Bimbo nel pozzo in Spagna: a soli 8 metri da Julen/ Ultime notizie, ancora ritardi: serviranno altre 24 ore

Spagna, il piccolo Julen caduto nel pozzo: soccorritori al lavoro ma speranze sempre più ridotte. Slittano i tempi, mancano ancora da scavare 8 metri

20.01.2019, agg. il 21.01.2019 alle 13:36 - Davide Giancristofaro Alberti
Bimbo caduto in un pozzo
Tentando di recuperare Julen, in Spagna (Twitter)

Ottavo giorno di operazioni da parte dei soccorritori al lavoro con l’intento di salvare la vita del piccolo Julen, il bimbo caduto nel pozzo in Spagna. Ora, forse, potrebbe essere anche troppo tardi per parlare di miracolo. L’assenza di segnali non comporta nessuna buona notizia da giorni ma i soccorritori procedono spediti a ritmi serrati, nonostante la stanchezza e l’angoscia di non essere riusciti a fare prima. Le ultime notizie, spiega Quotidiano.net, purtroppo sono tutt’altro che incoraggianti: da una parte la certezza che mancano ormai solo 8 metri da scavare nel tunnel parallelo al pozzo di Julen. Dall’altra parte, però, la consapevolezza di nuovi ritardi: serviranno infatti almeno altre 24 ore per completare il collegamento tra le due gallerie. E quando ciò avverrà, per il piccolo potrebbe ormai essere troppo tardi. La data prevista per arrivare a Julen, infatti, è così slittata a martedì e potrebbe addirittura slittare ulteriormente. Le speranze, al tempo stesso, affondano poco alla volta. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SEMPRE MENO SPERANZE DI SALVARE JULEN

Ci sono sempre meno speranze di salvare Julen Rosello, il bambino di due anni caduto in un pozzo vicino Malaga sette giorni fa. A causa della consistenza rocciosa del terreno, la trivella si è bloccata. La corsa contro il tempo si è fatta dunque più disperata. Le autorità, come riportato da Il Messaggero, hanno affermato che la trivella usata per creare un corridoio parallelo al foro dove è caduto il bambino ha colpito un tratto roccioso. Gli adulti non riescono a infilarsi nel pozzo perché ha solo 25 centimetri di diametro ed è profondo 110 metri, i macchinari sono stati invece bloccati dal suolo troppo duro e da una formazione rocciosa a due terzi della discesa. Finora nessun contatto vocale è stato stabilito con il bambino: l’unico segnale della sua presenza, spiegano i soccorritori, è dato dal ritrovamento di alcuni capelli trovati nel pezzo che combaciano con il suo dna. (agg. di Silvana Palazzo)

SCAVATO METÀ TUNNEL: “LO TIREREMO FUORI”

La promessa dei soccorritori, al lavoro da una settimana, non cambia nonostante le condizioni avverse: “tireremo fuori Julen”. Nessuno ha intenzione di fare un passo indietro rispetto all’impegno iniziale e che ha coinvolto centinaia di soccorritori, lasciando l’intera Spagna e non solo con il fiato sospeso. Le speranze di salvare il piccolo di due anni caduto nel pozzo proprio una settimana fa, intanto, sono sempre più ridotte ma nonostante questo, si continua a scavare senza sosta, con l’auspicio di riuscire a tirare fuori Julen dall’assurda trappola entro la giornata di domani. Le ore a disposizione ormai sono sempre meno ma nonostante questo si continua con il groppo alla gola ad andare avanti. I soccorritori hanno scavato sinora metà del tunnel parallelo al pozzo dove è imprigionato il bambino. Come riporta Repubblica.it, non è escluso che il piccolo possa trovarsi in uno spazio così piccolo da non avere neppure modo di muovere le spalle e pulirsi la faccia con le mani. Si attende ora di calare la speciale capsula metallica scavatrice in grado di raggiungere il punto in cui si crede sia bloccato il piccolo. Un’operazione certamente difficile ma l’unica speranza alla quale aggrapparsi. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MINATORI PRONTI CON PALE E PICCONI

I soccorritori sarebbero ormai a pochi metri da Julien e tutta la Spagna resta con il fiato sospeso in attesa di scoprire le sorti del bambino di due anni e mezzo caduto nel pozzo una settimana esatta fa. E’ ormai una vera e propria corsa contro il tempo con decine di soccorritori impegnati a salvare la vita del piccolo del quale però non si sentono segnali di vita ormai da tempo. La speranza però è ancora alta ed il piano, secondo quanto spiegato dall’ingegnere a capo degli scavi, Angel Garcia Vidal, va avanti allo scopo di realizzare due fori verticali, paralleli a quello dove è scivolato il bimbo, della larghezza di appena 25 centimetri di diametro. Il terreno sta continuando a creare ancora non pochi problemi a causa della sua durezza. “Abbiamo trovato uno strato roccioso di ardesia molto compatta che ha rallentato i lavori”, hanno fatto sapere i tecnici, come spiega Il Giornale online. Solo una volta che saranno completati i tunnel verticali paralleli al pozzo, verrà scavata una galleria orizzontale. Per tale compito sono stati chiamati i minatori della Brigata di salvataggio ungherese di Hunosa che lavorerà avanzando con pale e picconi “per non compromettere l’integrità di Julen”. I soccorritori, guardando alle operazioni con positività, speravano di raggiungere il piccolo già oggi ma è possibile che i tempi si allungheranno ancora. Ad ogni modo si procede spediti anche se il bimbo potrebbe essere tratto in salvo non prima di lunedì. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CAPSULA PRONTA AD ESSERE INSERITA

