Europa divisa sulla Siria: “Prove su uso di armi chimiche”/ Macron con Trump, patto Merkel-Gentiloni

- Silvana Palazzo

Siria, Macron: “Assad ha usato armi chimiche”. Ma Trump aspetta e Merkel frena: “Raid? Germania non partecipa”. Possibile guerra internazionale? Le ultime notizie

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Incontro Macron-Trump (Foto: Lapresse)

Europa divisa sulla Siria, ore decisive per un eventuale attacco nei confronti del dittatore Bashar al Assad. Il presidente siriano è accusato di aver utilizzato armi chimiche a Douma e Donald Trump, presidente americano, ha dichiarato che è pronto a fare partire il raid. Emmanuelle Macron, presidente della Francia, sta dalla parte del Tycoon ma non tutte le principali potenze europee sono d’accordo sull’iniziativa armata: Paolo Gentiloni, attuale Presidente del Consiglio italiano in attesa della formazione del nuovo governo, ha dichiarato: “Non partecipiamo ad azioni militari in Siria, pur condannando l’utilizzo di armi chimiche”. Dello stesso avviso la cancelliera tedesca Angela Merkel, che oggi ha avuto un colloquio telefonico con l’esponente del Pd. E c’è di più, rivela l’Huffington Post: dalle basi militari ad uso della Nato in Italia (Aviano e Sigonella in particolare) non partiranno azioni militari. Il governo si oppone fermamente all’ipotesi e secondo l’accordo da quelle basi possono partire solo voli di ricognizione. (Agg. Massimo Balsamo)

EUROPA DIVISA SULLA SIRIA

La situazione in Siria è centrale nell’agenda dei principali Stati mondiali. Macron, numero uno della Francia, ha appoggiato il presidente americano Trump, sostenendo che esistono “prove sull’uso di armi chimiche” da parte di Bashar al Assad. Il presidente-dittatore continua ad avanzare dopo la conquista di Douma ed è tornato a parlare dopo diverso tempo, cogliendo l’occasione di smentire le indiscrezioni circa una sua fuga da Damasco. Ecco quanto riportato dall’Huffington Post: “Quando siamo vicini alla vittoria sul campo alcuni Stati occidentali alzano la voce e agiscono nel tentativo di cambiare il corso degli eventi. Queste voci e queste possibili azioni non fanno altro che aumentare l’instabilità nella regione e minacciare la pace”, le parole del dittatore all’agenzia di stato Sana. Nel frattempo in Europa c’è divisione circa un possibile intervento: Germania e Italia si sono sfilate dall’eventuale raid, un’allenza che vacilla… (Agg. Massimo Balsamo)

DALL’ITALIA: “NESSUNA AZIONE MILITARE”

La posizione del premier Paolo Gentiloni sul ruolo che l’Italia avrà in merito agli scontri sulla Siria fra usa e Russia è chiara: il nostro Paese continuerà ad essere vicino alle forze alleate ma non parteciperà ad alcuna azione militare. A condividere la medesima linea, della quale la cancelliera tedesca Merkel è stata già messa al corrente, è stato anche il centrodestra, ricevuto dal presidente Mattarella in vista del secondo giro di consultazioni. “Nessuna azione militare può essere intrapresa, neppure la concessione dell’utilizzo di basi aeree, senza una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi l’uso della forza, fermo restando la nostra assoluta condanna dell’uso delle armi chimiche e la violenza indiscriminata nei confronti delle popolazioni civili”, ha fatto sapere Forza Italia come riporta Repubblica.it. Ad intervenire è stato anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha aggiunto: “Pur ribadendo gli obblighi di lealtà all’Alleanza Atlantica, siamo contrari ad azioni unilaterali e riteniamo che la strada maestra sia lo spirito di Pratica di mare. Ci siamo riusciti una volta, ci proviamo anche con il futuro governo”. L’appoggio a Gentiloni è arrivato anche dal M5S con Di Maio che ha commentato: “Condividiamo e sosteniamo la posizione assunta dal Governo italiano di fedeltà chiara all’alleanza euro-atlantica e di non partecipazione ad azioni militari in Siria, riconfermando che per una soluzione stabile si dovrà lavorare con ulteriore determinazione ai tavoli negoziali delle Nazioni Unite. È chiaro che la fine della crisi non passerà da un conflitto”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

