Trump-May “dopo Brexit accordo su libero scambio”/ Ultime notizie video: “niente inchino”, gaffe con la Regina

Trump vs May: “Non mi ascolta, accordi commerciali a rischio”. Poi fa marcia indietro: “La rispetto e apprezza moltissimo”. Momenti di tensione fra gli Stati Uniti e l’Inghilterra

12.07.2018 - Carmine Massimo Balsamo
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Theresa May, foto LaPresse

Che Donald Trump sia impacciato negli appuntamenti formali è fuori discussione, ma la Regina in questi casi non perdona proprio mai: nel giorno in cui la “sua” Primo Ministro concede di fatto di essere “maltrattata” politicamente prima di firmare un accordo di libero scambio molto vantaggioso per Washington, la Regina Elisabetta II prende la rivincita del Regno Unito almeno a livello “formale” (che nel grado di considerazione di Trump probabilmente arriva importa “0”). Al momento dei saluti dopo il tè delle Cinque, il Presidente Usa inciampa sull’inchino: The Queen lo fulmina con l’occhiataccia divenuta famosa in tutto il mondo, a quel punto The Donald abbozza un goffissimo inchino sbagliando però poi tutti gli altri “istituzionali rituali” di Palazzo Windsor. Dal punto di vista politico il viaggio in UK resterà comunque celebre e importante per l’accresciuta partnership Usa-GB con notevole vantaggio rispetto all’Ue degli interessi americani sulle sponde commerciali ed economiche: dal punto di vista simbolico invece, è un’altra sconfitta dello “stile Trump” che divide e inimica i propri stessi alleati. (agg. di Niccolò Magnani)

IL TÈ DELLE 17 CON LA REGINA

Il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la premier inglese Theresa May si è concluso con un accordo importante. Il tycoon ha detto di sì alla realizzazione di un’area di libero scambio tra i due Paesi, a patto che “non ci siano restrizioni”. Subito dopo aver incontrato la May e negato le critiche che in precedenza le aveva rivolto, Trump si è diretto verso il castello di Windsor dove ad accoglierlo c’era la Regina Elisabetta II su un palco. La sovrana ha ricevuto sia il presidente Usa che la moglie Melania i quali si sono messi ai due lati della sovrana posando la mano sul cuore mentre la banda della guardia d’onore, rispettando la tradizione, suonava l’inno americano. Come spiega Corriere.it, ne è seguito un breve momento di scambio in giardino nel quale Trump non è apparso del tutto a suo agio, quindi i tre si sono ritirati per prendere un tè, puntuali alle 17 come da programma intrattenendosi per circa 40 minuti prima di spostarsi all’aeroporto di Stansted per prendere un volo per Glasgow. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DONALD INCONTRA LA REGINA

Il vero obiettivo di Donald Trump è crearsi accordi bilaterali ancora più vantaggiosi con ogni partner vecchio o nuovo che sia: per questo motivo l’Ue sta “stretta” al Presidente Usa, che spinge il più possibile a minare tutte le unità internazionali (Onu, Nato, G7 eccetera..) per poter poi avanzare pretese e proposta di carattere commerciale/economico più soddisfacenti. Ha fatto così oggi anche con la Premier May che in un momento di forte instabilità e debolezza politica interna arriva a “concludere” un accordo di libero scambio commerciale tra Usa e Uk: «L’unica cosa chiedo a May è che non ci siano restrizioni al commercio. Possiamo triplicare, quadruplicare gli scambi», ha detto Trump prima di volare al palazzo di Windsor per il tradizionale tè con la Regina Elisabetta delle ore 17. Unità d’intenti trovata fra Stati Uniti e Inghilterra anche nei confronti della Russia di Putin, prossimo vertice che attende Trump lunedì a Helsinki: «Abbiamo convenuto che è importante dialogare con il Cremlino, mettendosi in una posizione di forza e restando uniti». (agg. di Niccolò Magnani)

L’ACCORDO POST-BREXIT

Prima ha minacciato la premier May, poi ha cambiato idea ed ha definito i loro rapporti mai così forti. E’ questo l’ennesimo voltafaccia di Trump, oggi a Londra che in occasione del vertice bilaterale ha cambiato tono scatenando maggiormente le già attive proteste contro di lui. Nei cieli londinesi da stamattina si è innalzato il “baby Trump gonfiato”, un gigantesco pallone aerostatico con le sembianze del presidente degli Stati Uniti in versione neonato e simbolo del loro dissenso contro l’arrivo del presidente statunitense. I promotori britannici della protesta anti-Trump attualmente in atto a Londra in concomitanza con il vertice tra il tycoon e la premier hanno rivendicato di aver portato in piazza “100.000 persone” mentre il corteo si dirigeva verso Trafalgar Square. E’ quanto riferito dalla bbc sebbene non sia stata in grado di confermare con certezza il dato, mentre da Scotland Yard non è giunta al momento alcuna stima. Secondo altri media si parla di “decine di migliaia” di manifestanti. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TRUMP: “NESSUNA CRITICA A MAY”

