Brexit, voto in Parlamento Uk il 15 gennaio/ May ai Tory: “chi critica l’accordo danneggia la democrazia”

Brexit, voto in Parlamento sul piano May il prossimo 15 gennaio: la Premier ai franchi tiratori nei Tory, “chi critica l’accordo danneggia la democrazia inglese”

07.01.2019 - Niccolò Magnani
Theresa May
Brexit, appello May in Parlamento (LaPresse, 2018)

Più in anticipo di quanto si pensasse, il piano May sulla Brexit andrà alla ricerca del voto in Parlamento inglese il prossimo 15 gennaio: stando a quanto anticipato dalla BBC, la ripresa del dibattito parlamentare sull’accordo di divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea (ottenuto dalla Premier Theresa May) dovrebbe avvenire in questi giorni – forse già da domani – per poi arrivare al voto la prossima settimana, una sorta di resa dei conti tra la Premier e una gran parte della House of Commons che non vede di buon occhio l’accordo di uscita. Il caos è ancora servito in Gran Bretagna con il Governo Tory che rischia e non poco qualora – come pare – il piano May non venga ratificato dai parlamentari. Rischio di un nuovo referendum, caduta del Governo, Hard Brexit o peggio ancora no-deal: tutte le possibili conseguenze al voto di ratifica – qualora non passasse per confermare l’uscita ufficiale del Regno Unito il prossimo 27 marzo (come da accordi con Bruxelles) – risultato assai temibili e di difficile “previsione” seppur da settimane i tecnici inglesi stiano provando ogni possibile accordo interno alla maggioranza per scongiurare un divorzio “incontrollato” dall’Europa.

MAY: “CHI CRITICA L’ACCORDO DANNEGGIA LA DEMOCRAZIA”

Ma il problema vero per la Premier Theresa May sono i franchi “Tory-tori” che potrebbero scorgersi in vista del voto del prossimo 15 gennaio: dopo lo slittamento delle discussioni in Parlamento lo scorso 10 dicembre, la conseguenze mozione di sfiducia presentata dagli stessi compagni di partito è stata scongiurata per pochi voti e il rischio forte è che ora quegli stessi “dissidenti” possano riproporre la loro forza per far deflagrare l’accordo di Brexit. Di contro, anche il Labour di Jeremy Corbyn è tutt’altro che compatto nel giudicare il piano May, quasi “ricattati” dal fatto che con il loro “no” potrebbero favorire più gli hard brexiters che non gli stessi cittadini pro-Ue. Sono più di 200 i parlamentari (tra cui molti Labour) che hanno firmato una lettera indirizzata alla stessa Theresa May esortandola ad escludere un’uscita del Paese dalla Ue senza un accordo con Bruxelles: come riporta la Bbc, i parlamentari firmatari della lettera, «appartenenti ad entrambi i gruppi Leave e Remain, sono stati invitati per un incontro con May domani». Ieri la Premier inglese in un articolo sul Mail on Sunday ha avvisato la sua compagine avversa nel partito: «devono realizzare che stanno facendo correre dei rischi alla nostra democrazia, e dovrebbero anche considerare gli effettisugli impieghi su cui i nostri elettori fanno affidamento per portare il cibo in tavola per le loro famiglie».



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