ABU MAZEN, “GERUSALEMME CAPITALE ETERNA DELLA PALESTINA”/ “Non permetteremo a Trump di venderla a Israele”

Abu Mazen, “Gerusalemme capitale eterna della Palestina”. Il presidente dell’Anp avverte Netanyahu:”Non permetteremo a Trump di venderla ad Israele”.

01.01.2019 - Dario D'Angelo
Abu Mazen (foto da Twitter)

Nonostante lo strappo di Donald Trump, il presidente Usa che ha riconosciuto Gerusalemme capitale d’Israele e ha caratterizzato l’azione in Medio Oriente della propria amministrazione per il ritrovato idillio con “Bibi” Netanyahu, c’è chi come Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, non ha alcuna intenzione di arretrare di fronte all’asse tra Stati Uniti e Stato Ebraico. Lo si evince chiaramente dalle parole pronunciate dal Presidente dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina la scorsa notte a Ramallah, in occasione delle celebrazioni del 54° anniversario della costituzione di al-Fatah:”Non consentiremo ad alcuno di ordire complotti contro Gerusalemme – ha detto Abu Mazen -, Gerusalemme resterà la capitale eterna dello Stato palestinese. Non consentiremo ad alcuno di svenderla, ne’ permetteremo al presidente Donald Trump di venderla ad Israele”.

ABU MAZEN, “GERUSALEMME CAPITALE ETERNA DELLA PALESTINA”

Nel corso del suo intervento a Ramallah, come riportato dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, il presidente Abu Mazen ha rievocato alcune delle parole di un suo celebre predecessore alla guida dell’Anp:”Come disse il presidente Yasser Arafat: un giorno un bambino palestinese eleverà bandiere della Palestina sulle mura, sui minareti e sulle chiese di Gerusalemme”. A descrivere il clima di tensione che caratterizza i rapporti tra le parti la condanna all’ergastolo con i lavori forzati – di cui ha dato conto la Wafa – di un palestinese giudicato colpevole dalla Corte penale di aver venduto beni immobili di Gerusalemme a “coloni ebrei”. Alcuni mezzi di stampa precisano che l’uomo, identificato con le iniziali I.A. possiede anche la cittadinanza statunitense e una carta di identità israeliana in quanto residente a Gerusalemme est. La Corte penale ha motivato la sentenza spiegando che l’uomo ha violato una legge del 1960 che vieta la vendita di terre palestinesi ad entità straniere, come riporta l’Huffington Post



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