ISRAELE ESPROPRIA GLI EDIFICI CATTOLICI?/ Il governo rilancia il disegno di legge: cresce la tensione

- Paolo Vites

Si riapre la contesa fra i capi delle comunità cristiane di Terra Santa e il governo israeliano sul disegno di legge che vorrebbe espropriare gli immobili ecclesiastici

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Gerusalemme, foto Pixabay

E’ un disegno di legge che risale a tempo fa, e infatti non è la prima volta che scoppia il caso, e il governo israeliano non lo ha mai archiviato o cancellato, anzi. E’ sempre lì pronto per essere approvato. E’ un disegno di legge che ha come finalità la confisca delle proprietà ecclesiastiche appartenenti alle varie comunità cristiane. Lo scopo, come da tempo mira a fare il governo israeliano, è la cacciata dei cristiani dalla Terra Santa, proprio come i musulmani. “Un attacco sistematico e senza precedenti contro i cristiani di Terra Santa” hanno scritto in un nuovo documento di protesta i responsabili delle varie comunità che hanno in mano la gestione condivisa del Santo Sepolcro, che viola “i diritti più elementari” e vuole distruggere “il delicato tessuto di relazioni tra le comunità cristiane e lo stato ebraico”. La lettera è indirizzata al capo del governo e si chiede di “agire in modo rapido e deciso per bloccare il disegno di legge la cui promozione unilaterale costringerà le Chiese a rispondere allo stesso modo”. I firmatari sono Theophilos III – Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme –, Nurhan Manougian – Patriarca armeno apostolico di Gerusalemme – e padre Francesco Patton ofm, Custode di Terra Santa.

IL PROGETTO DI LEGGE

Nel progetto di legge si vuole garantire la possibilità di confisca delle proprietà immobiliari ecclesiastiche che erano state date in affitto anche per lunghi periodi,  fino a 99 anni, al Fondo Ebraico Nazionale. Per far fronte alla difficilissima situazione economica delle comunità cristiane, questi immobili erano stati venduti a gruppi immobiliari privati, ma adesso il parlamento israeliano cerca di espropriare questi terreni per tutelare i proprietari ebrei di case e immobili costruiti nel frattempo. Lo scorso febbraio in protesta contro questo disegno di legge era sto chiuso l’accesso al Santo Sepolcro per alcuni giorni, controversia che era stata risolta con la promessa di Netanyahu di aprire un negoziato, cosa che è sfumata mentre il disegno di legge è arrivato al comitato ministeriale in vista della approvazione. La firmataria del disegno di legge ha risposto varie volte dicendo che tale legge vuole solo difendere i proprietari di case costruite su questi terreni da possibili contese legali e non vuole espropriare le proprietà ecclesiastiche.



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