Giappone, case gratis a chi ne fa richiesta/ Okutama, il boom degli edifici vuoti: pesa il calo demografico

Giappone, case gratis a chi ne fa richiesta: nel Paese nipponico si affronta così il calo demografico e città come Okutama provano a ripopolare i quasi 10 milioni di case vuote

07.12.2018 - Raffaele Graziano Flore
La stazione di Okutama
Okutama, in Giapppne (Wikipedia, 2018)

Giappone, case gratis a chi ne faccia richiesta: è questa l’ultima trovata, e che fa riferimento a un più ampio progetto denominato “akiya banks” (dove la prima parola fa riferimento alle cosiddette città fantasma), da parte delle varie prefetture nipponiche per combattere quella che nell’isola del Sol Levante è oramai una vera e propria piaga, vale a dire quel calo demografico che potrebbe rappresentate nei prossimi anni una vera e propria “bomba” dato che nel Paese l’età media si sta alzando esponenzialmente mentre nascono sempre meno bambini. Ecco perché alcuni centri, tra cui quello di Okutama che si trova nella Città Metropolitana di Tokyo, hanno tentato l’ultima mossa, vale a dire regalare le case a chi sarà interessato e ovviamente rispetti alcuni requisiti, senza preclusioni a cittadini che provengano da altre parti del mondo: tra le condizioni ci sarebbero quella di avere meno di 40 anni, avere un figlio con meno di 18 anni oppure un genitore che ne abbia compiuti almeno 50.

LE CITTA’ FANTASMA E IL CALO DEMOGRAFICO

A lanciare il progetto, che mira a combattere il fenomeno delle ghost town (saranno quasi 900, fra città e villaggi, entro il 2040), è il Japan Policy Forum che vuole far rinascere i centri, ovviamente chiedendo a chi subentrerà gratuitamente nelle suddette abitazioni di impegnarsi a stabilirsi lì definitivamente a spendere quantomeno nella ristrutturazione degli immobili dato che un altro aspetto da tenere in considerazione è lo stato di decadimento e la necessità di interventi per evitare che cadano a pezzi in pochi anni. Inoltre, come si apprende, per chi deciderà di entrare in una delle case vuote saranno a disposizione procedure semplificate: la misura d’emergenza, e per certi versi quasi disperata se si rivolge anche agli stranieri, fa parte in realtà di una più ampia strategia che mira ad evitare anche lo spopolamento delle campagne (dove le abitazioni abbandonate aumentano) nonché il drastico calo della popolazione in un Paese che, tra l’altro vive per certi versi una situazione simile a quella dell’Italia. Secondo alcune stime nel 2065 il Giappone avrà solo 88 milioni di abitanti, un dato clamoroso se si pensa che oggi sono 127 milioni le persone sull’isola, mentre le case vuote sarebbero oltre 10 milioni.



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