risalgono al 1982. Furono 7 i ragazzini veggenti a cui la Madre di Dio apparve (solo 3 di essi venne poi riconosciuto dalla Chiesa, ndr) per annunciare il periodo nefasto che avrebbe colpito il loro Paese di lì a qualche anno successivo: «sono venuta per preparare la strada a Mio Figlio per il vostro bene, e voi non lo volete capire. Il tempo rimasto poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo, ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostragli la vera strada».

LE APPARIZIONI E LE PROFEZIE NEFASTE

Il messaggio qui sopra è datato 1982, riconosciuto solo in un secondo momento come l’inquietante pre-avviso di un nefasto destino per il popolo ruandese: «La Madonna di Kibeho apparve a tre ragazze che si trovavano in un collegio di suore» e annunciava da un lato l’invito alla conversione ma dall’altro iniziò a mostrare loro cosa sarebbe avvenuto solo 12 anni dopo. «Fece vedere loro il genocidio attraverso un viaggio mistico: la veggente sembrava che stesse dormendo in quel momento, poi in diverse apparizioni la veggente parlava e piangeva perché diceva di vedere guerre e fiumi di sangue», spiega ancora il sacerdote intervistato da CristianiToday.it. Nessuno immaginava potessero parlare del Ruanda visto che il periodo attuale sembrava positivo e la popolazione sotto l’unico partito al potere sembrava “sotto controllo”: «abbiamo realizzato della profezia annunciata dalla Madonna solo 12 anni dopo. La Madre di Dio ha fatto vedere l’inferno alle veggenti, un grande fuoco, facendole provare anche un poco di quella sofferenza», poi però l’avrebbe condotta anche in Paradiso – spiega Don Jean Bosco – per farle comprendere la grandezza di Dio «e le conseguenze della colpa e della cattiveria dell’uomo che lo conduce all’inferno». Il massacro degli Hutu (esiliati fino a quel momento) contro i tutsi è uno dei genocidi meno “denunciati” del Novecento ma anche uno dei più cruenti, e tutto venne “preannunciato” dall’inspiegabile apparizione della Santa Vergine: nessuno intervenne, né l’Onu né l’Occidente né i Paesi vicini al Ruanda. Un massacro durato poco mesi ma che poteva essere evitato, se solo quelle parole di pace e di conversione fossero state ascoltate. Fa impressione pensarlo così oggi nel 2018 eppure chi è sopravvissuto a quel genocidio, perdendo tutti gli affetti più cari e la famiglia, lo racconta proprio così, con parole semplicissime: «vediamo ogni anno gente che nel genocidio è stata torturata, violenta e che ha bisogno ancora oggi di superare queste ferite».



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