Mosca, “Novichok prodotto e brevettato dagli Usa”/ Russia, le prove: “registrato come arma chimica nel 2015”

- Emanuela Longo

Mosca, “Novichok prodotto e brevettato dagli Usa”: la Russia ha presentato le prove di come il composto sia stato registrato come arma chimica nel 2015.

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Caso Skripal in Regno Unito (foto LaPresse)

Il Novichok, l’agente nervino impiegato lo scorso 4 marzo a Salisbury, in Inghilterra, nell’ambito dell’avvelenamento dell’ex spia russa, Sergei Skripal e della figlia Yulia, sarebbe stato sviluppato negli Stati Uniti. La notizia arriva oggi, come spiega l’agenzia di stampa Ansa citando la Tass (l’agenzia di stampa ufficiale russa), grazie ad una serie di prove presentate dalla Russia secondo le quali tale composto sarebbe stato prodotto e brevettato negli Usa come arma chimica non tempo fa, bensì appena tre anni fa. A dichiararlo è stato l’inviato di Mosca presso l’Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) Alexander Shulgin, asserendo: “Il 1° dicembre 2015 l’ufficio brevetti degli Stati Uniti si è rivolto all’omonima agenzia russa per verificare la brevettabilità dell’invenzione fatta dal ricercatore statunitense T. Rubin”, ha spiegato, mostrando il documento come prova delle sue stesse dichiarazioni. Il documento in oggetto, secondo Mosca andrebbe a confermare come “i composti al nervino come il Novichok non solo sono stati prodotti ma sono stati persino brevettati come arma chimica negli Stati Uniti e questa non è una vecchia storia, è successo solo diversi anni fa”.

LE DICHIARAZIONI DELL’OPAC

Il Regno Unito aveva fatto ricadere le responsabilità dell’avvelenamento dell’ex spia russa e della figlia su Mosca. Come riporta Il Fatto Quotidiano, l’Opac durante un meeting a L’Aja, aveva chiarito che la sostanza impiegata, l’agente nervino BWZ era stata impiegata nelle procedure di controllo ma non era presente nel campione che era stato prelevato a Salisbury, località inglese teatro dell’avvelenamento. Le dichiarazioni dell’Organizzazione andavano così a smentire non solo quanto asserito da Alexander Shulgin ma anche l’ipotesi avanzata dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sulla base degli esami compiuti in un laboratorio in Svizzera. Intanto, sul piano delle condizioni di salute, l’ex spia russa 66enne, Sergei Skripal continua a migliorare, pur restando ancora in ospedale, al contrario della figlia Yulia già dimessa nei giorni scorsi.



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