“Gilet gialli”, chi sono e che cosa vogliono/ Video Le Iene, Chalencon: “Salvini? Avrei un confronto cordiale”

“Gilet gialli”, Le Iene volano in Francia per scoprire chi sono e che cosa vogliono. L’inviato Alessandro Di Sarno incontra Chalencon: “Salvini? Avrei un confronto cordiale”

10.02.2019, agg. alle 22:20 - Silvana Palazzo
Gilet gialli a Parigi (LaPresse)

Christophe Chalencon, uno dei referenti dei“gilet gialli” che ha incontrato il vicepremier Luigi di Maio e l’ex deputato Alessandro di Battista, ha parlato a “Le Iene” dell’incontro che ha scatenato le proteste del presidente francese Emmanuel Macron. «Prima di incontrare me hanno cercato di incontrare la Mourad e Drouet ma loro li hanno respinti. E allora il Movimento 5 Stelle si è messo in contatto con me», ha spiegato Chalencon nell’intervista. «Ci siamo confrontati su questioni nazionali e internazionali e ci siamo trovati subito d’accordo su tutto», ha proseguito, precisando che non hanno concluso assolutamente nulla. Riguardo alla reazione di Macron, Chalencon ha spiegato: «Una volta al mese il governo italiano attacca quello francese». In merito all’incontro ha parlato di Di Battista, descritto come «uno che va dritto al bersaglio» e ammette di aver chiesto di Matteo Salvini. «Con lui avrei un confronto molto cordiale». (agg. di Silvana Palazzo)

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“GILET GIALLI”, LE IENE VOLANO IN FRANCIA

Le Iene” volano in Francia per raccontare il fenomeno dei “gilet gialli”, il movimento di protesta che da mese crea disordini a Parigi e nelle principali città transalpine. In particolare, l’inviato Alessandro Di Sarno ha documento le fasi di una violenta manifestazione dall’interno e ha incontrato alcuni tra i leader di questo gruppo. Proprio ieri ci sono stati nuovi scontri nella capitale francese. È stato il tredicesimo atto della protesta dei “gilet gialli”. Una molotov è stata lanciata davanti al portone del Senato, poi ci sono stati danni alle vetrine, cariche e lanci di lacrimogeni da parte della polizia. Un manifestante è stato portato in ospedale con «una mano maciullata». Pare sia stato colpito da una “granata stinger” lanciata dalle forze dell’ordine in una fase in cui alcuni dei manifestanti stavano provando a forzare la palizzata a protezione dell’ingresso dell’Assemblea nazionale. I “gilet gialli” hanno anche provato a superare la frontiera italiana. Una trentina di persone guidate da Maxime Nicolle sono stati bloccati dalla polizia sul percorso intrapreso per varcare proprio la frontiera con l’Italia.

“GILET GIALLI”, CHI SONO E CHE COSA VOGLIONO

Ma chi sono i “gilet gialli” e cosa vogliono? Si tratta di un movimento di piazza nato in Francia per protestare contro il rincaro delle accise sul carburante. Il nome nasce dai giubbotti catarifrangenti gialli che indossano. Molti di loro provengono dalla Francia rurale, ma poi si sono uniti ai disoccupati delle città e più in generale a diverse persone che lamentano un peggioramento delle condizioni economiche. Ufficialmente sono nati il 17 novembre, giorno in cui hanno bloccato molte strade e manifestato vicino alla stazione della metro di Porte Maillot, a Parigi. Da quel giorno sono scesi in piazza ogni weekend. In un’occasione hanno anche imbrattato l’Arco di Trionfo e dato fuoco a diverse auto. Se si vuole andare ancor più indietro nel tempo, alla radice, allora tutto è cominciato con Priscillia Ludosky che nel maggio 2018 ha lanciato su change.org una petizione «per l’abbassamento dei prezzi del carburante alla pompa» rivolta al ministro per la Transizione ecologica e allo stesso presidente francese Emmanuel Macron. Ora è considerata la testa pensante del movimento.

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