Thailandia, ragazzi fuori dalla grotta entro il fine settimana?/ Video, ultime notizie: “faremo di tutto, ma…”

- Emanuela Longo

Thailandia, i 13 ragazzi rimasti intrappolati nella grotta potrebbero uscire presto: governatore accelera i tempi ma le difficoltà non mancano. Le ultime notizie

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Thailandia, trovati vivi tutti i ragazzini dispersi (LaPresse)

Fino a poche ore fa era stato ribadito il rischio di dover attendere altri quattro mesi prima di poter tirare fuori dalla grotta di Tham Luang, in Thailandia, i 13 giovani atleti intrappolati da ormai undici giorni. Ora però, le cose sembrano essere cambiate e ogni momento potrebbe essere quello buono per dare il via all’evacuazione. Il timore più grande paventato dal governatore di Chiang Rai ha a che fare con un possibile peggioramento delle condizioni atmosferiche e per questo, come riporta Repubblica.it, ha annunciato oggi che farà di tutto per poterli tirare fuori entro il prossimo fine settimana. Durante una conferenza stampa ha quindi ribadito: “Non vi preoccupate, torneranno sani e sempre più in forma, ma quando saranno pronti. E non è detto che torneranno tutti insieme, prima solo i più forti”. La possibilità che l’evacuazione non sarebbe stata unica era già stata paventata nelle passate ore, dopo la diffusione del video nel quale i giovani “prigionieri” nella grotta appaiono molto dimagriti ma non per questo pronti a gettare la spugna. Un primo tentativo potrebbe addirittura essere avviato già nella notte di oggi o domani se almeno uno dei giovani si sarà rimesso in forze grazie al cibo omogeneizzato in gelatina.

L’ALLERTA DEL MINISTRO DELL’INTERNO

Secondo quanto stabilito, il prescelto ad intraprendere l’arduo tentativo al termine del quale potrebbe finalmente uscire dalla grotta dopo quasi due settimane, dovrà avere delle caratteristiche ben definite. Intanto dovrà dimostrare di aver capito le tecniche di respirazione e come muoversi correttamente nell’acqua e nel fango senza farsi prendere dal panico. Secondo le indiscrezioni potrebbe essere utilizzata una corda tirata da un subacqueo e che servirà ad indicare ai giovani la direzione giusta da prendere con segnali ben precisi. Ma il ministro dell’Interno ha messo in guardia sulle difficoltà che potrebbero esserci: “Se qualcosa dovesse accadere a metà strada potrebbero rischiare la vita, perché fare immersioni non è come andare in piscina, le grotte hanno piccoli, infidi cunicoli”. I genitori dei ragazzi, intanto, aspettano con ansia un risvolto positivo della faccenda e nel frattempo continuano ad essere seguiti dagli psicologi. Non è infatti escluso che debbano attendere ancora molti giorni, se non addirittura settimane prima di poter riabbracciare i propri figli.



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