Tensioni, critiche e nuovi dietrofront. Tra l’imprevedibile presidente Usa, Donald Trump e il primo ministro inglese, Theresa May, sembra regnare la pace. E così, durante il bilaterale con la premier il tycoon si è detto felice come non mai per la relazioni buone e sempre più in crescita tra Londra e Washington, definendo il loro “un rapporto molto, molto solido”. Dalla Brexit inoltre intravede grandi opportunità e pensa alla firma di un accordo di libero scambio. La sintonia tra i due sembra riguardare diversi ambiti, dalla Nato all’Iran, passando per la Russia. Ma la nuova facciata intravista in Donald Trump nel corso della conferenza è solo servita a scongiurare una clamorosa rottura diplomatica tra i due Paesi ed alleati storici? Trump, dunque, avrebbe definitivamente archiviato le parole al Sun e stringendo la mano alla May avrebbe detto “E’ bello rivederti”. Quindi, ribadendo le nuove prospettive, come riporta Il Giornale, l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato: “Faremo accordi commerciali con la Gran Bretagna e sosteniamo la decisione del popolo britannico nell’autodeterminazione, vedremo cosa accadrà”. In merito alle presunte critiche precedenti, Trump ha negato definendole “fake news” prima di ringraziare la May “per aver perseguito un commercio equo e reciproco con gli Stati Uniti”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TRUMP: “GRAZIE PER IMPEGNO NATO”

Trump sembra voler seguire lo stesso copione delle ultime giornate: prima le minacce poi il dietrofront. Dopo quanto accaduto a Bruxelles durante il vertice Nato, il presidente Usa lo ha rifatto anche in merito agli accordi con la Gran Bretagna legati alla Brexit. In occasione della conferenza stampa che si è tenuta Ellesborough ed alla quale ha preso parte anche la premier del Regno Unito, Theresa May, Trump ha voluto commentare la serata appena trascorsa e soprattutto il grado di relazione tra i due Paesi. A tal proposito ha asserito, come riporta Askanews: “La serata di ieri è stata speciale, non la dimenticheremo facilmente. La nostra relazione è cresciuta. Entrambi i Paesi sono legati dall’impegno per la libertà”. Poi, rivolgendosi alla premier del Regno Unito ha aggiunto il suo personale ringraziamento per l’impegno Nato: “Voglio ringraziare la premier May perché il Regno Unito è uno dei cinque Paesi che mantengono l’impegno di spendere il 2% del Pil nella difesa”. In precedenza, per, il tycoon aveva aspramente criticato proprio la May per la sua politica sulla Brexit considerata fin troppo “soft”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

‘TATTICA’ USA SULLA BREXIT

Esattamente come due giorni fa alla Nato, oggi da Trump arriva l’ennesimo voltafaccia: prima minaccia gli accordi Usa-UK sulla Brexit, lodando il Ministro Johnson appena dimessosi per aperto scontro con la premier May, poi però al momento dell’incontro si “trasforma” in un agnellino e riferisce parole come queste «Probabilmente non avevamo mai sviluppato una relazione migliore fra noi come nella cena di gala di ieri». Cambia il tono, non cambia la tattica: prima la minaccia e poi il “tarallucci&vino” almeno fino al prossimo Tweet: la politica che ieri chiamavamo sul fronte Nato “schizofrenica” torna di nuovo in scena, con la May disorientata che si sente riferire queste esatte parole, «è bello rivederti, la relazioni con Londra non sono mai state così forti». Ma allora, qual’è il “vero” Trump? Al momento, l’unico elemento “semplice” da affermare è che sia entrambi nello stesso momento: da qui a capire allora come rapportarsi per chiudere migliori affari commerciali, economico o politici, ancora, non è dato saperlo. (agg. di Niccolò Magnani)

“BABY-TRUMP” PALLONE GONFIATO SUL PARLAMENTO

Donald Trump minaccia Theresa May: “Con la Brexit gli accordi commerciali tra Stati Uniti d’America e Gran Bretagna sono a rischio”. Ed ecco la protesta originale del popolo britannico: il sindaco di Londra Sadiq Khan ha approvato il sorvolo di un pallone gonfiato con le fattezze del tycoon americano. “Ribattezzato Trump Baby”, il presidente è rappresentato come un grande bebè arrabbiato: il pallone gonfiabile prenderà il volo domani sabato 14 luglio 2018, in contemporanea con la manifestazione di protesta organizzata per l’incontro tra la premier Theresa May, la regina Elisabetta II e lo stesso Donald Trump. Il sorvolo del pallone ha ricevuto un’ondata di sostegno pubblico, tanto che è stata firmata una petizione ed è stata organizzata una campagna di crowdfunding che ha raccolto oltre 16 mila sterline. In fondo alla pagina vi riportiamo il video del momento in cui il pallone è stato gonfiato. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TRUMP: “MI DISPIACE PER LE DIMISSIONI DI JOHNSON”

