Brexit, Ue: “Accordo non negoziabile”/ Gran Bretagna, Bruxelles spiazza Londra: scontro May-Corbin

Brexit, Ue: “Accordo non negoziabile”. Ultime notizie Gran Bretagna, Bruxelles spiazza Londra: scontro tra Theresa May e Jeremy Corbin.

11.01.2019 - Carmine Massimo Balsamo
Brexit in Parlamento
Brexit, scontro May-Corbyn (LaPresse, 2019)

Nuovi aggiornamenti sulla Brexit, con l’Unione Europea che spiazza Londra: «Abbiamo già raggiunto un accordo con il governo inglese sull’uscita dall’Ue: è il migliore possibile ed escludiamo la possibilità di una rinegoziazione dei termini dell’uscita», queste le parole della portavoce della Commissione Ue Mina Andreeva. L’accordo dunque non è negoziabile, con Bruxelles che spiazza la Gran Bretagna: nessuna scappatoia sulla exit strategy tracciata. «Seguiremo e rispetteremo il voto sul processo di ratifica, ora il processo è nelle mani del Regno Unito», ha aggiunto poco dopo la portavoce Ue. Come riporta Quotidiano, la Theresa May ha escluso categoricamente qualsiasi tentennamento sulle voci di crisi di governo e di voto anticipato. Ricordiamo che martedì 15 gennaio 2019 è in programma il voto di ratifica ai Comuni dell’accordo sulla Brexit.

BREXIT, E’ SCONTRO MAY-CORBIN

Tre giorni e sarà il momento della verità per la premier Theresa May, che non si dà per vinta e ha intenzione di lottare. Come riporta l’Ansa, i numeri di oggi le sono contro ma con margini non irrimediabili, soprattutto se l’esecutivo riuscirà a mercanteggiare almeno con una delle due frazioni di rivoltosi contrapposti (Tories euroscettici e colombe). E i laburisti sono sul piede di guerra, con il suo leader Jeremy Corbin che spinge per elezioni generali per uscire dall’impasse sulla Brexit: in caso di vittoria e di arrivo al governo, i Labour rinegozierebbero l’accordo con Bruxelles. «Se il governo non riesce ad approvare la sua legge più importante, allora si deve andare al voto il prima possibile. Un’elezione non è solo più semplice per superare lo stallo, ma è anche la via più democratica. Darebbe un nuovo mandato al partito vincitore per negoziare un accordo migliore per la Gran Bretagna, avendo il sostegno in Parlamento e in tutto il Paese».



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