Francia, spari contro giornalista azero: uccisa la moglie/ Agguato Rahim Namazov: esiliato ferito a Colomiers

- Niccolò Magnani

Francia, spari contro il giornalista azero Rahim Namazov: uccisa la moglie Aida vicino a Tolosa (Colomiers). Agguato al cronista che indagava su traffico d’organi, è gravemente ferito

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Immagine di repertorio (LaPresse)

Un nuovo agguato contro un giornalista scuote l’Europa: dopo Jan Kuciak ora è Rahim Namazov ad essere finito nel mirino delle organizzazioni criminali, ancora del tutto sconosciute. È un giornalista dell’Azerbaigian in esilio in Francia e da oggi purtroppo vedovo: lui e la moglie Aida, entrambi 39enne, sono stati aggrediti a colpiti di pistola questa mattina a Colomiers (vicino a Tolosa nel sud-ovest della Francia). Purtroppo la donna, secondo la polizia, è rimasta uccisa mentre il cronista in esilio è gravemente ferito: stando alle fonti fornite dalla polizia, l’auto sulla quale circolavano a Colomiers attorno alle 9 stamane aveva appena accompagnato in figli a scuola quando sono stati colpiti da molti colpi di arma da fuoco. I colpi, almeno 8, hanno ferito alla schiena Namazov e ucciso sul posto la moglie Aida: secondo quanto riporta Repubblica, il giornalista è riuscito lo stesso a portare la moglie in auto fino all’ospedale di Tolosa dove però i medici non hanno potuto che constatare il decesso della donna.

DALLA SLOVACCHIA ALL’AZERBAIGIAN

Stando a quanto riportato da La Dépêche du Midi, il cronista azero viveva qui dal 2010 dopo esser stato minacciato di morte nel suo Paese per la sua attività giornalistica: era stato addirittura arrestato e torturato con l’accusa di terrorismo. Un caso che ricorda da vicino l’omicidio di Jan Kuciak, il cronista slovacco ucciso assieme alla compagna per aver indagato “troppo” da vicino la gestione dei fondi strutturali dell’Unione Europea all’interno del suo Paese, con possibili trame losche presenti tra ’ndrangheta calabrese e mafia locale di Bratislava. Namazov invece si era occupato di traffico di organi scrivendo nei suoi articoli come molti cadaveri di soldati azeri erano stati visti da lui stesso privati degli organi vitali interni; per quel motivo era stato prelevato e accusato di terrorismo, provando a screditare la sua opera di verità. Oggi l’agguato infame in cui l’amata moglie viene uccisa da un colpo alla testa e lui si ritrova gravemente ferito con più colpi alla schiena: in attesa di sviluppi, ricordiamo come purtroppo l’Azerbaigian sia 162esimo su 170 posti totali nella “classifica” sulla libertà di stampa fatta da Reporters sans Frontières.



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