Omicidio Mireille Knoll, antisemitismo in Francia/ Scampata alla Shoah, bruciata in casa a Parigi

Omicidio Mireille Knoll, antisemitismo in Francia: scampata alla Shoah, bruciata in casa a Parigi. Uccisa un’anziana donna di 85 anni, gli inquirenti indagano sulla pista razziale

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Mireille Knoll, uccisa negli scorsi giorni

Un tragico destino quello di Mireille Knoll. L’85enne anziana è stata uccisa nella giornata di venerdì nella propria abitazione a Parigi, dopo essere scampata all’olocausto nazista durante la seconda guerra mondiale. Le forze dell’ordine hanno ritrovato il cadavere della donna di cui sopra, con evidenti segni di violenza (diversi tagli), e parzialmente bruciato, attorno alle ore 19:00 di venerdì sera. Viveva da sola, in un appartamento al secondo piano di un palazzo popolare che si trova nell’undicesimo arrondissement nella capitale francese. Il marito era morto agli inizi del 2000, ed era anch’egli un ebreo, sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. Gli inquirenti stanno indagando, sospettando l’assassinio motivato da odio razziale, e a riguardo sono stati fermati due giovani. Il primo è un 29enne che abitava a fianco di Mireille, e che spesso e volentieri andava a trovare la donna.

I DUE SOSPETTATI

«Apparentemente mia madre lo conosceva molto bene e lo considerava un figlio», le parole rilasciate all’agenzia francese Afp, dal figlio della vittima. Il ragazzo è stato subito fermato, e pare che in passato sia stato protagonista di alcuni casi di stupro e violenza sessuale. Il secondo è invece un uomo di 21 anni, che il giorno dell’omicidio si trovava nell’appartamento dell’anziana, e che è già sospettato di rapina. La donna era riuscita a sfuggire a quello che viene ricordato come il Vel d’Hiv, il Rastrellamento d’Inverno, in cui vennero deportati 13mila ebrei. L’omicidio ha scosso la comunità ebraica parigina, e il rabbino capo di Francia, Haim Korsia, attraverso il suo profilo Twitter, ha scritto: «Sono inorridito per la tragica morte di Mireille Knoll, una sopravvissuta dell’Olocausto, quasi un anno dopo l’omicidio di Sarah Halimi-Attal. L’orrore del crimine e la violenza degli autori sono identici e si riferiscono alla negazione del volto umano».



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