Trump, dazi per sabotare commercio globale/ Usa, transgender: vietato ingresso nell’esercito, poche eccezioni

- Silvana Palazzo

Trump, dazi per sabotare commercio globale. In Usa si discute anche di transgender: vietato ingresso nell’esercito, poche eccezioni. Ultime notizie sulle strategie del presidente americano

donald_trump_14_lapresse_2017
Donald Trump (LaPresse)

Guai a chiamarla strategia folle: dietro i dazi imposti da Donald Trump alla Cina e agli altri Paesi c’è il tentativo di portare tutti a parlare singolarmente con gli Stati Uniti, ben sapendo di essere la prima economia al mondo. Il tycoon vuole trattare e alle sue condizioni. L’obiettivo del presidente americano è sabotare il commercio mondiale e Trump non ne fa mistero. Il sistema multilaterale del Wto, dove le regole sono uguali per tutti e nessuno può minacciare di chiudere i mercati, non piace al numero uno della Casa Bianca. “America First” vuol dire anche questo. Se aprisse ad una trattativa, l’Europa rischierebbe grosso: è di questo avviso il presidente dell’Ifo tedesca, Gabriel Felbemayr, come riportato da Repubblica: «Un accordo bilaterale consentirebbe a Trump di isolare la Ue rispetto agli altri membri del Wto». Così però nei confronti del colosso americano pagherebbero i paesi più piccoli e poveri, che non hanno il potere contrattuale dell’Europa. Per l’alto funzionario a Bruxelles l’Europa deve chiamare Trump allo scoperto, altrimenti «si tornerà alla legge della giungla».

TRUMP, DAL CASO DAZI AL CAOS TRANSGENDER

Donald Trump continua però a tener fede ad un altro impegno, quello di impedire l’ingresso nell’esercito a cittadini transgender. Il presidente americano lascia però uno spiraglio aperto, prevedendo alcune eccezioni. La Casa Bianca, come riportato dal Corriere della Sera, ha diffuso un memorandum ufficiale, rivolto ai ministri della Difesa e della Sicurezza Nazionale, che stabilisce che i soldati transgender non potranno servire nell’esercito americano, quindi saranno «interdetti dal servizio militare, eccetto limitate eccezioni». Tra queste le persone rimaste stabili nel loro sesso biologico nei 36 mesi precedenti l’ingresso nelle forze armate, militari che non richiedono cambiamenti di genere e transgender che hanno prestato servizio sotto la presidenza Obama. Le porte sono chiuse invece a «persone con una storia o una diagnosi di disforia di genere», incluse quelle che possono richiedere trattamenti medici come farmaci e interventi chirurgici.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori