GATWICK RIAPRE AEROPORTO/ Due arresti per la vicenda dei droni

Sta tornando lentamente alla normalità la situazione all’aeroporto Gatwick di Londra. Arrestate almeno due persone per la vicenda dei droni

22.12.2018 - Bruno Zampetti
Aeroporto Gatwick
Londra, aeroporto di Gatwick (Lapresse)

GATWICK, DUE ARRESTI PER I DRONI

Sta tornando lentamente alla normalità la situazione all’aeroporto Gatwick di Londra. Come viene riportato dai media, da mercoledì sera sono stati infatti cancellati più di 600 voli, che hanno creati problemi a circa 140.000 passeggeri. Il tutto per dei droni che hanno comportato il blocco dell’attività dell’aeroporto per ovvi motivi di sicurezza. Secondo quanto riporta l’Ansa, almeno due persone, un uomo e una donna, sono state arrestate proprio per la vicenda dei droni. Non è chiaro se li abbiano pilotato direttamente loro o se facciano parte di un gruppo e soprattutto per quali ragioni abbiano dato vita a un’attività che ha di fatto paralizzato uno scalo aereo per due giorni. Secondo Stewart Wingate, l’obiettivo era quello di portare alla chiusura dell’aeroporto creando grandi disagi. “Eventi come questo evidenziano una sfida strategica per l’industria aeronautica, per il governo e per tutte le altre autorità coinvolte”, ha aggiunto il Ceo dell’aeroporto di Gatwick.

LE PAROLE DEL SOVRAINTENDENTE DI POLIZIA

Per Wingate non è “ammissibile che dei droni possano mandare all’aria una parte così rilevante della nostra economia in questo modo”. Da parte sua, citato dal The Guardian, il sovrintendente di polizia del Sussex James Collis spiegato che le forze dell’ordine sono impegnate per cercare di creare delle contromisure in aeroporto per rilevare e minimizzare nuove incursioni di droni. Collis ha anche rivolto un appello alla popolazione: “Continuiamo ad appellarci alla gente, ai passeggeri e alla comunità locale di Gatwick e dintorni, perché siano vigili e di contattarci immediatamente (in caso di avvistamenti di droni) e perché forniscano qualsiasi informazione che possa continuare ad assicurare i responsabili alla giustizia”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA