Pascale Warda e l’invasione Isis/ “Io cristiana irachena ho protetto i musulmani”

Ricostruire la fratellanza fra cristiani e musulmani è l’unica speranza per l’Iraq

21.02.2019 - Paolo Vites
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Una croce ricostruita a Mosul, foto da Facebook

Una cosa che pochi ricordano è che prima della invasione operata da George W. Bush dell’Iraq, in quel paese partecipavano al governo come ministri anche i cristiani, che convivevano in pace in tutto il paese con gli islamici. Poi la demenziale invasione ha portato allo scoperto tutte le formazioni islamiche estremiste come l’Isis ed è cominciata l’apocalisse, la cui colpa rimarrà sempre addosso a Bush. Ex ministro del governo iracheno era ad esempio, pure donna, la cristiana Pascale Warda, che sul sito Stand Together racconta i giorni terribili dell’invasione dell’Isis, quando yazidi e cristiani vennero massacrati e le loro donne, di qualunque età fossero, ridotte a schiave sessuali. Warda, oggi membro dell’Hammurabi Human Rights Organization sta raccogliendo le testimonianze di coloro che sono sopravvissute: “Ragazze e donne cristiane erano tra quelle imprigionate, la maggior parte venne torturata. Tutto quello che abbiamo sentito dire delle donne yazidi fu fatto anche a loro, solo che le cristiane erano numericamente meno delle yazidi” dice.

PASCALE WARDA E L’INVASIONE ISIS

Centinaia di loro risultano ancora scomparse e la paura che lo spirito dell’Isis possa risorgere è ben presente: “Quello spirito è sempre presente in tutti i musulmani che non vedono il loro prossimo come fratello, concittadino, abitante della stessa terra e con gli stessi diritti. Potrebbero tornare in qualunque momento”. Ci sono città importanti come Mosul, la seconda più importante dell’Iraq dopo Baghdad,  oggi priva di cristiani, dove hanno sempre vissuto in pace con i musulmani per secoli: “Siamo tristi che i cristiani non siano più qui” dicono gli islamici “molti sono fuggiti o si sono convertiti ad altre religioni quando qui c’era l’Isis”. Adesso alcuni di loro stanno tornando, ma Mosul è ancora un mucchio di rovine per poterci vivere. “Dobbiamo rispettare la convivenza” dice ancora Warda “perché ci sentiamo fratelli. Durante l’invasione dell’Isis io, cristiana, ho accolto musulmani sciiti e sunniti nella mia casa per proteggerli e non lasciare che fossero uccisi”. Solo da questi esempi l’Iraq potrà tornare a essere un paese pacificato.



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