EX SPIA KGB, REGNO UNITO ESPELLE 23 DIPLOMATICI RUSSI/ Il NY Times: “Ecco perché Mosca non chiederà scusa”

Espulsi 23 diplomatici russi dal Regno Unito, sospese le relazioni bilaterali fra Mosca e Londra dopo il tentativo di uccidere una ex spia del Kgb residente in Inghilterra

14.03.2018 - Paolo Vites
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Theresa May, foto LaPresse

Non è guerra fredda, ma è indubbiamente sceso un gelo inedito tra Gran Bretagna e Russia a seguito degli ultimi sviluppi dell’affaire-Sergei Skripal, l’ex spia del KGB avvelenata, assieme a sua figlia, con del gas nervino mentre si trovava nel Paese di Sua Maestà. Dopo che il governo britannico aveva chiesto chiarimenti al Cremlino e, per tutta risposta, da Mosca era arrivata la richiesta di un campione del gas rinvenuto per farlo esaminare a degli analisti russi, nella giornata di oggi c’è stata la durissima presa di posizione del premier Theresa May che, con un atto inedito, ha deciso l’espulsione di 23 diplomatici russi e la sospensione dei rapporti bilaterali tra i due Stati. Insomma, sembra di trovarsi di fronte a una escalation che potrebbe presto vedere passare Sergej Lavrov, Ministro per gli Affari Esteri di Vladimir Putin, al contrattacco dopo il comunicato di fuoco emesso nelle ultime ore. E, in un intervento apparso quest’oggi sull’autorevole New York Times, si spiega come la replica da parte dei russi fosse attesa e che è difficile sperare che, da parte del Cremlino, arrivino mai ammissioni o aperture di dialogo su un fronte tanto delicato. Alle porte in Russia ci sono infatti le elezioni presidenziali e per Putin l’immagine in questo momento è tutto: dunque il “tradimento”, per usare le sue parole, da parte di qualcuno (in questo caso, Skripal) non è accettabile. Secondo l’autore dell’articolo, anche se non ci sarà mai una ammissione di responsabilità per l’attentato perpetrato ai danni dell’ex spia del KGB che aveva collaborato con l’MI& britannico, è chiaro come Mosca voglia mostrare non solo di avere le capacità per questo tipo di interventi in un Paese sovrano come la Gran Bretagna, ma anche l’intenzione. Anzi, ora con la ritorsione della May si rafforzerà la narrativa secondo cui la Russia è una sorta di “fortezza” sotto assedio da parte di nemici esterni ma anche interni che tradiscono e cambiano fronte. (agg. di R. G. Flore)

IL CREMLINO: “LA MAY HA SCELTO LO SCONTRO”

Il Cremlino dichiara guerra diplomatica al Regno Unito dopo la mossa a sorpresa del Premier May di cacciare 23 diplomatici russi, come corredo al caso misterioso dell’ex spia del Kgb avvelenata a sud di Londra. «Il governo britannico ha scelto lo scontro con la Russia le misure di risposta non saranno tardive», spiega in una nota il Ministero degli Esteri guidato da Sergey Lavrov. Nella nota la Gran Bretagna viene accusata di aver messo una serie di misure ostili parlando di una ”campagna antirussa” che destabilizzerebbe l’ordino democratico inglese: durissima la Russia come durissima era stata la May, sempre dal punto di vista “diplomatico”. In un tempo di estrema delicatezza nei rapporti tra Usa, Onu, Russia e resto del mondo, lo strappo tra il primo alleato di Trump e il Paese di Putin non è ovviamente una buona notizia per la comunità internazionale: la May considera la Russia direttamente responsabile dell’avvelenamento di Skripal e per questo ha richiesto e ottenuto una riunione di urgenza del Consiglio di Sicurezz Onu (si terrà alle 20 ore italiane, ndr) dove discutere dell’intricato caso diplomatico. «Siamo al fianco del Regno Unito nel perseguire la giustizia sul caso, se richiesto, siamo pronti a fornire aiuto», ha detto il portavoce Ue, Alexander Winterstein. Di contro, il Cremlino ha commentato che verranno prese contromisure contro lo strapotere dei media Uk che minano ai rapporti tra i due Paesi «e comunicano falsità contro la Federazione Russa», scrive il portavoce di Putin Dmitri Peskov. (agg. di Niccolò Magnani)

“LA PIÙ GRANDE ESPULSIONE DA 40 ANNI”

Non succedeva dal 1971, dai tempi più bui della Guerra Fredda, che il Regno Unito cacciasse un così alto numero di diplomatici, esattamente 23. E’ l’aprirsi della più grave crisi fra Londra e Mosca da decenni. E’ la ritorsione ufficiale dopo che il governo inglese aveva chiesto chiarimenti personalmente a Putin sul caso dell’ex agente del Kgb avvelenato a Londra dove risiedeva da anni, insieme alla figlia. Parlando al parlamento britannico Theresa May ha spiegato come Putin abbia risposto all’interrogazione con “sarcasmo, sufficienza e atteggiamento di sfida”. Sospese di fatto anche le relazioni bilaterali fra i due paesi in quanto è stato revocato ogni prossimo invito al ministro degli esteri russi a recarsi nel Regno Unito e infine nessun rappresentante della famiglia reale o alcuna delegazione ufficiale inglese prenderà parte agli ormai prossimi campionati del mondo di calcio che si tengono in Russia.

EX SPIA RUSSA SERGEI SKRIPAL: IL CASO

Il caso, come si sa, coinvolge l’ex spia russa Sergei Skripal che insieme alla figlia è stato avvelenato con prodotti che una volta esaminati risultano di fabbricazione russa. Non è il primo caso del genere che accade in Inghilterra e anche allora tutti i sospetti e le prove andavano in direzione di Mosca. Per Theresa May, si tratta di un ingiustificabile atto di forza contro il Regno Unito. L’ambasciata russa ha risposto al provvedimento parlando di “espulsioni inaccettabili, ingiustificate e miopi”. In caso di sanzioni, il Cremlino ha annunciato che prenderà provvedimenti analoghi. Di fatto il premier inglese ha già annunciato provvedimenti legislativi contro i patrimoni di uomini di affari e funzionari russi, il controllo dei voli privati e di ogni proprietà russa che possa risultare sospetta. Ci sarà stasera ora italiana una riunione di urgenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU mentre l’Unione europea sostiene il paese ex membro:  “Siamo al fianco del Regno Unito nel perseguire la giustizia sul caso, se richiesto, siamo pronti a fornire aiuto”, ha detto il portavoce Ue, Alexander Winterstein.

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