Né uomo né donna, è “non binario”/ Ma si pente e torna uomo: “Non esiste terzo sesso”

Eroe del movimento Lgbt, il rimo uomo non binario decide di tornare alla sua identità di uomo

13.03.2019 - Paolo Vites
jamie shupe
Jamie Shupe durante il cambio di sesso

Il genere non binario o genderqueer è l’identità di genere di chi non si riconosce nel binario uomo/donna. Una sorta di terzo sesso, che può identificarsi con entrambi i generi, con nessuno dei due o con una combinazione di entrambi. Chi si considera tale rifiuta l’idea che esistano solo due sessi. Nel 2016 Jamie Shupe, nato di sesso maschile, fece scalpore in tutto il mondo dopo che un giudice dell’Oregon gli concesse lo status legale di persona non binaria cancellando le designazioni di genere, dato che si sentiva oppresso dalla sua vera identità di donna, quella che lui considerava tale nonostante nato uomo. Non voleva essere né l’uno né l’altro.. Era il primo americano a ricevere questo status legale. Tre anni dopo, ha rinunciato a tutto questo, tornando a dichiararsi uomo e che si era trattato tutto di una farsa. Nel frattempo è diventato una figura carismatica e un idolo del movimento Lgbt. Spiega oggi pubblicamente che quanto accaduto è stato dovuto a un disturbo da stress post traumatico, una grave crisi mentale e a traumi infantili.

NON ESISTE UN TERZO SESSO

In un articolo in cui racconta la sua storia, attacca “l’attivismo transgender fuori controllo” che permette alla comunità medica di sbizzarrisi con le sue fantasie di genere dove ci sono casi di problemi mentali, crisi di vita, una situazione che, dice, sta diventando sempre più diffusa. Dice che nel suo caso la cosa migliore sarebbe stata una terapia intensiva, “invece i dottori mi hanno semplicemente aiutato a farmi del male”. Da eroe Ligbt oggi è stato dimenticato e cancellato, dopo aver dichiarato di sostenere il divieto ai transgender di entrare nell’esercito e di opporsi alla sterilizzazione e mutilazione dei bambini che soffrono di confusione sulla loro natura sessuale. Il suo cambio di sesso, dice ancora, fu una frode medica e scientifica: “Anche la mia vittoria in tribunale fu fraudolenta perché il giudice aveva un figlio transgender. Voleva sostenere sua figlia, non me”. Conclude così: “Due false identità di genere non possono nascondere la mia vera realtà biologica: non esiste un terzo sesso, le persone intersessualità sono sia maschi che femmine, la loro condizione è il risultato di un disturbo dello sviluppo sessuale e hanno bisogno di aiuto e compassione”.



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