Spagna, 40mila in piazza contro Sanchez/ “No dialogo Catalogna, elezioni anticipate”: destre sfidano Premier

Manifestazioni in Spagna contro il Governo, 40mila in piazza a Madrid “no dialogo con Catalogna, subito elezioni anticipate”. PP-Ciudadanos e destre, il premier rischia

10.02.2019 - Niccolò Magnani
elezioni anticipate spagna
Spagna, proteste a Madrid contro il Governo (LaPresse)

La chiamano “l’avanzata delle destre” anche se in piazza a Madrid c’erano 40mila manifestanti (pacifici) che contestavano il Governo Sanchez per le possibili aperture agli indipendentisti catalani, ancora una volta “pomo della discordia” in Spagna. Giornata di proteste in tutta la penisola iberica con il Partito Popolare che assieme a Ciudadanos e Vox ha richiamato a raccolto poco meno di 50mila manifestanti contro le politiche del Premier socialista: i numeri come sempre fanno da discordia (Secondo gli organizzatori alla manifestazione hanno partecipato circa 200 mila persone, per la questura invece erano 45 mila) ma resta comunque un segnale assai importante dal punto di vista dell’opinione pubblica, specie dopo il tonfo del Psoe alle ultime elezioni locali in Andalusia. Dopo 8 mesi di Governo, i socialisti soffrono le fratture interne e la mancanza di una maggioranza “solida” (ricordiamo che Sanchez va al potere dopo un “ribaltone” frutto del voto di sfiducia vincente contro l’ex Premier Rajoy, a seguito dei ben noti scontri in Catalogna). A sfidare il Governo socialista (in carica grazie all’appoggio di Podemos) sono stati appunto PP e Ciudadanos oltre ad alcune formazioni di destra estrema come Vox, Falange, Hogar Social Madrid ed España 2000.

È ANCORA LA CATALOGNA IL “POMO DELLA DISCORDIA”

In piazza a Madrid c’erano però anche personalità del calibro del Premio Nobel peruviano Mario Vargas Llosa oltre all’ex premier francese Manuel Valls (oggi candidato sindaco di Barcellona, ndr). Tutto nasce, nello specifico, dalla proposta del Governo fatta lo scorso martedì in merito alla possibilità di nominare un relatore nei colloqui tra i partiti politici per affrontare la crisi catalana: «Il tempo del governo di Sanchez è finito» ha sentenziato il leader dei Popolari Pablo Casado. La settimana che si apre per Sanchez tra l’altro non sarà semplice visto che tra due giorni inizierà il processo a 12 leader indipendentisti catalani che rischiano «fino a 25 anni di carcere con l’accusa di ribellione e uso improprio di fondi pubblici per il loro ruolo in un fallito tentativo di secessione dalla Spagna», ricorda Repubblica. Attenzione però al giorno dopo, mercoledì, visto che il Governo Psoe dovrà affrontare il voto sulla Manovra di Bilancio che senza il sostegno dei partiti catalani potrebbe naufragare sotto il peso delle opposizioni: a quel punto, se la Legge venisse bocciata allora Sanchez dovrebbe indire elezioni anticipate rispetto alla data prevista tra un anno. «Le tre destre vogliono cavalcare le tensioni e dividere gli spagnoli, dopo la manifestazione di decine di migliaia di persone organizzata oggi sulla piazza Colon di Madrid», commenta il Premier Sanchez che poi sentenzia a El Pais, «Il governo lavora per l’unità della Spagna, il che significa unire gli spagnoli. Non quello che fanno le tre destre di Colon, che cercano di dividere».



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