Iran, Antonio Guterres: “Sarà guerra se Trump si toglie dall’accordo nucleare”/ Le accuse del presidente Usa

- Silvana Palazzo

Iran, Guterres: “Usa non lasci accordo, pericolo guerra”. Dall’Onu appello a Trump: la decisione del presidente americano entro il 12 maggio. Le accuse di Netanyahu sono fondate?

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Donald Trump, presidente degli Stati Uniti - LaPresse

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, sta provando a convincere Donald Trump a non ritirarsi dall’accordo sul nucleare siglato con l’Iran nel 2015 da Obama. Ma perché il presidente degli Stati Uniti detesta così tanto quel patto? Stando a quanto sottolineato da La Repubblica, l’uomo più potente al mondo considera quell’accordo sbagliato, nonché il peggiore di sempre, e sembra davvero intenzionato a togliersi dall’intesa il prossimo 12 maggio. Secondo Trump tale accordo ha limitato solo per un determinato periodo le attività del nucleare in Iran, e lo sviluppo dei missili balistici è continuato. Inoltre, tale intesa avrebbe fornito all’Iran un guadagno di 100 milioni di dollari, che la stessa nazione mediorientale avrebbe investito per acquistare armi, nonché per sovvenzionare le attività terroristiche e l’oppressione in tutto il Medio Oriente. Secondo il presidente iraniano Hassan Rouhani, Usa e Francia non possono modificare l’accordo, inoltre, il programma nucleare è solo per fini energetici e non per sviluppare missili. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“SI PROSPETTANO TEMPI PERICOLOSI”

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un appello a Donald Trump in merito alla possibile uscita degli Stati Uniti dall’accordo con l’Iran sul nucleare. Se non sarà preservato, ci sarà un reale rischio di guerra. «Ci aspettano tempi molto pericolosi», ha dichiarato l’ex premier portoghese ai microfoni della Bbc. Quell’accordo fu «un’importante vittoria della diplomazia», quindi «non dovremmo cancellarlo, a meno che non abbiamo una valida alternativa». Il presidente americano deciderà entro il 12 maggio se uscire dall’accordo del 2015 siglato da Teheran e dalle potenze del 5+1. A tal proposito Emmanuel Macron ha fatto sapere che non è affatto scontato che Trump rispetti il trattato. «Non so che cosa deciderà il presidente americano il 13 maggio, voglio solo dire che qualsiasi posizione verrà assunta, noi dobbiamo prepararci per una trattativa più ampia perché credo che nessuno voglia una guerra nella regione e nessuno vuole un’escalation delle tensioni», ha dichiarato il presidente francese dall’Australia.

IRAN, LE ACCUSE DI NETANYAHU SONO FONDATE?

Gli esperti di Francia, Germania e Gran Bretagna, insieme agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, esamineranno a breve l’archivio nucleare iraniano, come lo ha definito il primo ministro israeliano Netanyahu. Il premier ha accusato l’Iran di aver mentito sulla propria attività di arricchimento dell’uranio, supportato dagli Stati Uniti, anche se il presidente Trump prende tempo. La comunità internazionale però ha reagito con scetticismo: in molti pensano che il materiale sia già noto al momento dell’accordo del 2015. Per gli osservatori internazionali l’Iran ha mentito in passato, ma bisogna capire ora se il piano militare è proseguito negli ultimi due anni e mezzo. Secondo il New York Times, il vero scopo di Netanyahu non sarebbe tanto quello di dimostrare il proseguimento del programma nucleare da parte dell’Iran, quanto di mettere in discussione l’efficacia degli accordi vigenti, affinché vengano introdotte restrizioni e sanzioni che potrebbero ridimensionare la minaccia che Teheran rappresenta per Israele. Le accuse di Netanyahu arrivano nel pieno della tensione tra Israele e Iran, che – come riportato da Panorama – si sono già attaccati reciprocamente nelle ultime settimane.

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