Romania guida del Consiglio Ue: Juncker “inadatti”/ Presidente Commissione “Bucarest metta interessi da parte”

Romania guida del Consiglio Ue dal 1 gennaio: tutti i dubbi di Juncker (Presidente Commissione Ue) sulla presidenza di Bucarest, “metta gli interessi da parte”

30.12.2018 - Niccolò Magnani
Iohannis e Mattarella
Il Premier della Romania Iohannis in visita dal Presidente Mattarella (LaPresse, 2018)

Cambio al vertice del Consiglio Ue, dal 1 gennaio finisce la Presidenza austriaca e fa il suo esordio in Europa la Romania tramite il primo Ministro Klaus Iohannis: non esattamente accolto nel miglior modo dal pur uscente Presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker che ieri sera ha fatto sapere tutti i propri personali dubbi in merito alle buone capacità di Bucarest di poter tenere al meglio i sei mesi (per regolamento il cambio alla guida del Consiglio Ue avviene appunto ogni 6 mesi a rotazione tra tutti i 27 Paesi membri) di presidenza che coincidono con l’importantissimo passaggio elettorale delle Europee 2019. Alla luce delle diversi e forti tensioni politiche interne alla Romania, secondo Juncker non sarà facile per il Governo rumeno tenere al meglio le redini dell’Europa in una fase così delicata: «L’azione prudente richiede disponibilità ad ascoltare gli altri e un forte desiderio di mettere da parte le proprie preoccupazioni», premette il Presidente lussemburghese, ammettendo di avere più di qualche dubbio a questo proposito sul fatto che la Romania sappia svolgere al meglio il suo compito.

TUTTI I DUBBI DI JUNCKER

Non proprio il “massimo” come accoglienza ed esordio per la Romania essere investita dalla bocciatura pubblica del n.1 di Bruxelles, seppur in scadenza di mandato: «Il governo romeno non ha compreso appieno cosa significhi presiedere i Paesi dell’Ue», spiega in una intervista alla stampa tedesca Juncker, alla vigilia del cambio di guardi al Consiglio Ue. «Ci deve essere un fronte unito in patria per promuovere l’unità in Europa anche durante la presidenza», ma per il Presidente la tenuta del governo socialista-liberale di Iohannis (affiliato al Ppe) è tutt’altro che solida in Patria. «Il Paese dell’Est Europa è tecnicamente ben preparato ma dovrà saper mettere gli interessi da parte per poter governare al meglio», sottolinea ancora un fortemente critico Juncker. In un preciso “messaggio” al premier della Romania, il leader europeo affonda «il suo governo non ha ancora pienamente compreso cosa significhi presiedere i Paesi dell’Ue in quanto negoziati giudiziosi esigono anche la volontà di ascoltare gli altri e la ferma volontà di mettere le proprie preoccupazioni in secondo piano, ho qualche dubbio a questo proposito».



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