Russia, investito il chimico del gas Novichok/ Vladimir Uglev si è salvato, ma l’incidente stradale è sospetto

- Luigi Laguaragnella

E’ un mistero l’avvelenamento con gas novichok. Tra Londra e Mosca è un gioco di conferme e smentite. Intanto dopo l’avvelenamento Skripal, il chimico del “novichok” è stato investito.

attacco_skripal_gasnervino_skripal_lapresse_2018
Caso Skripal in Regno Unito (foto LaPresse)

Ad Anapa, una città della Russia meridionale sulle rive del mar Nero, un’auto a tutta velocità ha investito Vladimir Uglev, il chimico a cui è attribuita la creazione del gas nervino Novichok, probabilmente utilizzato per l’avvelenamento a Salisbury (Londra) dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia. Ci sono sospetti ci sulla dinamica dell’incidente: il chimico stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando un’auto pare aver accelerato verso l’uomo, il quale sarebbe stato costretto a lanciarsi contro il cofano, riportando grossi ematomi sulle braccia e sulle gambe, oltre che una contusione alla testa. In ospedale Uglev ha dichiarato alla stampa che si è trattato di un semplice incidente, ma i sospetti permangono. Le condizioni fisiche comunque sono in ripresa. Il chimico è un settantenne, rimasto l’unico superstite tra quelli dello staff che hanno inventato il gas Novichok. Ha negato il coinvolgimento del Cremlino nel misterioso caso dell’avvelenamento dello scorso marzo a Londra dell’ex spia russa Skripal e la figlia.

LONDRA E MOSCA, I MISTERI DELL’AVVELENAMENTO-SKRIPAL

Lo scorso marzo Londra ha espulso numerosi diplomatici russi dopo il caso dell’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal e della figlia Yulia all’interno della loro abitazione. Anche se Mosca smentisce qualsiasi coinvolgimento, la Gran Bretagna sostiene che per questo attacco sia stato usato gas nervino Novichok. Se da una parte la Russia nega sostenendo addirittura di non aver mai prodotto quel gas, nonostante negli anni novanta avesse confermato l’appartenenza del gas ai chimici sovietici, dall’altra ci sono gli stessi scienziati russi che, riprendendo la dinamica dell’avvelenamento, conducono fuori strada sia i russi sia gli inglesi. I dubbi riguardano l’utilizzo e la modalità dell’avvelenamento: secondo alcuni scienziati, se fosse stato utilizzato il gas Novichok, il padre e la figlia sarebbero morti all’istante; inoltre si pensa che il gas sia stato portato in valigia proprio da Skripal. Per una ricostruzione più precisa Londra dovrebbe chiedere a Mosca di collaborare alle indagini, ma il Cremlino sarebbe disposto?



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori