MIGRANTI NASCOSTI NEI MATERASSI/ Video, viaggio sul tetto di un auto: fermati prima di entrare in Spagna

Migranti nascosti nei materassi: video, viaggio sul tetto di un auto, i due fermati alla frontiera col Marocco prima di entrare in Spagna. Le immagini choc.

02.01.2019 - Dario D'Angelo
Migranti nascosti nei materassi (foto da Twitter)

Fin dove può arrivare la “fantasia” di un ragazzo disposto a tutto pur di sfuggire alla guerra e alla carestia? Fino a dove si può spingere la disperazione di un giovane senza futuro? Sono domande che sorgono spontanee guardando le immagini dei migranti nascosti nei materassi sigillati scoperti dalle guardie di confine spagnole a Melilla, città autonoma iberica situata sulla costa orientale del Marocco, nell’Africa del Nord. Non che siano i primi a tentare di arrivare in Europa in maniera a dir poco rocambolesca: c’è chi viaggia nel retro dei furgoni, chi sale su barconi di fortuna, non c’è rischio che tenga, dal momento che il rischio vero è quello di restare ogni secondo di più nelle proprie terre d’origine. Così non sorprenda “l’inventiva” dei ragazzi e di chi li ha trasportati sul tetto della propria macchina (di sicuro in cambio di soldi) per chilometri e chilometri: è la disperazione il motore delle loro azioni.

MIGRANTI NASCOSTI NEI MATERASSI, VIDEO

Nascosti in materassi sigillati e privati dell’imbottitura interna: a pubblicare le immagini choc dei due migranti scoperti al confine tra Spagna e Marocco è stato su Twitter Jon Inarritu, un senatore del partito separatista basco EH Bildu. Nelle immagini si vedono gli agenti puntare con convinzione i materassi legati sul tettuccio: e provate ad immaginare i pensieri dei ragazzi africani, in quegli interminabili istanti, consapevoli che di lì a poco sarebbero stati fermati, i sogni di una nuova vita spezzati per sempre, o almeno fino al prossimo viaggio della speranza. I due migranti, per fortuna, sono stati trovati in buone condizioni di salute e non necessitano di assistenza medica. L’autista del veicolo, fuggito in Marocco, come riportato da La Repubblica, è stato poi arrestato dalle autorità.



© RIPRODUZIONE RISERVATA