Bosnia-Erzegovina, chiesa saccheggiata e incendiata/ Vendetta dei musulmani contro i serbi?

- Paolo Vites

Data alle fiamme una chiesa serbo ortodossa nella Bosnia-Erzegovina, si teme un ritorno degli atti vandalici dei musulmani, vendetta contro i genocidi della guerra civile

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Non si conosce ancora al momento l’identità delle persone che qualche notte fa hanno dato alle fiamme una chiesa serbo ortodossa appena restaurata nella Bosnia-Erzegovina, stato della ex Jugoslavia a maggioranza islamica dove i serbi durante la guerra civile eseguirono i maggiori massacri di massa tra la popolazione musulmana. La località dove è accaduto il fatto è quella di Visoko e a denunciare pubblicamente il fatto è stato il sito basato a Sarajevo, capitale del paese, kilt.ba. Gli autori del gesto, secondo il sito, avrebbero distrutto una gran quantità di oggetti sacri nella chiesa della Natività di Thetokos, tra cui icone e libri sacri, mentre le fiamme hanno devastato parte del tetto.

LA CHIESA ERA APPENA STATA RESTAURATA

L’edificio religioso era appena stato finito dall’essere restaurato nel settembre 2017 dopo lavori durati due anni. Non è la prima volta che in Bosnia succedono episodi, sia nel 2008 che nel 2012 altre due chiese serbo ortodosse erano state distrutte da cittadini islamici: l’odio verso i serbi infatti è tutt’oggi molto forte e per queste persone distruggere le loro chiese è un atto di vendetta. Anche i cattolici non se la passano bene: sarebbero 10mila all’anno quelli che abbandonano il paese per discriminazione nei confronti delle minoranze religiose secondo fonti della Chiesa locale da parte del governo e delle amministrazioni locali.



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