Attentato in Etiopia: granata al comizio del premier Abiy Ahmed/ Ultime notizie: 83 feriti, 6 sono gravi

- Silvana Palazzo

Attentato in Etiopia: granata sulla folla durante il comizio del premier Abiy Ahmed, messo subito in salvo. Ultime notizie: 83 feriti, 6 sono gravi. Arrestati 3 sospetti.

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Attentato in Etiopia

Attentato in Etiopia durante il comizio del premier Abiy Ahmed. L’esplosione, descritta inizialmente di piccola entità, in realtà ha scatenato il panico nel cuore della capitale Addis Abeba, dove era in corso una manifestazione pubblica alla presenza del primo ministro. Presenti circa decine di migliaia di persone, che ascoltavano il discorso di Abiy Ahmed, al termine del quale c’è stata appunto l’esplosione. Il premier, illeso, è stato portato subito in sicurezza, mentre oltre 80 sarebbero le persone rimaste ferite nell’attentato. «Il premier era l’obiettivo» dell’attacco, riferisce all’agenzia di stampa Dpa l’organizzatore della manifestazione, Seyoum Teshome. «Una persona ha cercato di lanciare un granata verso il palco dove c’era il premier, ma è stata trattenuta dalla folla». Poi ha raccontato che due uomini sospetti e una donna sarebbero stati subito arrestati. Il capo dello staff del primo ministro Abiy Ahmed ha poi corretto il bilancio, smentendo le notizie iniziali che parlavano di morti e affermando che 83 persone sono rimaste ferite.

ATTENTATO IN ETIOPIA: GRANATA AL COMIZIO DEL PREMIER ABIY AHMED

«Al momento sulla base delle notizie dalla polizia e dagli ospedali, 83 persone sono ferite. Delle 83, sei sono in condizioni critiche. Non sono stati al momento segnalati morti», ha scritto Fitsum Arega, capo dello staff del premier, su Twitter. Insediatosi il 2 aprile, Abiy Ahmed rappresenta una speranza di cambiamento per l’Etiopia, la cui economia è in rapida crescita. La sua stessa storia è simbolo di cambiamento, visto che è il primo capo di governo Oromo, un’etnia largamente diffusa in Etiopia che si è sempre sentita discriminata dal punto di vista politico, etnico e culturale. Inoltre, il 42enne proviene da una famiglia mista di cristiani e musulmani. Sin dal suo insediamento ha promesso l’apertura di un nuovo capitolo nella storia del paese. Per questo ha liberato migliaia di prigionieri politici e chiuso il carcere di Maekelawi, simbolo di anni di repressione. «A chi cerca di dividerci voglio dire che falliranno» ha dichiarato il primo ministro all’emittente Etv.



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