CAOS MIGRANTI/ Biloslavo: serve una missione militare (anche italiana) nel sud della Libia

Secondo FAUSTO BILOSLAVO finalmente l’Italia sta riuscendo a imporsi sui tavoli europei, ma la Libia resta una bomba a orologeria se non si chiudono i confini al sud

22.06.2018 - int. Fausto Biloslavo
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In Libia (LaPresse)

Una panoramica a 360 gradi sulla situazione migranti, Libia e Ong, quella che ci ha fatto Fausto Biloslavo, inviato di guerra e grande esperto dell’argomento: “Finalmente l’Italia mette metaforicamente i pugni sul tavolo dell’Europa e ottiene dei risultati concreti” dice dell’operato del nuovo governo. Ma il problema più grosso, spiega, è che i migranti continuano ad arrivare in Libia dai confini sud del paese, completamente sguarniti, e se non si fermano lì, in Africa, la Libia diventerà una bomba umana destinata ad esplodere”.

Partiamo dall’ultima novità e quindi dalla fine: la Merkel ha telefonato a Conte, la bozza Ue (quella del prevertice a 8 di domenica prossima) viene accantonata. Si temeva il veto dell’Italia?

Certamente. Sembra proprio che il governo italiano stia sbattendo metaforicamente i pugni sul tavolo dell’Europa perché non si poteva andare avanti così. Ricordo il ministro Alfano che andava ai vertici europei e tornava proclamando il grande successo dei ricollocamenti, su 40mila ne venivano ricollocati meno di 10mila. Ci hanno preso in giro per anni, speriamo che adesso non sia più così.

Come giudichi quella che sarebbe l’ipotesi dell’Italia? Cioè non applicare Dublino per le frontiere marittime e applicarlo per quelle terrestri?

Dublino fu un grande errore del centrodestra al tempo dell’arrivo dei migranti in Grecia. Non si può abolire, le riforme che si è cercato di varare sono state di peggio in peggio, questa soluzione sembra invece ottima. Dublino non si può abolire ma può venire accantonata, perché è stata una fregatura enorme per l’Italia.

Quali potrebbero essere le “contromosse” europee se l’Italia va al vertice con questa posizione? Che alleati ha? 

Teoricamente è nato un asse con i paesi di Visegrad, l’Ungheria soprattutto, in realtà però questi paesi fanno innanzitutto il loro gioco, di migranti non ne vogliono manco uno. Ci sono posizioni comuni su tolleranza zero e altro, ma questa alleanza, tipo quella con l’Austria, è una arma a doppio taglio, perché questi paesi i migranti che arrivano in italia non se li prenderanno mai.

E’ scoppiato un nuovo caso di nave Ong, la tedesca Mission Lifeline, che opererebbe fuori dalle regole: un caso tipico di incidente-trasbordo. In cosa le navi delle Ong violano le regole? E come si comportano tra Italia e Libia?

Le Ong fanno i furbetti, firmano magari i codici di condotta come quello di Minniti, poi però fanno quello che vogliono. C’è un video girato da loro in una zona di mare calmo, il gommone non sta affondando, per cui non si tratta di un soccorso ma di un recupero, ma se si guarda bene si vedono delle luci in lontananza. Sono di una motovedetta libica che essendo nella zona di mare di loro sorveglianza stava andando a prendere i migranti per riportarli in Libia. Le Ong fanno a gara per arrivare per primi nonostante gli ordini, nonostante la zona libica, li vanno a prendere, e li portano in Italia. Giustamente Salvini gli ha detto adesso ve li portate in Olanda, visto che battete bandiera olandese.

Cosa pensi della proposta fatta da Frattini sul sussidiario, cioè che “occorre coordinare in sede europea anche gli sbarchi che non avvengono sotto bandiera europea, cioè da parte di navi private, come sono quelle delle Ong”?

Di fatto fino al luglio dello scorso anno la gran parte degli sbarchi avveniva grazie alle Ong, adesso c’è l’onda lunga del fenomeno. Ovviamente erano gestiti a livello europeo, ma in realtà erano cavoli nostri, i migranti restavano qui da noi. Le parole di Frattini mi sembrano un po’ come scoprire l’acqua calda.

Circola l’ipotesi di hotspot in Nordafrica in cui separare rifugiati e migranti economici. Avrebbe il favore di Onu e Unhcr. Che ne pensi? E’ una realistica?

Proprio oggi su Il Giornale esce una mia intervista all’ambasciatore italiano a Tripoli. Sta per aprire un grosso centro che potremmo definire un hotspot in cui incaricati dell’Onu dovranno selezionare chi ha davvero il diritto di chiedere asilo e chi no. Ma la domanda è: ci saranno paesi europei che prenderanno i migranti selezionati o si finirà come è successo in Niger?

Cosa è successo?

Venne aperto un hotspot per fare selezioni. Ebbene, quelli selezionati sono ancora lì perché nessun paese europeo se li è presi.

Cosa puoi dirci della Libia? Conte deve rinnovare o disdire gli accordi con le tribù fatti da Gentiloni?

Nell’est della Libia è in corso la battaglia di Haftar contro gli jihadisti ma soprattutto per il controllo dei pozzi. In queste faide tribali negli ultimi giorni la Libia ha perso 450mila barili al giorno di esportazione, un danno enorme. Penso che Conte debba mantenere gli accordi fatti con le tribù, a fine mese Salvini sarà a Tripoli e credo parlerà anche di questo. Ma adesso che in qualche modo siamo riusciti a tamponare gli sbarchi, il problema è che gli arrivi in Libia continuano. Arrivano dai confine sud, dove non c’è controllo, ed è lì che bisogna intervenire, deve farlo anche l’Italia, altrimenti la Libia si riempie di migranti e diventa una bomba umana. Bisogna mandare una missione di polizia militare anche italiana sulle frontiere del sud. 

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