Non è passata inosservata l’intervista di Donald Trump al Sun, pubblicata tra l’altro nel giorno in cui è iniziata la visita dello stesso presidente Usa in Inghilterra. Il tycoon a stelle e strisce ha accusato il primo ministro britannico Theresa May per la sua Brexit troppo soft, anche se in serata la Casa Bianca ha ammesso che lo stesso Trump ha profonda stima nei confronti del politico inglese. A conferma di ciò, il bel gesto catturato dalle telecamere: all’arrivo al Blenheim Palace di Woodstock, Trump ha preso per mano la May mentre stavano salendo le scale. Fra le dichiarazioni rilasciate dal numero uno degli States, anche alcune nei confronti di Boris Johnson, ex ministro degli esteri inglesi dimessosi nelle scorse ore: «Sono profondamente amareggiato – ha detto Trump – è un tipo di grande talento per cui nutro grande rispetto». Parole di fuoco invece sul successore Sadiq Khan: «Sta facendo un pessimo lavoro». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

RAPPORTI TESI TRUMP-MAY

Rapporti testi nelle scorse ore fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Il tutto è scaturito dopo un’intervista che il presidente americano, Donald Trump (tra l’altro, in visita proprio nel regno della regina), ha rilasciato al tabloid Sun. Chiacchierando con i colleghi inglesi il tycoon americano ha parlato così del primo ministro inglese Theresa May: «Sulla Brexit non ha ascoltato i miei consigli ed è andata nella direzione opposta: ucciderà probabilmente ogni chance di un accordo commerciale con gli Stati Uniti». Quindi ha aggiunto, se ancora non era chiara la questione: «E’ probabile che avremo a che fare con l’Unione Europea invece che con la Gran Bretagna e questo avrà effetto sui rapporti commerciali con gli Usa sfortunatamente in modo negativo». Qualche ora più tardi è arrivata la repentina marcia indietro, con la Casa Bianca che ha fatto sapere che Trump “apprezza e rispetta moltissimo” il primo ministro britannico Theresa May, nonostante la recente intervista. La portavoce, Sarah Huckabee Sanders, ha ribadito che per Trump la May “è una gran brava persona” e che “non ha mai detto nulla contro di lei”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

POLEMICHE DOPO LE DICHIARAZIONI DELLA MAY

Polemiche sulle dichiarazioni della premier britannica Theresa May sull’evoluzione della Brexit in ambito migranti, con lo stop “agli europei in cerca di lavoro” e l’accoglienza unicamente ai “profili qualificati”. Oggi è stato pubblicato il Libro Bianco, ovvero il documento in cui vengono esposti gli obiettivi del governo sui futuri rapporti commerciali che la Gran Bretagna intende instaurare dopo l’uscita dall’Unione Europea. Come sottolineato dai colleghi di Tg Com 24, nelle novantotto pagine sono presenti “i contorni per un futuro accordo di associazione con l’UE, ma con molti punti su misura”. Tra i tanti punti citati, particolarmente chiacchierato quello relativo alla creazione di un consiglio ministeriale bilaterale destinato a riunirsi due volte all’anno e di un organismo arbitrale per dirimere eventuali contese su intese commerciali o politiche. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GRAN BRETAGNA, “SOLO PROFESSIONISTI QUALIFICATI”

Brexit, Theresa May: “Stop a europei in cerca di lavoro”. Nuovi aggiornamenti sul fronte Gran Bretagna, che sta vivendo giorni di grande tensione: nelle ultime ore sono giunte le dimissioni del ministro degli Esteri Boris Johnson e del ministro della Brexit David Davis, in polemica con il primo ministro per la linea soft scelta per la fuoriuscita del Paese dall’Unione Europea. Nonostante ciò, Theresa May ha deciso di tirare dritto e porta avanti il suo progetto. Nominati i sostituti dei due ministri dimissionari, parliamo di Jeremy Hunt e Dominic Raab, Theresa May è ora al lavoro su due tavoli: uno è quello con la Ue, l’altro chiama in causa il suo partito. Come evidenziato da Repubblica, la May ha presentato a un pacchetto di misure di soft Brexit che prevede una unione doganale, sistema di mobilità per l’immigrazione e il riconoscimento delle sentenze della Corte Europea di Giustizia come arbitro delle dispute”.

BREXIT, THERESA MAY: “STOP A EUROPEI IN CERCA DI LAVORO”

“Non sarà più permesso alle persone di arrivare qui da tutta Europa nella remota possibilità che possano trovare lavoro”: queste le parole della premier britannica Theresa May in un post sul suo profilo Facebook, Il primo ministro ha evideziato inoltre che la Gran Bretagna avrà una politica commerciale totalmente indipendente e che ha optato per la presentazione della proposta per evitare di arrivare a una Brexit senza accordo, da non escludere dato il corso attuale dell’Ue. Però poi ha sottolineato: “Accoglieremo sempre i professionisti qualificati che aiutano la Gran Bretagna a prosperare, dai medici agli infermieri, passando per ingegneri e imprenditori”. Evidenziando che Londra “per la prima volta da decenni avrà il pieno controllo delle frontiere”. E non è mancata una stoccata all’Unione Europea: “Sarà il Regno Unito e non Bruxelles a decidere a chi dovrebbe essere permesso di vivere e lavorare qui da noi”.

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