Calendario shock: ragazze nude vicino alle bare/ Scoppia la polemica, l’azienda “La morte fa parte della vita”

Calendario shock: ragazze nude vicino alle bare. Scoppia la polemica, ma l’azienda si difende: “La morte fa parte della vita”

06.12.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
Lindner, il calendario fa discutere
Lindner, sito web dell'azienda

Un calendario con donne e uomini nudi a fianco di bare. E’ questa l’idea della Lindner, azienda polacca che produce appunto “casse da morto”, e che ormai da anni realizza un calendario decisamente piccante e nel contempo molto chiacchierato. Nelle scorse ore è stata rilasciata l’edizione 2019 del nuovo calendario, dove si possono notare ragazze e ragazzi bellissimi, posare con disinvoltura senza veli a fianco di bare di mogano, quercia e pino. Un’idea, che come sottolinea l’edizione online de Il Fatto Quotidiano, è venuta una decina di anni fa al proprietario della Lindner, il signor Zbigniew, precisamente nel 2010, e che dati di vendite alla mano ha permesso anche un discreto successo commerciale. L’edizione 2019 del calendario è decisamente incentrata sul divertimento, con i modelli fotografati in atteggiamenti sbarazzini, spiritosi e cinematografici. L’anno scorso si è invece optato per il calendario nature, con ragazze e bare posizionate in prati fioriti, mentre nel 2017 si è puntato sul bianco e nero, per 12 mesi decisamente “misteriosi”.

RAGAZZE NUDE VICINO ALLE BARE: IL CALENDARIO SHOCK

Andando ancora a ritroso nel tempo, il tema del 2016 era la belle epoque, mentre nel 2010, quando è stata pubblicata la prima versione del famoso calendario, si è puntato su una versione kitsch dello stesso, con contadinelle, pirati e guerrieri. «La morte è una parte naturale della vita – le parole riportate dal portavoce dell’azienda in merito all’edizione 2018 del calendario, quello che volge alla conclusione – e riteniamo che queste immagini mettano in risalto la vicinanza con la natura». Per acquistare il calendario bisognerà recarsi sul sito online dell’azienda, e spendere 43 dollari, circa 38 euro (non proprio bruscolini). Nonostante le numerose critiche ricevute negli anni scorsi, la Lindner ha già predisposto in stampa ben 15mila copie del calendario, a conferma di “Che se ne parli bene o che se ne parli male, basta che se ne parli…”.



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