CAOS MIGRANTI/ La trappola della Merkel contro l’Italia

- Mara Maldo

Attenzione alle mosse europee. Senza il buonismo di Merkel, il cattivismo di Salvini rischia di far trovare l’Italia con il cerino in mano, proprio sui migranti. MARA MALDO

angela_merkel_zoom3_lapresse_2017
Angela Merkel (Lapresse)

Le raccomandazioni che la Commissione Ue formula per ogni Paese vengono discusse tra i governi europei e approvate dai leader dell’Ue in occasione di un vertice del Consiglio europeo nel mese di giugno. Quest’anno l’appuntamento è fissato a Bruxelles il 28 giugno. Le raccomandazioni sono poi adottate formalmente dai ministri nazionali delle finanze a luglio. Tutto è pronto a Bruxelles per fare spazio ad una nuova versione dell’Europa: non più buonista ma decisa a preservare le proprie frontiere. Il testo elaborato per l’occasione parla chiaro.

Il nuovo corso è motivato dalla crisi del blocco cristiano-democratico tedesco dove la Csu bavarese Di Horst Seehofer, ministro tedesco degli Interni e capo del partito, ha detto a chiare lettere ad Angela Merkel che non può tollerare, non i migranti, ma la crescita alla sua destra di un partito come AfD che rischia di assorbire le paure del suo elettorato e portare i populisti al governo anche in Germania. 

Convergenze che fanno il gioco di Matteo Salvini, ma non necessariamente del governo italiano, che potrebbe subire nella circostanza una sorta di contrappasso. Sì ad una maggiore sorveglianza delle frontiere esterne, ma soprattutto sì ai respingimenti alle frontiere verso i paesi di primo ingresso. Con il risultato che l’Italia si vedrebbe messa fuori gioco con lo stesso metodo nel quale confida per il nuovo corso di una Europa non più lassista e remissiva. Da qui le manovre della Farnesina che hanno condotto Giuseppe Conte a “baciare la pantofola” (Libero Quotidiano) di Angela Merkel come un qualsivoglia capo di governo di quelli suoi predecessori. Senza il buonismo di Angela, il cattivismo di Matteo (Salvini) rischia di far trovare l’Italia alla mercé dei duri di Berlino e Parigi, Vienna e Budapest esattamente come era capitato all’altro Matteo (Renzi) quando con molta prosopopea aveva rifiutato di esporre le bandiere stellate della Ue, imitando senza fortuna i nostri nazionalisti.

Dietro l’apparenza arrendevole della Merkel, della Spagna che schiera 2500 volontari per accogliere i richiedenti asilo dell’Aquarius e della Francia che grida allo scandalo per la mancanza di umanità degli italiani, c’è il vecchio gioco di lasciare con il cerino in mano il paese più a sud di quel progetto politico che chiamiamo Europa. Il leghista Salvini imparerà che si è sempre meridionali di qualcuno, come sentenziava lo scrittore napoletano Luciano De Crescenzo. Così parlò Bellavista. Anzi Angela Merkel.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori