Bangladesh, decapitata statua della Madonna/ Cristiani perseguitati: “vogliamo praticare in libertà”

- Paolo Vites

Sfondata la porta della chiesa, decapitata la statua della Madonna, strappata la Bibbia e altri testi liturgici: è successo in un villaggio del Bangladesh con una piccola comunità cristiana

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Madonna delle Grazie (Pixabay)

E’ stata trovata così, decapitata, la mattina dello scorso 24 giugno, il capo della statua della Vergine Maria mozzato durante la notte. E’ successo in uno sperduto villaggio del Bangladesh, paese a maggioranza indù e islamica, Shibpur, dove vivono 300 cristiani, una minoranza talmente piccola che non dispone neanche di un sacerdote (il più vicino è a Mohipara dove esiste una comunità di 3mila cristiani), ha a disposizione solo un catechista che guida le preghiere domenicali nella piccola chiesa locale. Secondo quanto riporta il sito AsiaNews, all’atto blasfemo si è aggiunta la persecuzione: invece di ricercare i colpevoli dell’atto dissacratori, la polizia ha arrestato il catechista, Sushil Mardy: “Le persone erano già scioccate per la demolizione della statua. Ora lo sono ancora di più e soffrono a causa dell’arresto del catechista che guida il culto” ha detto ad AsiaNews il parroco di Mohipara.

IL PRETE: “VOGLIAMO PRATICARE IN LIBERTÀ”

Il sacerdote ha anche raccontato che quella notte alcune persone hanno sfondato la porta della chiesetta, mozzato il capo della statua, strappato una Bibbia e altri testi liturgici gettandoli poi in un vicino laghetto. Intanto il catechista rimane in carcere, non si sa per quale motivo. Nessuno ha rivendicato il gesto, nel villaggio vivono indù e musulmani e fino ad adesso non si erano registrati incidenti. Si pensa a una vendetta per una divinità indù demolita tempo fa a Mominpur, probabilmente dagli islamici, ma i primi a essere sempre presi di mira in questo paese sono i cristiani. “Chiedo alle autorità – conclude il parroco – di indagare sull’incidente e fare giustizia. Vogliamo praticare la nostra religione in libertà”.



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