FRANCIA APPOGGIA TRUMP

Nelle passate ore è proseguito senza sosta il botta e risposta tra Usa e Russia in merito agli scontri sulla Siria ed ora, a prendere la parte di Trump è anche la Francia attraverso le parole di Macron che si dice certo dell’uso di armi chimiche, del quale avrebbe anche le prove. Il clima, dunque, resta teso, ma da Palazzo Chigi, ad intervenire è stato anche il nostro premier, Paolo Gentiloni, che ha invece fatto sapere quale sarà la posizione del nostro Paese: “l’Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria”, ha detto, come riporta Repubblica.it. Sulla base degli accordi internazionali e bilaterali, dunque, l’Italia continuerà a fornire il proprio supporto logistico alle attività delle forze alleate, al fine di garantirne la sicurezza e la protezione, ma senza partecipare agli scontri. Al termine di un colloquio avuto con i ministri degli Esteri e della Difesa, Gentiloni ha aggiunto: “Una soluzione stabile e duratura per la Siria potrà venire lavorando per la pace e dando spazio alle Nazioni Unite, a Staffan de Mistura e ai tavoli negoziali perché non si perda la speranza”. Dunque, ha comunicato la sua decisione anche ad Angela Merkel, cancelliera tedesca. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

GENTILONI: “ITALIA NON ADERIRÀ”

Non avrebbe alcun dubbio, Macron, sull’uso di armi chimiche in Siria da parte del regime di Assad nell’ambito del bombardamento che ha causato più di 70 morti e mille feriti oltre che l’indignazione della comunità internazionale. Non solo la Francia ma anche altri Paesi tra cui Usa e Regno Unito sarebbero convinti della responsabilità del governo siriano rispetto a quanto accaduto a Duma eppure non esisterebbe al momento ancora una risposta chiara e comune da dare. Mentre si parla di un colloquio telefonico intercorso tra Theresa May e Donald Trump ed avente come oggetto un possibile intervento militare in Siria, ad escluderlo è stato il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, seppur abbia condannato l’uso di armi chimiche come “vergognoso” e “immorale”. Lo stesso Corbyn, come riporta Corriere.it, avrebbe chiesto un’indagine dell’Onu ed una risposta multilaterale su quanto avvenuto in Siria, lanciando una sonora ammonizione: “Più bombe e più uccisioni non salveranno vite umane, ma spargeranno la guerra altrove”. Ad intervenire anche il premier Gentiloni che ha smentito la partecipazione dell’Italia ad azioni militari contro Damasco. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA POSIZIONE DELLA FRANCIA

Emmanuel Macron ha parlato del presunto attacco chimico che ha colpito la città di Douma, nell’area di Ghouta. Il presidente francese non ha dubbi: «Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime», ha dichiarato nell’intervista rilasciata a TF1. La Francia, insieme a diversi paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, ritene il governo siriano responsabile dei fatti di Douma. «Ci sono decisioni che prenderemo quando lo riterremo più utile ed efficace», ha aggiunto Macron. La conferma dell’uso delle armi chimiche è arrivata anche dall’Unione europea: «La maggior parte delle prove indicano che siano state usate armi chimiche in Siria nell’attacco del fine settimana scorso», ha dichiarato Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea. E la Francia esce quindi allo scoperto dichiarando di voler «togliere la possibilità di utilizzare armi chimiche» al regime siriano, affinché «mai più si debbano vedere le immagini atroci viste in questi giorni, di bambini e donne che stanno morendo».

SIRIA, MACRON: “ASSAD HA USATO ARMI CHIMICHE”. INTERVENTO MILITARE?

Sull’eventuale intervento in Siria manca una linea comune. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, Theresa May ha chiesto informazioni a Donald Trump maggiori informazioni prima di decidere della partecipazione del Regno Unito a un intervento in Siria. Poi ha reso noto che Londra parteciperebbe ad un’operazione militare contro la Siria, anche senza l’approvazione del parlamento di Westminster, secondo la Bbc. La Germania esclude invece una partecipazione all’attacco militare. Lo ha precisato la cancelliera tedesca Angela Merkel: «La Germania potrebbe contribuire con un sostegno diverso». Il presidente francese Macron ha avuto un colloquio proprio con Merkel «per confrontarsi sulla situazione internazionale». Lo ha comunicato Steffen Seibert, portavoce del governo tedesco, aggiungendo che hanno discusso degli attuali sviluppi in Siria, «nella comune preoccupazione per i recenti attacchi con sostanze velenose e per il rischio di un’erosione del rispetto internazionale del bando delle armi chimiche».

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