Sono ore di apprensione in Spagna, a Malaga, per le sorti di Julen, il piccolo di due anni caduto una settimana fa in un pozzo. La protezione civile sta scavando da ore un tunnel parallelo a quello del bambino, ma sta incontrando non poche difficoltà visto il difficile terreno in cui è appunto caduto il bimbo. Una volta terminato l’enorme e profondo foro, al suo interno verrà calata una capsula speciale di ferro larga 1.05 metri, alta 2 metri e mezzo e pesante 300 chilogrammi, in cui due uomini scenderanno per realizzare a loro volta un tunnel di raccordo fra i due “buchi” scavati. Julian Moreno, il direttore tecnico dei vigili del fuoco della provincia, è l’inventore di questo strano marchingegno, e parlando ad Europa Press ha spiegato: «L’ascensore è dotato di un condotto dell’aria e di un pozzo sottostante che durante il successivo scavo potrà contenere fino a 500 chili di terra». L’illuminazione dello strano aggeggio è arrivata di notte, come spesso e volentieri accade per le scoperte più sensazionali: «Ci stavo pensando, all’inizio avevamo optato per una discesa con la corda, ma sarebbe stato troppo pericoloso», quindi, mentre stava dormendo: «Alla fine mi sono dovuto alzare e ho iniziato a disegnare lo schizzo dell’ascensore che mi era venuta in mente: la mattina dopo l’ho presentato ai minatori, che hanno pensato che l’idea fosse interessante». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BIMBO NEL POZZO: PROSEGUONO OPERAZIONI DI TRIVELLAZIONE

Proseguono le operazioni di trivellazione vicino a Malaga per recuperare il bambino caduto nel pozzo una settimana fa. Il piccolo Julen di due anni si trova da sette giorni a circa 70 metri di profondità e le speranze di ritrovarlo in vita sono davvero infime. I soccorritori stanno però lavorando senza sosta, più di 100 persone impegnate per far riemergere Julen e farlo riabbracciare dai suoi genitori. «È come se Julen fosse figlio di tutti», le parole di Angel Garcia Vidal, l’ingegnere che sta coordinando le operazioni di scavo e recupero. Le operazioni sono state interrotte nella serata di ieri poco dopo le ore 22:00, e riprese questa mattina attorno alle ore 7:00. Obiettivo dei soccorritori, scavare un tunnel parallelo di circa 70 metri di profondità, per poi realizzare un collegamento fra i due pozzi e recuperare appunto il bambino. Un’operazione complicatissima che dovrebbe concludersi nella serata di oggi se non domani. Il presidente andaluso, Juan Manuel Moreno, si è recato sul posto per fare il punto con i soccorritori e ha poi incontrato la famiglia del bambino nella loro abitazione. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BIMBO NEL POZZO: RIPRESE LE OPERAZIONI DI SCAVO

Sono ricominciate stamane le trivellazioni per terminare il tunnel che servirà a recuperare il piccolo Julen, bambino di due anni che da una settimana si trova intrappolato a 60 metri di profondità dopo essere caduto in un pozzo profondo 110 metri e largo appena una trentina di centimetri. Sarà una giornata chiave per il recupero del bimbo spagnolo, visto che si cercherà di terminare il tunnel che scorre parallelo a quello dove è caduto il bambino, scavando fino ad una sessantina di metri. Dopo di che, verranno mandati giù due operai specializzati dentro un’apposita capsula realizzata ad hoc proprio per tale emergenza. Una volta scesi, uno dei due dovrà scavare un complicato passaggio orizzontale di circa tre metri che collegherà i due tunnel e che permetterà appunto di raggiungere il povero Julen, che stando alle ultime rivelazioni si troverebbe in una sorta di conca di circa 15 metri di larghezza dove fortunatamente vi sarebbe anche della ventilazione. Nelle scorse ore la speciale gru che calerà il dispositivo con dentro i due operai ha raggiunto Totalan (Malaga), mentre le operazioni di scavo sono ricominciate alle ore 7:00 di questa mattina, e al momento il tunnel è profondo circa 35 metri.

BIMBO CADUTO NEL POZZO: UNA GIORNATA CHIAVE

Durante la tarda serata di ieri gli scavi sono terminati e nelle ultime ore avevano proseguito a rilento visto che la scavatrice aveva incontrato una roccia di ardesia a circa 18 metri di profondità che aveva reso ancora più complicata la perforazione. Secondo le autorità i lavori potrebbero terminare nella giornata odierna ma bisognerà aspettare lunedì per conoscere le sorti del piccolo Julen, caduto domenica scorsa nel pozzo. I soccorritori sono al lavoro senza sosta da ormai 7 giorni e non hanno mai perso la speranza di trovare il bambino ancora in vita. «Speriamo che il lavoro – le parole di Angel García Vidal, l’ingegnere capo che guida il recupero, in conferenza stampa – possa farsi il più rapidamente possibile e che le condizioni adesso saranno più favorevoli di quanto siano state fino a questo momento». Sono ore di apprensione, attesa e angoscia.

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