L’incontro Trump-Merkel si conclude con un nulla di fatto/ Gelo sui dazi e sul nucleare Iran

Trump-Merkel, l’incontro poi il gelo. Sui dazi il presidente USA non cambia idea: “Troppi squilibri ora basta”. Nessun passo indietro da parte dell’americano sull’imposte all’UE

Trump_Merkel_g7_Lapresse
Dazi Usa: Merkel, Macron e May contro Trump (Foto: LaPresse)

Si chiude con un nulla di fatto l’incontro avvenuto ieri a Washington fra Donald Trump e Angela Merkel. La tedesca era in missione negli Stati Uniti per provare a convincere il presidente americano a desistere su alcune questioni pregnanti, come ad esempio l’accordo sul nucleare Iran siglato, non senza fatica, nel 2015. La sensazione circolante, a meno di colpi di scena, é che alla fine gli USA si tolgano da tale patto, come ha spiegato chiaramente anche il neo-segretario di stato Mike Pompeo, nelle scorse ore a Bruxelles: «È improbabile che gli Stati Uniti rimangano nell’accordo dopo maggio senza modifiche sostanziali». Trump vuole irrigidire il famoso patto di cui sopra, convinto che l’Iran sia ancora una minaccia importante per il mondo occidentale, ma non sarebbero dello stesso parere altre nazioni, a cominciare proprio dalla Germania. I due leader ne hanno parlottato per soli 20 minuti, a conferma appunto che le recenti posizioni degli americani sulla questione, non cambiano. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PRONTI I DAZI PER L’EUROPA

L’incontro fra Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, e Angela Merkel, la cancelliera tedesca, si è tenuto nella giornata di ieri a Washington, presso la Casa Bianca. Un vis a vis brevissimo, al termine del quale è stata di fatto confermata l’antipatia reciproca. Fra gli argomenti di maggiore discussione, i dazi che gli Stati Uniti sono pronti a rendere ufficiali dal prossimo primo maggio, sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’Europa all’America del nord, dell’ordine rispettivamente del 25 e del 10 per cento. La Merkel era andata in missione alla White House, a nome di tutto il Vecchio Continente (ma soprattutto, a nome della Germania), per provare a convincere Trump a rivedere le suddette imposte, ma come da copione, l’uomo più potente al mondo non è retrocesso di un millimetro, rimanendo fermo sulle proprie posizioni. «Basta squilibri commerciali con l’Unione europea – le parole dell’americano – serve reciprocità. La Nato è meravigliosa – ha aggiunto – ma aiuta l’Europa più di quanto aiuti noi». Non sembrano esservi molti margini di manovra… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“BASTA SQUILIBRI”

“Basta squilibri commerciali con l’Unione europea, serve reciprocità” Questo è uno dei punti fermi dell’incontro tra il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la Cancelliera tedesca Angela Merkel, che sono emersi nel faccia a faccia tra i due leader. E’ stato Trump a tuonare contro un’Europa troppo avvantaggiata a suo parere a livello commerciale, con tutto quel che ne consegue anche nella decisione di mantenere i dazi che tanto preoccupano la Cancelliera e l’Europa intera. E la Merkel ha confermato come l’ultima parola sia del Presidente USA al riguardo, con Trump che ha fissato dei paletti molto rigidi che l’incontro non ha modificato. (agg. di Fabio Belli)

RITORNO IN GERMANIA IN TRE ORE

Oggi si è tenuto un incontro alla Casa Bianca di Washington fra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il capo del governo tedesco, la cancelleria Angela Merkel. Un vis a vis che come testimoniato è durato davvero poco, meno di 3 ore. L’incontro sarebbe dovuto servire per aggiornare diverse questioni, come ad esempio i dazi commerciali su alluminio e acciaio nei confronti dell’Europa, quindi la situazione di Gerusalemme, e la questione del disarmo nucleare dell’Iran. Tutti argomenti trattati, ma il numero uno degli Stati Uniti non ha voluto cambiare la propria posizione, causando il broncio alla Merkel. Sui dazi, ad esempio, l’uomo più potente al mondo è convinto che vi sia un forte squilibrio fra Vecchio Continente e Stati Uniti, e i dazi, di conseguenza, s’hanno da fare. Sull’Iran, la situazione non cambia: la nazione del Medio Oriente deve essere alleggerita ancor di più del nucleare, e il vecchio patto del 2015 va rivisto. Infine, per quanto riguarda la decisione di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo quest’ultima come capitale unica dello stato ebraico, stessa sorte: Donald non cambia idea, sono gli altri che si devono adattare… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

UN INCONTRO MORDI E FUGGI

L’annunciato incontro fra la cancelleria tedesca Angela Merkel, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è tenuto… ma è durato meno di tre ore. L’uomo più potente al mondo ha ospitato alla Casa Bianca la controparte europea, ma il vis a vis non è stato di quelli epocali. Come sottolineato dal Corriere della Sera, i due hanno colloquiato per soli 150 minuti, meno di tre ore in totale, chiaro sintomo di quanto la Merkel e Trump non si amino. All’ordine del giorno vi erano in particolare i nuovi dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio negli States, rispettivamente del 25% e del 10%, imposti lo scorso marzo. Tasse che ovviamente alla Germania non va di pagare, tenendo conto che solo la Volkswagen importa auto per ben 153 miliardi di dollari all’anno.

CON MACRON INVECE…

Molto probabilmente la Merkel avrebbe voluto avere delle risposte più esaurienti da Trump, o magari, l’inserimento dei dazi in cambio di un alleggerimento da qualche altra parte, ma così non è stato, e dopo meno di tre ore Angela è stata liquidata dall’irriverente presidente USA. Un vis-a-vis che stona, in particolare se paragonato al recente incontro fra lo stesso Trump e il francese Macron, con quest’ultimo che ha stretto la mano all’americano, si è fatto immortalare alla cena di stato con le rispettive first lady, ha firmato autografi e ha parlato al congresso americano. Probabilmente la Merkel non vuole piegarsi al volere di Trump rispetto a Macron, per una questione forse di orgoglio, o forse, è semplice antipatia…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori