CINA, XI JINPING: “ORA NUOVO MIRACOLO ECONOMICO”/ Presidente annuncia riforme: ma nel Governo cresce malumore

Cina, i 40 anni delle riforme del mercato. Il presidente Xi Jinping “Nessuno può dirci cosa fare o cosa non fare”

18.12.2018, agg. alle 18:07 - Davide Giancristofaro Alberti
Cina, il presidente Xi
Il presidente cinese Xi Jinping (LaPresse, 2018)

Un lungo discorso che come era prevedibile è stato altrettanto lungamente applaudito e che dovrebbe segnare una svolta nella politica economica futura del Dragone cinese: l’intervento del Presidente della Repubblica Popolare Xi Jinping nel corso della cerimonia che celebrava i 40 anni dall’inizio delle riforme introdotte da Deng Xiaoping ha avuto alcuni momenti clou come quello in cui il leader del Partito Comunista ha ricordato agli altri Stati nonché competitor commerciali che è la Cina sola a poter decidere delle proprie sorti, aggiungendo che il Paese è alla vigilia di un nuovo miracolo economico che impressionerà l’Occidente. Tuttavia, nonostante questo, secondo fonti e illustri opinionisti di stanza in Cina, la linea adottata da Xi Jinping non è condivisa da tutti e da tempo qualche malumore serpeggia nel Governo, non solo perché il Presidente ha oramai accentrato nelle sue mani molto più potere rispetto ai predecessori ma anche perché alle riforme tanto attese c’è stato solo qualche piccolo riferimento; inoltre la “guerra commerciale” con gli Stati Uniti sarebbe stata gestita male secondo qualcuno e per questo nel PCC si starebbero fronteggiando, in maniera sotterranea per adesso, differenti visioni sulle politiche economiche da adottare nei prossimi anni. (agg. di R. G. Flore)

“I TORMENTI PER IL NOSTRO POPOLO SONO FINITI”

Xi Jinping si difende e poi rilancia. Dopo che negli ultimi mesi Pechino è stata impegnata su diversi fronti, dalle riorganizzazioni interne, alla querelle non ancora risolta sui dazi commerciali imposti da Donald Trump fino ad arrivare all’arresto in Canada della numero 2 di Huawei (che ha dato origine a uno spinoso caso diplomatico), nel corso del congresso che celebrava i 40 anni delle riforme del mercato, il Presidente della Repubblica Popolare che attualmente rappresenta la seconda potenza economica mondiale ha ricordato che nessuno può dire al suo Paese cosa fare o non fare, passando poi a quello che è stato il clou del suo discorso, vale a dire l’annuncio di un nuovo “miracolo economico” col quale il Dragone cinese impressionerà il mondo e sarà caratterizzato da una nuova stagione di riforme: addio però all’egemonia e una crescita a spesa di altre nazioni. Non solo: in quanto leader del Partito Comunista Cinese, Xi Jinping ha pure ricordato che è proprio il partito la guida necessaria per portare la nazione verso quel grande traguardo e che quindi tocca avere “grandi aspirazioni” dato che, come testimoniano gli ultimi dati, il Pil è cresciuto in media del 9,5% negli ultimi 40 anni e quindi i “tormenti della fame, la mancanza di cibo e vestiti che hanno perseguitato il nostro popolo per migliaia di anni sono finiti e non torneranno” ha concluso il Presidente prima di un lunghissimo applauso finale. (agg. di R. G. Flore)

“PRESTO UN NUOVO MIRACOLO ECONOMICO”

Promette un nuovo miracolo economico il presidente Xi Jinping, nel corso del Congresso che celebre ai 40 anni delle riforme del mercato: il Presidente della Repubblica Popolare Cinese non usa mezzi termini nel corso del suo accorato discorso e che rischia di passare alla storia, annunciando una nuova fase si prosperità dal punto di vista economico da parte del Dragone. Infatti già oggi Pechino rappresenta la seconda potenza economica mondiale e per questo motivo, in uno dei passaggi più controversi del suo speech, Xi Jnping ha ammonito gli altri Paesi occidentali, aggiungendo pure che “nessuno può dire alla Cina cosa deve fare e cosa non deve fare”, soprattutto alla luce di quella che il Segretario del Partito Comunista ha ricordato essere il frutto di una civilizzazione lunga più di 5000 anni. (agg. di R. G. Flore)

L’AUTOCELEBRAZIONE

La Cina si autocelebra, festeggiando l’anniversario dei 40 anni delle riforme di mercato che hanno “liberato” la stessa superpotenza. Come ricorda Repubblica, nella Grande Sala del Popolo il presidente Xi Jinping ha rivolto un discorso alla platea, sottolineando e ribadendo l’assoluta centralità dal partito comunista nella vita della Cina. Il 18 dicembre del 1978 iniziava un processo messo in moto dell’allora presidente Deng Xiapoing, che avrebbe portato la Cina ad essere una delle più grandi nazioni di tutto il mondo. «Un Paese grande come la Cina deve avere grandi aspirazioni», ha spiegato l’attuale numero uno in un discorso durato un’ora e mezza in cui vengono ripercorse le tappe più importanti degli ultimi 40 anni, ed in cui c’è ampio spazio per il futuro, ribadendo l’obiettivo di “ringiovanimento” della nazione, ma con il partito comunista sempre come figura centrale. «Nessuno è nella posizione di dettare cosa debba o non debba essere fatto», aggiunge Xi Jinping, ad eccezione ovviamente del solito Partito.

CINA I 40 ANNI DELLE RIFORME DEL MERCATO

Con tali parole Xi Jinping ha voluto forse mandare un messaggio al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma con ciò non significa che i dialoghi iniziati nelle ultime settimane siano in discussione, ma semplicemente che la Cina opererà in maniera completamente autonomia e in linea con il percorso e l’ideologia politica degli ultimi 40 anni. Quattro decenni in cui la nazione cinese è passata dal collasso, al divenire la seconda economica globale nonché la prima potenza industriale e commerciale: «Prima – uno dei passaggi chiave del discorso di Xi Jinping – avevamo dei buoni per la carne, il riso, il tofu, il pesce, oggi quei buoni sono al museo». Cento i benemeriti premiati alla grande serata, e anche se fra questi figuravano nomi come Jack Ma e Li Shifu, i fondatori di Alibaba e Geely, la maggior parte erano funzionari del Partito. Da domani i vertici comunisti torneranno al lavoro per la conferenza di pianificazione economica, da cui si capirà quale strada prenderà la Cina in vista del futuro prossimo.

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