Usa, Pentagono rilancia nucleare/ Terza Guerra Mondiale, Russia minaccia: “Ostilità impressionante, reagiremo”

- Silvana Palazzo

Terza Guerra Mondiale: Usa, Pentagono rilancia nucleare. Bombe atomiche come deterrente, la Russia minaccia: “Ostilità impressionante, reagiremo”. Le ultime notizie e gli aggiornamenti

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Terza Guerra Mondiale, Donald Trump (LaPresse)

Non è tardata ad arrivare la replica della Russia agli Stati Uniti dopo la pubblicazione della nuova dottrina nucleare. «Il contenuto ci ha profondamente deluso: già a un primo sguardo, il grado di ostilità e l’orientamento anti-russo di questo documento sono impressionanti», ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in un comunicato ufficiale. Nella risposta, Mosca sottolinea che le intenzioni di Washington verranno prese in considerazione e, quindi, verranno adottate le misure necessarie in chiave sicurezza. Nella nota diffusa sul suo sito il ministero della Difesa ha precisato: «Veniamo accusati di abbassare la soglia d’uso delle armi atomiche e di strategie aggressive. Tutto ciò non ha nulla a che fare con lo stato reale delle cose». Dalla Russia arriva poi agli Usa l’accusa di non aver precisato le circostanze in cui viene considerato lecito l’uso delle armi nucleari. «Washington afferma che possono essere utilizzate nel caso di “circostanze straordinarie” che gli autori della dottrina non limitano agli scenari militari», scrive il ministero degli Esteri russo, aggiungendo che gli scenari militari sono così vaghi che gli americani potrebbero trovare una scusa per lanciare un attacco contro coloro che considerano “aggressori”. Il Cremlino, dopo aver accusato gli Usa di atteggiamenti «altamente ipocriti», li ha esortati a «impegnarsi seriamente a trovare soluzioni congiunte ai problemi accumulati nell’ambito del mantenimento della stabilità strategica: da parte nostra, siamo pronti per questo tipo di lavoro». (agg. di Silvana Palazzo)

USA, BOMBE ATOMICHE COME DETERRENTE: “RUSSIA HA ARMA FINALE”

Gli Stati Uniti hanno elaborato un nuovo piano di Difesa, la “Nuclear Posture Review”. Al centro di questa strategia ci sono testate nucleari a potenza ridotta per effettuare attacchi mirati, in particolare in risposta alle azioni compiute dalla Russia. Lo ha annunciato il Pentagono attraverso un documento di 75 pagine che si concentra proprio sulla Russia. «È una risposta all’espansione russa della loro capacità nucleare», ha scritto il segretario della Difesa Mattis nell’introduzione. Questa è la prima volta dall’epoca Obama che il Pentagono torna ad annunciare l’introduzione di nuovi dispositivi nucleari. Le nuove armi, come riportato dal Corriere della Sera, potrebbero essere allestite sui missili Trident in dotazione ai sottomarini atomici e diventare la testata dei missili Cruise in dotazione alla Marina. Queste sono armi definite «a basso rendimento» ma con una enorme capacità distruttiva rispetto agli esplosivi convenzionali. Per il Pentagono la Russia starebbe sviluppando una nuova arma atomica molto potente e che sarebbe impossibile da intercettare. Conosciuto come “Status-6 AUV” ha “Kanyon” come nome in codice. Si tratta di un drone-sottomarino delle dimensioni di un mini-sommergibile che può trasportare un singolo ordino della potenza di 100 megatoni. Sembra sia in grado di creare uno tsunami artificiale, ma l’onda anomala di 50 metri è contaminata dal cobalto-60, quindi ciò che l’onda non distrugge verrebbe contaminato dalla radioattività. (agg. di Silvana Palazzo)

USA PREPARANO ATTACCO MILITARE CONTRO COREA DEL NORD?

Le voci di un possibile attacco militare da parte degli Stati Uniti contro la Corea del Nord sono diventate sempre più insistenti negli ultimi giorni. Anche in Corea del Sud si comincia ad avere il sospetto che Washington stia davvero valutando un’opzione militare contro il regime di Kim Jong-un. Alcune organizzazioni internazionali di base in Corea del Sud, stando a quanto riportato dal Foglio, hanno cominciato a programmare evacuazioni di emergenza dei dipendenti non necessari a Manila. La discussione su un eventuale attacco militare da parte degli Stati Uniti si è riaccesa anche per la mancata nomina di Victor Cha come ambasciatore Usa a Seul: secondo il Financial Times, la Casa Bianca lo ha scartato dopo che aveva espresso preoccupazioni riguardo un piano per avvertire Pyongyang attraverso uno strike militare. La nomina però era stata già approvata dal governo sudcoreano, che ora – stando a quanto riferito dal Joongang Ilbo – «deve stare molto attento ai suoi prossimi passi».

JOSEPH YUN, “GUERRA NON COSÌ VICINA”   

Ogni voce che riguarda la strategia americana, in particolare quella sulla Corea del Nord, va presa con molta cautela. Joseph Yun, rappresentante speciale Usa per gli Affari nordocoreani, ad esempio da Tokyo ha fatto sapere che «tutte le opzioni sono sul tavolo», ma che quella «militare non è così vicina». Il continuo riferimento all’intervento militare potrebbe allora essere una strategia per lanciare un messaggio a Kim Jong-un in un periodo nel quale la tensione è inferiore in concomitanza con i Giochi olimpici di Pyeongchang. Con l’apertura dei due Villaggi olimpici è arrivata la delegazione di atleti della Corea del Nord, un contingente di 32 persone, tra cui dieci atleti. «Invio i saluti della nostra gente del Nord alle persone del Sud», ha dichiarato il viceministro  nordcoreano dello Sport, Won Kil-U, a testimonianza del ritrovato clima di serenità, almeno in ambito sportivo. La speranza è che possa portare i suoi frutti anche al termine delle Olimpiadi invernali.


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